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Nasce l’associazione Donne della Vite

13 Gennaio 2016 Anita Franzon
È tempo di brindare per le donne che lavorano nel mondo vitivinicolo. Nasce infatti un 'nuovo luogo' che ha ben poco di astratto e superficiale, dove le professioniste del settore possono incontrarsi, confrontarsi e dare voce a una visione al femminile di ciò che la vite e il vino significano, che si tratti di produzione, divulgazione delle conoscenze o creatività. «Siamo coltivatrici, ricercatrici, agronome, produttrici, enologhe, sommelier, ristoratrici, enotecarie, giornaliste. Donne le cui vite girano intorno alla vite e al vino. Siamo le Donne della Vite». È questa la carta di identità delle sette fondatrici: Valeria Fasoli, Alessandra Biondi Bartolini, Laura Passera, Giulia Tamai, Costanza Fregoni, Lorena Troccoli e Clementina Palese (in foto da sinistra a destra).

Tre parole chiave: etica, estetica e bellezza

Le sette Donne della Vite, lavoratrici e appassionate, si augurano di diventare tantissime nell'arco di breve tempo, unite dalle rispettive esperienze professionali in campo vitivinicolo e guidate da tre principi a volte dimenticati: Etica, Estetica, Bellezza. Nel riconoscimento del merito a prescindere dal genere, nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità nell’ambito umano come in quello vitivinicolo, deve sempre valere un'etica affiancata a un'estetica che vada oltre il significato letterale di 'percezione attraverso la mediazione dei sensi', e che si vedrà concretizzata in diverse attività scientifiche e culturali. «Abbiamo diversi progetti che prenderanno presto vita: convegni, corsi, viaggi, serate a tema, arte e musica», racconta l'agronoma e neo presidente dell'associazione Donne della Vite Valeria Fasoli.

Un mondo non solo maschile

L'obiettivo delle Donne della Vite sarà dunque quello di mantenere e creare bellezza attraverso la tutela e la salvaguardia del paesaggio viticolo, nel rispetto della natura e della sostenibilità grazie alla diffusione della cultura della vite e del vino. Il tutto avrà certamente un occhio prevalentemente femminile, anche se, come spiega la presidente, «vogliamo unire le nostre energie, visioni, sensibilità e competenze non per contrapporci al mondo maschile, ma per dare maggiore visibilità al nostro valore aggiunto».

Le Donne del Vino e le Donne della Vite

Allo stesso modo, dato che esistono altre associazioni legate al vino e tutte al femminile, le Donne della Vite non si pongono «in antagonismo, ma a partire dal nostro nome mettiamo in evidenza il quotidiano rapporto con l'aspetto forse un po' meno nobile e più duro del lavoro vitivinicolo, ovvero quello a contatto con la pianta e non solo con il prodotto finito. Mestiere che spesso è ancora associato a un ambito puramente maschile, tanto che può ancora capitare di subire qualche piccola discriminazione. Donne della Vite è un 'nuovo luogo', in cui principi e regole sono diversi, e a partire dal nostro manifesto invitiamo donne e uomini a entrare» conclude Valeria Fasoli.

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