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L’Accademia italiana della Vite e del Vino rinnova le cariche per il prossimo quadriennio

L’Accademia italiana della Vite e del Vino rinnova le cariche per il prossimo quadriennio

Il prestigioso istituto sarà presieduto dal professor Rosario Di Lorenzo, che prende il posto di Antonio Calò, nominato presidente onorario. Tra i nuovi membri del consiglio accademico c’è anche il direttore di Civiltà del bere Alessandro Torcoli.

Cambio della guardia ai vertici dell’Accademia italiana della Vite e del Vino. Il nuovo presidente in carica è Rosario Di Lorenzo, professore ordinario di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree all’Università di Palermo con oltre 150 pubblicazioni scientifiche all’attivo nel campo della viticoltura. Succede al professor Antonio Calò, chiamato a ricoprire la carica di presidente onorario. «È un privilegio rappresentare il più importante sodalizio italiano dedicato alla viticoltura ed all’enologia, che annovera oltre 400 tra studiosi, imprenditori, divulgatori e operatori del comparto», ha commentato il neopresidente Di Lorenzo.

Il nuovo consiglio accademico

L’elezione è avvenuta nella sede di Conegliano Veneto, alla presenza del nuovo consiglio accademico, che resterà in carica per il prossimo quadriennio. In tutto 15 membri individuati fra docenti, ricercatori, imprenditori, studiosi e personalità italiane e straniere che a vario titolo si sono distinte “negli studi, nella gestione di imprese e di attività, nella valorizzazione dei prodotti di pregio, nelle scienze agrarie, mediche ed economico-giuridiche attinenti al comparto vitivinicolo”. Tra loro anche il direttore della rivista Civiltà del bere Alessandro Torcoli

L’elenco, in ordine alfabetico, include:

  • Emilio Celotti, professore associato – Università di Udine
  • Donatella Cinelli Colombini, produttrice e titolare di Casato Prime Donne e Fattoria Trequanda
  • Angelo Costacurta (vice presidente), già professore ordinario – Università di Padova e di Udine e direttore del Centro per la ricerca in Viticoltura del Cra
  • Rosario Di Lorenzo (presidente), professore ordinario – Università degli Studi di Palermo
  • Davide Gaeta (amministratore), professore associato – Università di Verona
  • Vincenzo Gerbi (vice presidente), professore – Università di Torino
  • Cesare Intrieri, professore emerito – Università di Bologna
  • Giusi Mainardi, professore – Università di Torino
  • Vittorino Novello, professore ordinario – Università di Torino
  • Michele Pontalti, direttore del Centro trasferimento tecnologico Fondazione Edmund Mach
  • Danilo Riponti, avvocato penalista specializzato nel settore della legislazione vitivinicola
  • Oriana Silvestroni, professore – Università Politecnica delle Marche
  • Paolo Storchi (segretario), primo ricercatore del Crea
  • Alessandro Torcoli, direttore ed editore di Civiltà del bere
  • Carlo Viviani, financial counsellor della Commissione europea

Gli obiettivi per il prossimo quadriennio

Come si legge nel comunicato diffuso a mezzo stampa, “il nuovo consiglio ha formulato le linee di indirizzo per il quadriennio, individuando la necessità di potenziare l’attenzione verso tematiche emergenti, quali la sostenibilità, la difesa e la valorizzazione delle tipicità delle produzioni e dei territori vitivinicoli nazionali, lo sviluppo dell’enoturismo, le sfide imposte dal cambiamento climatico e infine l’importanza da dare alla formazione, alla ricerca e alla divulgazione”.

Le finalità dell’Accademia

L’Accademia italiana della Vite e del Vino nasce nel 1949 e viene innalzata ad “ente morale” dal presidente Luigi Einaudi con decreto nel 1952. Ha sede a Firenze presso l’Accademia dei Georgofili e conta due sedi operative a Conegliano Veneto e a Vicenza. Tra le sue finalità principali ci sono la promozione di studi, ricerche e dibattiti sulle principali problematiche concernenti la vite ed il vino.

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© Riproduzione riservata - 17/01/2023

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