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Il cielo è sempre più blu per il Giv: chiuso il 2010 con un + 8% di fatturato

11 Marzo 2011 Alessandro Torcoli
Il 2010, secondo il Gruppo Italiano Vini, è l’anno della ripresa. Il presidente del Giv Corrado Casoli, il vicepresidente Rolando Chiossi e il direttore generale Davide Mascalzoni lo hanno affermato, dati alla mano, l’8 marzo durante la conferenza stampa “di consuntivo” al Four Seasons di Milano. Il fatturato consolidato del Gruppo si è chiuso sui 328 milioni di euro con un incremento del +8% rispetto all’anno precedente e la redditività è passata da 18,7 a 24,3 milioni di euro. Le società estere del gruppo rilevano un buon andamento. Per fare due esempi: la Wildman, importatore e distributore di New York, supera i 100 milioni di dollari di fatturato (+7,5% sul 2009); la Carniato Europe di Parigi chiude con 50 milioni di euro e rappresenta la più importante organizzazione di distribuzione di alimentari italiani in Francia. Il fatturato della capogruppo sale a 220 milioni di euro (+8%) con un buon segnale dall’Italia: + 10% realizzato in gran parte grazie all’apporto di fatturato di Carpenè Malvolti.  A questo proposito, secondo i vertici Gruppo Italiano Vini, le nuove tendenze sono chiare: vini più leggeri e frizzanti, come anche noi nel nostro piccolo segnaliamo da tempo, con tanto di Speciale “Tracks al Vinitaly”  dedicato a queste tipologie.  L’accordo di distribuzione in esclusiva dei vini Carpenè Malvolti e l’acquisto della modenese Cavicchioli rientrano dunque in una chiara strategia di rafforzamento nei segmenti di mercato oggi più interessanti, confermando l’attitudine marketing oriented del Gruppo. Sul Gruppo Italiano Vini si veda anche l'articolo Novità ai vertici del Gruppo Italiano Vini.

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