Cantina San Michele Appiano: lo specchio del tempo nei 10 anni di Appius 

Cantina San Michele Appiano: lo specchio del tempo nei 10 anni di Appius 

Il direttore ed enologo della Cantina di San Michele Appiano con la 2010 ha creato un “super white” che sintetizza il meglio del luogo e riflette il carattere dell’annata. Abbiamo celebrato le 10 edizioni di questo grande vino, assaggiandole tutte.

Hans Terzer, direttore della Cantina di San Michele Appiano, è un pioniere dell’enologia altoatesina. Ha celebrato la ragguardevole cifra di 47 vendemmie ed è quindi un manuale ambulante di storia locale. «Quando sono arrivato», commenta senza false modestie, «la Cantina era allo sbando». E l’ha trasformata in una gallina delle uova d’oro. Oggi St. Michael-Eppan (questo il nome in tedesco, scelto ufficialmente come brand principale) produce 2,5 milioni di bottiglie, per 28 milioni di euro di fatturato (2021/22) e ha collezionato innumerevoli riconoscimenti internazionali. I 320 soci viticoltori posso quindi essere orgogliosi di vedere il nome del proprio paese sulle tavole del mondo, e sono ben remunerati.

Appius
Hans Terzer, artefice del successo della Cantina di San Michele Appiano

Dalla linea Sanct Valentin ad Appius

Un punto di svolta, nella storia di Appiano, fu senz’altro la linea Sanct Valentin, selezioni monovitigno ad alto valore aggiunto dall’immagine riconoscibile e moderna. «Ma non mi bastava più», racconta Terzer durante la prima degustazione verticale completa di Appius, il gioiello di famiglia. «Questo è il mio vino da sogno, la bottiglie in cui desideravo sintetizzare il meglio del meglio per ogni annata, quindi sempre diverso, ma sempre al massimo». Appius, il cui nome è radice storica e latina del nome Appiano, è nato dieci anni fa con l’annata 2010.
Il progetto vuole realizzare, anno dopo anno, un vino capace di rispecchiare il millesimo e di esprimere la creatività e la sensibilità del suo autore.

Presto una cantina dedicata

Anche il design della bottiglia e la sua etichetta vengono reinterpretati in ogni edizione: lo scopo è di concepire una “wine collection” capace di entusiasmare gli appassionati di tutto il mondo. L’etichetta della decima edizione di Appius, ideata da Life Circus, incorona l’anniversario, strutturando l’aspetto grafico a partire dall’emblematico numero 10, proposto in un’accattivante alternanza d’oro e platino. Prima di raccontarvi com’è andata e descrivere l’essenza di ciascuna annata nel suo cammino evoluivo, un’anticipazione: Appius avrà una sua cantina dedicata, di vinificazione e affinamento, come richiede ciascun progetto enologico ai massimi livelli.

In cantina riposa il meglio del meglio di ogni annata, che viene selezionato per dar vita alla cuvée Appius

Tutto Appius dalle origini ad oggi

2010 ****

Chardonnay 65%, Sauvignon blanc 15%, Pinot bianco 10%, Pinot grigio 10%

Per qualcuno qui in sala è ancora la migliore. Di sicuro, Hans Terzer sapeva di debuttare con un grande millesimo per presentare il suo sogno nel cassetto. Da subito è figlio dell’assemblaggio di Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Sauvignon blanc, in quantità variabili a seconda delle vendemmie.
La produzione si aggira sempre attorno alle 3 mila bottiglie. Il modello è la Borgogna e si sente – specialmente al debutto – con un legno intenso e avvolgenza burrosa, più da Meursault che da Puligny-Montrachet, ma si affinerà anno dopo anno. È ancora sorprendentemente giovanile, zero segni ossidativi. Al naso esprime agrumi e legno di cedro arso, brioche, erbe aromatiche con un tocco iodato.
Ha notevole concentrazione e corpo, lunghezza e vivace acidità.

2011 ***

Sauvignon blanc 33%, Chardonnay 33%, Pinot grigio 33%

Buona la prima, ma la seconda annata si presenta difficile, “balorda” la definisce Terzer, per una stagione fredda e una grandinata che colpisce molti vigneti. Da qui la scelta di un blend paritario di Sauvignon blanc, Chardonnay e Pinot grigio. Il Sauvignon, quindi, per la prima e ultima volta (sinora) fa la parte del leone. E si sente. Al naso prevalgono gli aromi di salvia, rosa bianca e gelsomino. Morbido al palato, con burro e vaniglia, chiusura rotonda ma cristallina. Nel complesso meno strutturato, ma niente male per un millesimo balordo.

2012 ***

Chardonnay 50%, Pinot grigio 22%, Sauvignon blanc 18%, Pinot bianco 10%

L’agosto caldo, con un fine settembre piovoso, è stato un problema per i rossi, non per i bianchi.
Anzi, è proprio un frutto caldo e maturo la cifra di questo assaggio. Il profumo è delicato, con il timbro
di frutto a polpa bianca dello Chardonnay, la pera dei Pinot e ampiezza con aggiunte di pesca gialla, nespola e un tocco di caramello. Esprime grande eleganza in bocca, lunghezza e concentrazione di frutto maturo. Chiusura precisa, di classe.

2013 ****

Chardonnay 55%, Sauvignon blanc 25%, Pinot grigio 10%, Pinot bianco 10%

Un clima decisamente estivo in fase di maturazione delle uve, il lusso di una vendemmia un po’ tardiva rispetto alla norma. Questo ha portato, a nostro avviso, a ricchezza e complessità ben calibrate dalla mano dell’uomo: al naso si esprimono con intensità e brillantezza l’agrume, il gelsomino, il legno di cedro, la pesca. Il palato ha buona tensione, con frutto e spezie ben dosate, sapidità, finale goloso di caramello salato.

2014 **

Chardonnay 65%, Pinot grigio 15%, Sauvignon blanc 12%, Pinot bianco 8%

«Tutti parlavano male di questo millesimo, alla fine è andata bene», commenta Terzer. Due settimane di sole a settembre (dal 12 in poi), in un’estate bagnata, hanno determinato un buon livello qualitativo finale. Al naso comunica subito la freschezza dell’annata, con frutta appena matura, note fumé e minerali di pietra focaia, spezie dolci. Al palato ha un buon equilibrio di sapidità e finezza, leggermente meno persistente con tocco erbaceo sul finale.

2015 ***

Chardonnay 55%, Pinot grigio 20%, Pinot bianco 15%, Sauvignon blanc 10%

Annata decisamente calda, con raccolta tra fine agosto e i primi di settembre. Impattante il profumo, di fiore d’acacia, mela matura e spezie. Massiccio il palato, importante, con sapore di tarte-tatin e finale di cannella, caldo (14% vol.) ma con una struttura tale da compensare il tutto.

2016 *****

Chardonnay 58%, Pinot grigio 22%, Pinot bianco 12%, Sauvignon blanc 8%

L’annata ideale: sana, matura e abbondante. «Il settembre del secolo», secondo Terzer. E alla fine, un vino perfetto: il naso è elegante e ampio con intriganti scorribande aromatiche: vaniglia, fragoline, mela Fuji, erbe mediterranee. In bocca freschezza e potenza, con frutti al giusto punto di maturazione, dall’albicocca alla pesca. Equilibrio totale e persistenza gusto-olfattiva.

2017 **

Chardonnay 54%, Pinot grigio 24%, Sauvignon blanc 12%, Pinot bianco 10%

Per un enologo annata da incubo, «la più scarsa della sua storia, con uve mature e immature sullo stesso ceppo», ricorda Terzer. Anche calda, nel complesso, ed è questo che giustamente il calice trasmette: il frutto è maturo con mela, banana, pera Abate, baccello di vaniglia. È contemporaneamente potente e fresco, con note erbacee. È lo specchio del millesimo, come tutte le annate di Appius, come da dichiarazione di intenti.

2018 ****

Chardonnay 52%, Pinot grigio 20%, Pinot bianco 15%, Sauvignon blanc 13%

Per un enologo annata da incubo, «la più scarsa della sua storia, con uve mature e immature sullo stesso Le difficoltà della stagione, comprese le grandinate, sono state superate nelle vigne per Appius grazie alla dedizione dei soci, che hanno ripulito chicco per chicco. Il risultato è eccellente, con un naso “orientale”, intenso, opulento, chiaramente ancora segnato dall’affinamento in legno ma con tante suggestioni, fino a un intrigante legno di bosso. In bocca è denso, ricco, cremoso, ma con freschezza. Da segnalare che fino al 2016 l’enologo aveva optato per un 100% di fermentazione malolattica, dopodiché ha preferito evitarla almeno in una barrique o un tonneau. Questo ha innalzato certamente la percezione di brillantezza all’assaggio.

2019 *****

Chardonnay 60%, Pinot grigio 15%, Pinot bianco 13%, Sauvignon blanc 12%

Una grande annata e un vino conseguente, con l’equilibrio di ricchezza e freschezza cui Appius, al termine di questa verticale completa, ci ha abituati. I profumi sono potenti, con ricordi di frutta tropicale, mela e pera mature, scorza di agrume, pietra focaia, boisé. In bocca un trionfo di freschezza, densità, potenza e lunghezza. Ha l’unico difetto di essere davvero giovane, ma il potenziale non si discute.

Foto di apertura: le 10 annate di Appius degustate per l’anniversario, ognuna con un diverso design della bottiglia

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© Riproduzione riservata - 15/01/2024

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