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La Cina minaccia anti-dumping? Raddoppiano le spedizioni di vino da Bordeaux

20 Giugno 2013 Elena Erlicher
Negli ultimi dieci giorni sono più che raddoppiate le spedizioni di vino da Bordeaux alla Cina. Sarebbe questo il risultato dello "spauracchio" del dazio anti-dumping sui vini europei sbandierato dalla Cina, che a sua volta è stata colpita il 5 giugno dalla medesima misura da parte dell'Unione Europea per quanto riguarda i pannelli fotovoltaici. In linea di principio, le misure anti-dumping scattano se viene accertato che i produttori di un determinato Paese, quando esportano, vendono un prodotto a un prezzo piú basso che sul mercato di casa. DA 5-6 A 12-15 CONTAINER A SETTIMANA - È bastata la minaccia da parte del governo cinese di imporre una tassa anti-dumping, perché gli importatori corressero subito a fare scorta di "provviste". «In 10 giorni si è passati da spedizioni di 5-6 container a settimana, a 12-15 a settimana», ha dichiarato Benoit Malaggi, direttore di Humann and Taconet, agenzia di spedizione francese, a Decanter.com, aggiungendo che le richieste da parte degli importatori in Cina per trasportare il vino il più velocemente possibile hanno fatto raddoppiare le sue normali tariffe di spedizione. «A quanto pare non ci sarà nessuna tassa applicata sul vino che viene spedito prima che la tassa sia imposta, perciò ci chiedono di spedirlo il più velocemente possibile». Gli importatori si aspettano che la nuova tassa parta dai primi di agosto. CRESCONO SPUMANTI E "TRANQUILLI" - Secondo i dati dell'International Wine & Spirit Research, nei primi tre mesi del 2013 nelle dogane cinesi è passato il 21% di spumanti in più (guidati da quelli italiani) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; i vini tranquilli sono aumentati del +31%, con la Francia ancora in testa, mentre gli sfusi sono scesi del -22%. «Per quanto riguarda il secondo trimestre», ha detto José Luis Hermosa di Iwsr, «vedremo l'impatto di questa "guerra commerciale", ma ora è difficile valutarne con precisione l'effetto». Le autorità locali di Pechino, Shanghai e Canton, da parte loro, stanno semplificando i sistemi di pagamento dei prodotti importati, e questo dovrebbe avere un effetto positivo sul settore del vino.

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