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La brand manager Vinitaly Elena Amadini racconta la novità ViViT

9 Marzo 2012 Civiltà del bere
Il Vinitaly edizione 2012 si annuncia ricco di novità, a partire dal cambio di date (leggi il post Presentata a Milano la 46ª edizione di Vinitaly).  Per capirne di più, abbiamo incontrato Elena Amadini, brand manager del Salone internazionale del vino e dei distillati italiani, chiedendole qualche dettaglio ulteriore. - Sarà un anno di grandi cambiamenti. Cosa dobbiamo attenderci da questa edizione così diversa dal solito? «Speriamo tutti di osservare segnali di vitalità da parte del mercato. Abbiamo avuto parecchi elementi di positività: le aziende hanno risposto bene nonostante il periodo difficile e questo ci incoraggia a guardare avanti con fiducia e ci fa capire come Vinitaly sia percepito come un evento capace di offrire occasioni importanti. Il numero di Cantine partecipanti è mediamente lo stesso dello scorso anno; a queste però si aggiungono le oltre cento aziende, non solo italiane, ma anche francesi e spagnole che partecipano a ViViT, il salone del biodinamico». - Parliamo di questa novità. Dopo gli spumanti dello scorso anno, in questa edizione avete voluto affrontare un tema complesso e controverso. In che modo? «Si tratta di un mondo davvero molto complicato che siamo felici di poter spiegare. Quelle che parteciperanno sono tutte Cantine interessanti con una forte filosofia alle spalle e che lavorano motivati da potenti convinzioni. E questo universo desta curiosità nei consumatori che sono sempre più attenti a questi argomenti oltre che nel trade; è sempre più alto il numero di cantine che segnala interventi di carattere  biologico e biodinamico nella produzione dei propri vini».

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