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L’Oltrepò fa la conta dei danni (e prova a rialzarsi)

L’Oltrepò fa la conta dei danni (e prova a rialzarsi)

La grandinata del 28 giugno ha colpito 3 mila ettari di vigneti. Il Consorzio: «Zone con oltre il 70% delle uve rovinate e meno del 50% dei produttori è assicurato». Da Intesa San Paolo un aiuto da 20 milioni alle imprese del territorio.

Dopo il Covid, la grandine. Non c’è pace per i produttori di vino dell’Oltrepò Pavese, costretti a una nuova conta dei danni. Se la pandemia aveva fortemente ridotto le vendite e le esportazioni nel 2020, il maltempo si è abbattuto sulla vendemmia 2021 (e si temono conseguenze anche per la 2022). Raffiche di vento e pezzi di ghiaccio grossi come noci il 28 giugno hanno strappato i grappoli, schiacciato gli acini e distrutto interi filari.

Circa 3 mila gli ettari colpiti

La contabilità delle perdite è ancora parziale. Sono tra 2.500 e 3.000 gli ettari di vigneti interessati, in particolare nell’area di Zenevredo, Bosnasco e Montù Beccaria, ma sono state toccate anche le zone di Rovescala, San Damiano al Colle e Stradella. «L’area colpita copre circa un quarto della nostra superficie, ma fare una conta realistica dei danni per ora è impossibile», specifica Carlo Veronese, direttore del  Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese. «Il bilancio sarà rifinito dal lavoro di agricoltori, agronomi, periti assicurativi e tecnici. Sull’entità della stima pesa la misura di compromissione, molto variabile, nei singoli appezzamenti di terreno», prosegue Veronesi. Ai margini della cella temporalesca sono precipitati pochi pezzi di ghiaccio, ma nel suo cuore «i danni ai vigneti potrebbero arrivare oltre il 70%. Per alcuni produttori si tratta di una perdita quasi totale, per altri il fenomeno è circoscritto ad appena un 10%».

Per Roberto Lanciotti di Tenuta Il Bosco – Zonin1881 i danni aziendali ammonterebbero a 400-500 mila euro

La testimonianza: vendemmia 2021 compromessa

«I nostri vigneti sono per il 95% nella zona di Zenevredo, la più martoriata», è la testimonianza di Roberto Lanciotti, responsabile vigneti di Tenuta Il Bosco di Zonin1881, «qui la grandine ha rovinato oltre l’80% delle nostre uve». Il Pinot nero – utilizzato per la maggior parte come base spumante, la vocazione della Cantina, e in una versione ferma da singola vigna – non verrà raccolto. «La vendemmia 2021 è compromessa e siamo inoltre molto preoccupati per la 2022», aggiunge Lanciotti, «perché i danni sono molto estesi anche a tutti gli organi verdi della pianta, e dunque ai tralci; una complicazione per la potatura in vista della prossima stagione». La perdita economica è altrettanto difficile da preconizzare, «viste anche le spese che non verranno sostenute per la vinificazione dell’uva danneggiata», aggiunge l’agronomo, ma il rosso è quantificabile «nell’ordine di 400-500 mila euro».

Danni aggravati dalla mancanza di assicurazioni

«Il colpo subìto in Oltrepò è particolarmente grave», aggiunge il direttore del Consorzio, Veronesi. «Parliamo di una zona non tradizionalmente grandinifera e qui le aziende assicurate sono meno del 50%. Così dopo un evento straordinario di questo tipo non c’è nemmeno la prospettiva di recuperare parte del patrimonio perso». Uno scenario su cui pesa anche la rilevanza del distretto nel contesto nazionale, visto che l’Oltrepò è la prima zona vitata della Lombardia. Conta oltre 13 mila ettari coltivati a vigneto e una delle più importanti a livello mondiale per la produzione di spumanti con 12 milioni di bottiglie annue realizzate (di cui 1,5 milioni di Metodo Classico).

Un aiuto da 20 milioni di Intesa Sanpaolo

Una mano tesa è arrivata dall’emisfero bancario. Intesa Sanpaolo ha deciso di stanziare un plafond di 20 milioni di euro a sostegno delle imprese del mondo agricolo colpite dalla grandine e previsto per loro condizioni agevolate di credito. Come la possibilità di una richiesta di sospensione fino a 12 mesi della quota capitale mutui per chi lo richiedesse e finanziamenti a 5 anni con 2 anni di preammortamento a condizioni agevolate. «A fronte della situazione di emergenza che ha colpito l’Oltrepò Pavese, abbiamo deciso di agire affinché sia garantito il necessario intervento finanziario utile a tornare rapidamente alla normalità», ha spiegato Renzo Simonato, responsabile direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo. «Le colline dell’Oltrepò Pavese rappresentano infatti un’importante realtà dove si trovano coltivazioni vitivinicole di elevata qualità, tra cui il Pinot nero che in questa zona copre il 75% della produzione totale nazionale».

Foto di apertura: il 28 giugno una violenta grandinata ha danneggiato oltre il 70% delle uve dell’Oltrepò Pavese, secondo le stime del Consorzio

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© Riproduzione riservata - 09/07/2021

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