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Il Brunello amatissimo dagli italiani. Lo dice una ricerca Mannheimer per Frescobaldi

Il Brunello amatissimo dagli italiani. Lo dice una ricerca Mannheimer per Frescobaldi

Se fosse un’automobile sarebbe indiscutibilmente una Ferrari, se invece lo dovessimo paragonare a un personaggio prenderebbe le vesti del toscanissimo Roberto Benigni. Sono questi alcuni dei risultati di una ricerca che i Marchesi de’ Frescobaldi hanno commissionato a Renato Mannheimer in occasione della presentazione della nuova annata di Castelgiocondo Brunello Docg 2007 al ristorante Armani di Milano. “Un’annata che ci ha emozionato per la sua armonia”, ha detto Leonardo Frescobaldi, presidente della Marchesi de’ Frescobaldi continuando: “Mi fa un immenso piacere constatare che così tanti italiani amano il Brunello e i vini pregiati”.  Anche Tiziana Frescobaldi, consigliere di amministrazione con incarico di supervisione alla comunicazione, ha dichiarato: “La ricerca mette in luce l’importante ruolo che ha il Brunello nella percezione degli intervistati, un vino che rappresenta il fiore all’occhiello dell’Italia nel mondo”. Il sondaggio di Mannheimer, realizzato dall’istituto Ispo su un campione di 800 persone dai 25 anni in su, si intitolava: “Gli italiani e  e i vini pregiati in tempo di crisi: il caso Brunello di Montalcino“.

Castelgiocondo Brunello 2007

Ebbene, bisogna premettere che il 30% degli intervistati si è dichiarato astemio e che quindi alcuni valori assumono una rilevanza ancora maggiore. Il primo dato emerso è questo: anche in tempo di crisi economica, un buon vino rimane per molti una giusta concessione. Si trova abbastanza d’acordo con questa affermazione il 45% degli invitati, poco d’accordo il 23%, per nulla d’accordo il 22%, molto d’accordo il 9% e non sa l’1%. le meno convinte sarebbero le donne, gli anziani e i residenti al Centro e Sud Italia; il consenso a concedersi un buon vino come regalo aumenta al crescere del titolo di studio. In un momento di crisi 1 italiano su 5 sarebbe disposto a fare addirittura dei sacrifici piccoli o grandi pur di non rinunciare a una bottiglia di vino prestigioso e questa quota aumenta tra gli uomini e i 25-34enni. Gli italiani vedono il vino come un prodotto capace di sostenere la nostra economia: 3 su 4 dichiarano di aver orientato la propria scelta verso una bottiglia italiana proprio per sostenere la nostra economia.

Tenuta di Castelgiocondo a Montalcino (Siena)

Andiamo ora a vedere nel dettaglio qual è l’immagine del Brunello di Montalcino. Ebbene, davanti a numerosi vini citati il Brunello si colloca al quinto posto dopo Barbera, Chianti, Barolo e Lambrusco. Tra chi si considera un intenditore di vini il Brunello si colloca invece in seconda posizione preceduto solo dalla Barbera. Per il 72% degli italiani bere un’annata di Brunello che il Consorzio ha dichiarato essere a 5 stelle “inorgoglisce perché eccellenza della propria terra”.  e per il 42% degli italiani, una bottiglia a 5 stelle può essere un oggetto da avere e collezionare. L’annata insomma, sembra essere un elemento importante nella scelta di un vino anche al ristorante: il 38% di chiara di valutare una carta dei vini anche in base alle annate disponibili. E com’è in generale il rapporto degli italiani con il vino? 1 su 3 dichiara di non bere, ma, tra i restanti, un terzo si considera un buon intenditore.

IL CAMPIONE

Il campione preso in considerazione dalla ricerca Ispo comprendeva 800 intervistati. Di questi il 52% sono femmine. Le classi di età sono le seguenti: 27% oltre i 64 anni, 16% tra i 55 e i 64 anni, 20% tra i 45 e i 54 anni, 21% tra 35 e 44 anni e 16% tra i 25 e i 34 anni. Il 37% degli intervistati ha la licenza media, il 32% il diploma, il 19% la licenza elementare o nessun titolo e il 12% è laureato. Il 29% del campione è pensionato, il 5% in cerca di lavoro, il 2% studente, il 17% casalinga, il 20% altro lavoratore dipendente, il 17% lavoratore dipendente e il 10% lavoratore autonomo. Il 35% proviene dal Sud e dalle isole, il 27% dal nordovest, il 19% dal nordest e la stessa percentuale dal centro. Il 30% del campione proviene da centri abitati tra i 5 mila e i 20 mila abitanti, il 23% oltre i 100 mila abitanti, il 12% tra i 50 mila e i 10 mila e il 17% sotto i 5 mila.

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© Riproduzione riservata - 09/02/2012

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