Indagine Mediobanca: 5 cooperative tra le prime 12 aziende per fatturato

Indagine Mediobanca: 5 cooperative tra le prime 12 aziende per fatturato

Cantine Riunite e Civ con Gruppo Italiano Vini, Caviro, Mezzacorona, Cavit e Cantina di Soave sono, nell’ordine, le cooperative vinicole di primo e secondo grado più produttive d’Italia. L’annuale indagine condotta da Mediobanca sulle 108 principali società di capitali operanti nel settore enologico (leggi anche il post Il vino è in salute. Le indagini di Mediobanca, Nomisma e Il Mondo) le pone nelle prime 12 posizioni della classifica. Nella top 25 anche Lavis, il Gruppo Cevico e Collis Veneto Wine Group.

GIV, CAVIRO E CAVIT SUL PODIO – Entrando nel dettaglio, il colosso costituito dal veneto Gruppo Italiano Vini con Cantine Riunite e Civ di Campegine (Reggio Emilia) si conferma leader assoluto con una produzione di 205.500.000 bottiglie nel 2012 e 514 milioni di euro di fatturato complessivo. Al secondo posto, nell’analisi Mediobanca, c’è la Caviro di Faenza, nel Ravennate (che gestisce anche la divisione vini del Gruppo Campari); dunque due cooperative emiliano-romagnole in vetta alla graduatoria nazionale. Per Caviro 284 milioni di fatturato e oltre 55 milioni di bottiglie durante l’anno appena trascorso. Chiude il podio Mezzacorona in Trentino con 160 milioni di euro e 47 milioni di bottiglie.

LE ALTRE IN TOP 25 – Segnaliamo anche le performance della trentina Cavit (6ª in classifica, 153 milioni di euro); della veronese Cantina di Soave (11ª, 107 milioni e 30 milioni di bottiglie), del Gruppo Cevico di Lugo, nel Ravennate (13ª, 96 milioni e 65.944.000 bottiglie), della trentina La Vis (15ª, 92 milioni) e di Collis Veneto Wine Group (18ª, 76 milioni).

Maurizio Gardini, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari

AL VINITALY PER CONFRONTARSI SUL PROBLEMA DEI DAZI – «Le nostre aziende», ha commentato il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Maurizio Gardini, «potrebbero essere più competitive se non fosse per i dazi, che rappresentano un forte ostacolo alle esportazioni, in particolare in nazioni quali la Cina, la Russia, il Giappone e il Brasile. Per esportare in Paesi lontani c’è bisogno da un lato di aziende più solide e strutturate, dall’altro di azioni di informazione e promozione che siano in grado di giungere ai nuovi consumatori, così diversi da noi negli stili di vita e nelle abitudini alimentari». Al delicato tema “vino & dazi” l’Alleanza delle Cooperative Italiane ha dedicato un convegno durante il Vinitaly: “Vino e dazi: esperienze e mercati a confronto”, che si è svolto lunedì 8 aprile nel Centrocongressi Europa – Auditorium Verdi di Veronafiere.

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© Riproduzione riservata - 11/04/2013

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