Marcello Meregalli: la distribuzione. Agenti preparatissimi, infrastrutture funzionali

Marcello Meregalli: la distribuzione. Agenti preparatissimi, infrastrutture funzionali

 

Marcello Meregalli rappresenta la quinta generazione alla guida del Gruppo e colui che ha segnato l’arrivo di nuove iniziative e l’apertura di consociate della moderna azienda fondata da Giuseppe Meregalli nel 1969. Specialisti nel canale Horeca, si affidano alla società oltre 10 mila clienti che ricercano qualità e servizio d’eccellenza.

Dieci anni sembrano lontanissimi, ma se si guarda il passato dal 2001 a oggi… quante cose sono cambiate velocemente. Dando libero sfogo alla fantasia unita alla speranza di vedere i miglioramenti nel nostro settore, penso al vino tra 10 anni in questo modo.

La filiera produttiva e distributiva più unita, più verde grazie alle biomasse e al fotovoltaico, più pura grazie all’uso corretto del biologico, più consapevole grazie al periodo in cui si è costruita una buona informazione sul consumo qualitativo e responsabile. Questo permetterà di bere ancora meglio e ritornando anche a dei consumi giusti, senza i terrori messi negli anni Duemila.
L’elettronica che già noi utilizziamo massicciamente consentirà di essere ancora più veloci nei trasporti, speriamo anche che non si debba attendere il 2030 per vedere finite le grandi opere viabilistiche.
Gli agenti  di commercio saranno tutte persone con una base di formazione moderna e molto professionale, i nuovi tablet a loro disposizione oltre a fornire una connessione dati ben più veloce, immagini tridimensionali, potranno anche sintetizzare gli aromi dei vini presentati ai clienti, mentre un database mondiale abbinerà le preferenze e i gusti con – speriamo – ancora una dose di creatività. Mi immagino uno scenario in cui gli agenti viaggeranno sulle loro auto ibride con guida semplificata e potranno così aggiornarsi sulle novità vinicole dal computer parlante delle loro vetture collegato direttamente con le aziende.

Meregalli

Marcello Meregalli

Sognamo capillarità davvero mondiale

I vini del 2020 saranno ancora tecnologicamente migliorati: così come gli scanner del Dna potranno subito bloccare contraffazioni o sofisticazioni, ma non saranno stravolti. I nomi big che ben lavorano oggi, dopo la grande depressione del 2009, saranno immancabilmente al posto top. Le Doc e i prodotti storici saranno sempre riconosciuti come tali, ma nuove vie di produzione ci daranno ripresa di vitigni prima difficili da gestire o in zone del mondo ancora inesplorate, e le nuove tecnologie daranno anche nuovi stili di vini. La coltura idroponica potrà far fare produzioni cittadine per vini d’uso quotidiano.
Il vino sarà sempre più parte del bien vivre e quindi accomunato al food di grande qualità anche nella distribuzione, la Gdo si sarà standardizzata su gusti di massa (il 2009 ha insegnato che grandi masse e piccole quantità mal si abbinano) mentre ci sarà un fiorire di enoteche, wine-bar e ristoranti di nuova concezione atti al divertimento consapevole. In questi locali degli schermi a riconoscimento vocale spiegheranno i prodotti in un network di informazioni con le aziende, mentre il personale professionista tornerà a coccolare gli ospiti perché ci accorgeremo che non è dando le percentuali di un vino che si vende cultura, ma mettendoci il cuore si farà la differenza.
La distribuzione sarà davvero mondiale e nel 2020 molte nazioni avranno politiche di accise, tassazioni e permessi import similari tra Stati e più aperti. Ci sarà quindi più conoscenza del vino di tutto il mondo anche se la buona vecchia Europa sarà ancora il faro guida per i gusti anche se non più di fatturati per la crescita dei mercati. Alcune zone come Bordeaux che hanno speculato sperando nella continua crescita dei nuovi mercati dovranno fare i conti con l’Europa che non sarà più disposta a comprare a certi prezzi. La nuova generazione troverà tanti vini al 5-10%  in meno del costo di un Bordeaux top, piacevoli tanto quanto. Lo Champagne manterrà la sua aurea con delle novità di marketing sempre all’avanguardia rispetto agli altri, ma le bollicine prodotte in tutto il mondo saranno sempre più richieste.

D’obbligo il customer care

La promozione, il customer care, il servizio saranno sempre più fondamentali. Le aziende avranno sempre di più un volto, la web-tv sarà così veloce che internet si confermerà lo strumento comunicazionale dinamico, e non più statico come ora, le aziende videocomunicheranno tra loro e i clienti conteranno di più la perfezione che qualche punto di sconto in più, ci saranno meno play-er ma più qualitativi. I sistemi di incentive saranno immediati, dinamici e in perenne aggiornamento. Il materiale di supporto al lavoro dato in omaggio ai clienti sarà tutto biodegradabile e riciclabile al 100%, i secchielli del vino parleranno, i bicchieri termocontrolleranno meglio i vini, le macchine ad azoto o argon saranno messe direttamente dagli arredatori dei locali perché il consumo a bicchieri incrementerà dal momento che la conoscenza porterà a voler “giocare” ogni giorno tra aromi e profumi dei vini del mondo.
E il Gruppo Meregalli? Tante idee sono in cantiere ancora secretate, tante di quelle scritte spero si realizzeranno, il terzo polo che a breve presenteremo nel 2020 si sarà consolidato, i nostri uffici saranno più interattivi e ospiteranno le nuove generazioni, ci sarà una sede anche fuori Europa oltre alle europee già presenti, avremo il 40% di agenti e clienti in più sul territorio nazionale, il nostro staff sarà multietnico, il nostro listino sarà ancora più completo, distribuiremo i vini di Cina, Brasile e di altre nazioni emergenti, ma metteremo sempre il cuore nel nostro lavoro in Italia che nel 2020 spero sia ancora più bella.
E se nel 2020 avremo incontrato gli alieni sul nostro pianeta, beh, speriamo solo che amino il buon vino che nel 2020 ci sarà da divertirsi moltissimo e magari ci porteranno pure qualche vitigno nuovo!

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© Riproduzione riservata - 05/10/2011

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