In Italia In Italia Matteo Forlì

Musei del cibo: il Museo del cioccolato a Modica

Musei del cibo: il Museo del cioccolato a Modica

Documenti storici, attrezzi tradizionali, tecniche di produzione uniche e “dolci” sculture: la capitale siciliana del cioccolato ha dedicato un’esposizione al suo prodotto d’eccellenza. La nuova tappa del giro d’Italia alla ricerca dei più interessanti musei enogastronomici accontenta anche i palati più golosi.


La rara bellezza barocca, la densa storia di centro nevralgico dell’antica Contea, per secoli sotto la dominazione spagnola, ma non solo. Modica, affascinante centro a una manciata di chilometri da Ragusa, nell’angolo meridionale della Sicilia, per i golosi di tutto il mondo è la “capitale del cioccolato”.
“Di inarrivabile sapore, sicchè a chi lo gusta sembra di essere arrivato all’archetipo, all’assoluto, e che il cioccolato altrove prodotto – sia pure il più celebrato – ne sia l’adulterazione, la corruzione”, per dirla con le parole innamorate dello scrittore Leonardo Sciascia, la ciucculatta muricana è diversa da tutte le altre. Tanto da meritarsi un Consorzio di tutela, bollino Igp dal 2018 e un’esposizione che ne testimonia l’unicità. Il piccolo ma affascinante Museo del cioccolato di Modica narra questa storia, che ha la pasta friabile e dolce delle antiche tradizioni, attraverso documenti, antichi strumenti di produzione nonché oggetti artistici, quadri e sculture, realizzati col cioccolato.

Tradizione dal 1746

Inaugurato nel 2014 in un’ala del prestigioso Palazzo della Cultura, il museo offre ai visitatori un itinerario coinvolgente che svela curiosità e aneddoti sulla prelibatezza locale.
La mostra documentario-bibliografica, intitolata “Il cioccolato di Modica nelle carte dei Grimaldi – 1746/1915” ricompone i tasselli della storia attraverso fotografie, manoscritti, carte d’archivio, note di spesa conservati del lontano ramo siciliano della famiglia dei più famosi Principi di Monaco. Un collage che spazia dai primi documenti settecenteschi sulla presenza di cioccolatieri al servizio dei casati nobiliari, fino agli anni della Belle Époque, quando il consumo si diffuse tra i ceti borghesi nei caffè cittadini che si specializzarono nella produzione della dolce barretta secondo l’antica tecnica azteca introdotta dagli spagnoli nel XVI secolo. Su decorate note spese risalenti ai primi del Novecento alcuni di questi caffè si qualificavano come “Premiate fabbriche di cioccolata” esibendo aurei riconoscimenti conseguiti nelle esposizioni internazionali di Londra, Perugia, Parigi e Roma.

Dal processo a freddo alla barretta

Gli stessi documenti che hanno permesso di datare dalla metà del XVIII secolo l’inizio dell’arte cioccolatiera modicana, ne certificano anche le caratteristiche peculiari nella lavorazione di un prodotto crudo, grezzo e profumato di spezie. La produzione canonica prevede il concaggio, un continuo rimescolamento della massa di cacao ad alta temperatura (80 gradi) in cui lo zucchero si scioglie fino all’ottenimento di una consistenza omogenea. Il procedimento modicano deriva invece da un processo a freddo: la massa amara viene sciolta a una temperatura di 40 gradi e lo zucchero aggiunto non si scioglie conferendo alla barretta una caratteristica di granulosità quasi di sabbiosa. Ad oggi nella lavorazione del cioccolato di Modica vi è la stessa artigianalità di un tempo. Attualmente ci sono circa 40 laboratori attivi in città, di cui 18 fanno parte del Consorzio per la tutela del cioccolato di Modica.

La riproduzione in miniatura dell’Italia è un bassorilievo di cioccolato di circa nove metri

Metate e pestello

In una delle stanze sono esposti gli strumenti dei maestri cioccolatieri. Come la riproduzione della balata ra ciucculatti (il metate), una pietra granitica o basaltica dalla forma concava riscaldata da tizzoni di carbone e davanti alla quale l’artigiano ripeteva metodicamente il processo di amalgama di cacao e zucchero con l’utilizzo del pistuni (pestello-mattarello litico). O le tradizionali fommi ra ciucculatti (forme in latta) per creare le tipiche tavolette dotate di quattro linee (quattro come i colli della città) per segnare l’esatta unità di misura per la preparazione della cioccolata calda (un quadrato equivaleva ad una dose per una tazza).

Sculture di cioccolato

Attrazione dell’esposizione sono le opere scultoree realizzate col cioccolato. Teste grottesche con espressioni rabbiose, volti femminili o espressioni fanciullesche. Ma anche ritratti pop – come Marilyn Monroe, Michael Jackson e altri famosi personaggi dello spettacolo – fino a mobili lavorati a mosaico. O ancora l’iconica riproduzione in miniatura dell’Italia: bassorilievo di circa nove metri che include i monumenti più rappresentativi dei capoluoghi di Regione.

Orari e prezzi

Il Museo del cioccolato si trova nel Palazzo della Cultura di Modica, in corso Umberto I, 149. È aperto tutti i giorni, tranne il lunedì dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 19. La domenica è aperto solo di mattina, dalle 10 alle 13. L’ingresso costa 3 euro (2 euro e 50 per gruppi di 10 o più persone, biglietto gratuito per bambini fino a 6 anni) e comprende anche una piccola degustazione di cioccolato modicano.

Per info e prenotazioni scrivere a museo.cioccolatodimodica@gmail.com o chiamare il numero 347.46.12.771.

Museo del cioccolato di Modica
La Cattedrale di Noto

Nelle vicinanze

Monumenti, arte e archeologia

Ragusa è uno dei gioielli barocchi più belli del Val di Noto. Il suo centro storico, chiamato Ibla, è un museo a cielo aperto.
Modica, è una cittadina dalla storia antichissima e conosciuta anche come la città dalle 100 chiese per l’alta presenza di edifici religiosi. Alcuni di questi, come il meraviglioso Duomo di San Pietro e la Chiesa di San Giorgio sono anche Patrimonio Unesco.
Le testimonianze della ricchezza artistica di Noto, come la settecentesca Chiesa di Santa Chiara, col suo sontuoso ingresso, le decorazioni, i putti e gli stucchi, la Cattedrale di San Nicolò, la cui costruzione iniziò nel 1693, appena dopo il terremoto e il Palazzo dei principi di Nicolaci.

Dove mangiare

Osteria dei sapori perduti

Osteria tradizionale ospitata in uno dei più antichi palazzi nobiliari del centro storico di Modica. Dove tradizionali ricette caserecce e sapori nostalgici vengono rivisitati con maestria. Un trionfo di arancine, focacce, olive condite, caciocavallo ragusano, salsiccia secca, caponata, paste fresche, carni bollite e arrosti.

corso Umberto I, 228/230 – Modica (Ragusa)
0932.94.42.47
osteriadeisaporiperduti.it
info@osteriadeisaporiperduti.it
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Ristorante Accursio

Nel cuore della storica Modica bassa, in un antico palazzo barocco, si trova il regno culinario dello chef Accursio Craparo, unico ristorante modicano a vantare una stella Michelin. Reinterpreta con classe ed eleganza le tipiche ricette di mare e campagna disegnando un sublime itinerario nei sapori siciliani.

via Grimaldi, 41 – Modica (Ragusa)
0932.94.16.89
www.accursioristorante.it
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I Banchi

Ospitato in un palazzo storico, che prima del terremoto del 1693 era una sinagoga, il ristorante ha la firma illustre di Ciccio Sultano, bistellato nel vicino ristorante Duomo. Cucina eclettica, ma in prevalenza siciliana. L’annesso panificio sforna dolci, pane con farine di grani antichi, pizze e le tradizionali scacce ragusane.

via Orfanotrofio in Ragusa Ibla – Ragusa
0932.65.50.00
www.ibanchiragusa.it
info@ibanchiragusa.it
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Dove dormire

Battimandorlo
Antica dimora, costruita nel 1800 circa tra Noto e la Riserva Naturale di Vendicari. Circondata da 8 ettari di terreno, un tempo era una piccola fattoria usata dai contadini per le messe domenicali. Accanto al nucleo centrale, ristrutturato ad arte, sono state edificate due nuove corti per ospitare cinque camere, una grande cucina a vista e un living room. C’è anche una bella piscina perimetrata da pietra nera dell’Etna.

contrada Portelle, Noto (Ragusa)
392.14.61.361
www.battimandorlo.it
info@battimandorlo.it
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Relais Torre Marabino

Immerso nella campagna iblea e a pochi chilometri da Ispica e da Noto il relais nasce da un antico fortilizio, fortificazione rurale risalente al periodo medievale, ristrutturato nel rispetto delle forme e in armonia con la natura che lo circonda. È circondato da un parco recintato da muretti a secco con piante grasse, alberi di ulivo e carrubi. Annesso alla struttura c’è il ristorante gourmet La Moresca.

contrada Marabino, Ispica (Ragusa)
0932.79.50.60
www.torremarabino.com
info@torremarabino.com
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Masseria Cianciò

Nata secoli fa come azienda agricola, è una costruzione colonica immersa nelle campagne che circondano Modica. I locali un tempo dimora del fattore, la stalla e i magazzini, sono state trasformati in camere per gli ospiti. Le stanze che affacciano sul baglio, il cortile centrale che rappresenta il cuore del complesso, sono ampie e arredate con mobili d’epoca.

contrada Cianciò – Giraffetta, Modica (Ragusa)
366.41.27.175
www.masseriaciancio.it
masseriaciancio@gmail.com
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Foto di apertura: al Museo di Modica sono esposte delle opere scultoree realizzate col cioccolato. Foto del servizio © Museo del cioccolato di Modica

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© Riproduzione riservata - 03/09/2023

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