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No alla modifica del Rosso di Montalcino

8 Settembre 2011 Emanuele Pellucci
A distanza di pochi mesi dall’aver respinto la proposta di modifica al disciplinare del Brunello, la maggior parte dei produttori di Montalcino ha detto no anche alla modifica di quello del Rosso. Una presa di posizione netta, dunque, nel voler mantenere intatte le caratteristiche dei vini rossi montalcinesi; in pratica, la difesa ad oltranza del Sangiovese, nonostante le ripetute avances di chi avrebbe voluto dare un nuovo volto e una nuova immagine a questi storici vini. Ieri sera, infatti, l’assemblea dei soci del Consorzio del Brunello di Montalcino ha respinto la proposta di modifica del disciplinare della Doc Rosso di Montalcino con una percentuale del 69% contro il 31% degli aventi diritto. Su un totale di 806 voti potenziali (ogni azienda dispone di un numero di voti in base alle dimensioni del vigneto), i presenti ne avevano disponibili 678 (86%): di questi, 465 hanno votato contro la modifica, 210 a favore con 3 astenuti. A favore della modifica, consistente principalmente nella riduzione della presenza del Sangiovese dal 100% all’85% con la possibilità di inserire nell’uvaggio un 15% di vitigni autorizzati e/o raccomandati, si sono schierate soprattutto le grandi aziende. La maggior parte dei produttori, senza perciò voler considerare il voto ponderato, ha dunque rigettato la proposta. «È stata una decisione molto dibattuta e sofferta che evidenzia il forte coinvolgimento dei produttori e che lascia assolutamente intatti la peculiarità e il valore di una Doc di altissimo profilo internazionale», ha dichiarato al termine dell’assemblea il presidente del Consorzio Ezio Rivella. «Il cambio di disciplinare del resto era tra i punti da esplorare sul mandato del nuovo Consiglio che, comunque, sta portando avanti un rilevante progetto di marketing, denominato Montalcino 2015, per anticipare gli effetti dei cambiamenti sui mercati internazionali e proiettarci nei prossimi dieci anni». Tra le motivazioni che avevano spinto alcune aziende a chiedere la modifica del disciplinare, il fatto che il Rosso di Montalcino aveva perduto appeal nei consumatori perché presentato come una sorta di “scarto” del Brunello, tenuto conto che di questo ci sono aziende che producono un tipo base, una Riserva e una selezione. Per questo motivo il Consiglio direttivo del Consorzio aveva studiato alcune varianti, poi sottoposte all’assemblea di ieri. «Ormai abbiamo voltato pagina, finalmente», ha detto Ezio Rivella da noi interpellato, «ora non ci resta che adottare misure tecniche per innalzare la qualità e misure di marketing per rilanciare il Rosso di Montalcino. Per i produttori era uno scoglio da superare: adesso tutti noi dobbiamo impegnarci per valorizzarlo come il territorio merita». Attualmente la produzione di Rosso di Montalcino Doc è di circa 3.600.000 bottiglie contro le oltre 9 milioni di Brunello Docg.

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