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Iconic women in Italian wine: 7 produttrici per 7 vini d’autore

Iconic women in Italian wine: 7 produttrici per 7 vini d’autore

Una degustazione tutta al femminile a Vinitaly. Albiera Antinori, Priscilla Incisa della Rocchetta (Sassicaia), Marilisa Allegrini, Elisabetta Foradori, Elena Fucci, Arianna Occhipinti e Chiara Boschis hanno presentato le proprie etichette simbolo con Monica Larner di The Wine Advocate e Alison Napjus di Wine Spectator.

Iconic women in Italian wine non è la prima degustazione “al femminile” a cui partecipiamo. Ma la particolarità dell’evento di Vinitaly consiste nell’aver riunito sopra un unico palcoscenico sette tra le più influenti produttrici provenienti da cinque regioni d’Italia e due critiche del vino internazionali di prim’ordine. Stiamo parlando di Albiera Antinori, Priscilla Incisa della Rocchetta (Tenuta San Guido), Marilisa Allegrini, Elisabetta Foradori, Elena Fucci, Arianna Occhipinti e Chiara Boschis che hanno raccontato le loro storie e, a loro volta, sono state raccontate da Monica Larner di The Wine Advocate e Alison Napjus di Wine Spectator.

Caratteristiche tipicamente femminili

Sì, perché più che di una degustazione guidata si è trattato di una condivisione di storie di donne alla guida delle loro Cantine, con un occhio particolare rivolto ai progetti futuri e sostenibili.
«Le donne sono ovunque, non è una novità», ha detto Monica Larner intervenendo da un mega schermo perché positiva al Covid. «Noi ci siamo volute concentrare sulle loro caratteristiche di migliori comunicatrici, ascoltatrici e sulle loro particolari capacità empatiche».
«Per questa degustazione abbiamo scelto sette produttrici», ha continuato Alison Napjus, «selezionandole tra aziende famigliari e ambasciatrici del proprio territorio nel mondo».

Poi si è assaggiato anche il vino, in un blind tasting in cui si sono confrontate, a due a due, le etichette di punta di ogni azienda. Al pubblico, per gioco, spettava il compito di individuarle di volta in volta.  

L’equilibrio con il cosmo di Elisabetta Foradori

«La nostra missionè trasferire in bottiglia le differenze di terroir», ha raccontato Elisabetta Foradori, che conduce la sua azienda secondo i principi della biodinamica, rispettando la biodiversità dell’ambiente e utilizzando anche le anfore per la vinificazione. «Le piante devono vivere in equilibrio con il cosmo per poter esprimere il terroir nel modo più puro». Alla degustazione Elisabetta ha presentato il Nosiola Fontanasanta, Vigneti delle Dolomiti Igt 2015 – in controtendenza per chi, come noi, si sarebbe aspettato un Teroldego.
«Siamo conosciuti per il Teroldego, ma il Nosiola è un vino importante per il Trentino, capace di esprimere il territorio».

Arianna Occhipinti e il vino naturale

La siciliana Arianna Occhipinti è protagonista di spicco tra i produttori di vino naturale. Non solo, ha aperto la strada nella sua Vittoria ai “vini di Contrada” – in degustazione il suo fresco ed elegante Frappato Vini di Contrada BB, Terre Siciliane Igt 2019 da Contrada Bombolieri.
«È grazie al carattere di quest’uva coltivata dove sono nata che ho imparato a fare vino», ha confidato lei stessa. «Ho iniziato a vinificare in parcelle da suoli diversi nel 2017. Qui non era la tradizione».

Chiara Boschis promuove Cannubi ad area bio

Unica donna tra i Barolo Boys, il gruppo di giovani produttori che negli anni ’80 cominciò a sperimentare la barrique e le vinificazioni separate in Langa.
«Il Barolo per tradizione era sempre stato un assemblaggio», ha dichiarato Chiara Boschis, che possiede vigneti nei comuni di Barolo, Monforte d’Alba e Serralunga d’Alba. «Per capire le potenzialità di ogni territorio bisogna vinificare i cru in purezza». A Vinitaly Chiara ha presentato il Barolo Cannubi Docg 2010.
«Noi siamo biologici e stiamo convincendo anche i nostri vicini a convertirsi per fare di Cannubi un’area bio. Ci siamo quasi», ha concluso.

Marilisa Allegrini giramondo

Autentica business woman che da 40 anni promuove la Valpolicella in tutto il mondo, Marilisa Allegrini è la conferma che per aver successo non basta saper fare vino ma bisogna anche saperlo comunicare. «
Non è stato semplice far comprendere all’estero le tante differenze del nostro territorio per varietà, tecniche di vinificazione…», ha detto Marilisa, «mi ha aiutato l’arte dello storytelling». Qui a Verona ha portato il Fieramonte, Amarone della Valpolicella Classico Riserva Docg 2012 da single vineyard.

La voce della Basilicata di Elena Fucci

Unaneofita al confronto è Elena Fucci. La sua Cantina nasce solo nel 2000 – prima la famiglia conferiva le uve al consorzio – ma sono bastati pochi anni per innalzarla a punto di riferimento per la nuova generazione di enologi della Basilicata, portando la regione sul palcoscenico internazionale.
«Come Marilisa ho viaggiato molto per far conoscere l’Aglianico del Vulture nel mondo e le sue caratteristiche peculiari di elevata acidità, mineralità e tannicità», ha spiegato Elena, che ha presentato il Titolo, Aglianico del Vulture Doc 2012.

Albiera Antinori e il valore della sostenibilità

Leadership navigata quella di Albiera Antinori, a capo dell’azienda di famiglia dal 2017 con le sorelle Allegra e Alessia.
«Il Tignanello – presente con l’annata 2018 – è un esempio della storia del vino italiano e contemporaneamente del suo futuro», ha detto Albiera, «perché parla di identità e diversità territoriale. Preservare il nostro territorio per le prossime generazioni è un valore da tutelare anche attraverso un percorso di sostenibilità aziendale. Si tratta, però, di un iter complesso con molti parametri da considerare. Già aiuterebbe poter avere un’unica certificazione».,

Il team di Priscilla Incisa della Rocchetta

Priscilla Incisa della Rocchetta porta su di sé la responsabilità di un nome come Sassicaia (presentato in Magnum 2013), reso grande dal nonno Mario, prima, e dal padre Nicolò, poi. Ma non è da sola.
«Mi sento parte di un team, con i miei quattro cugini», ha raccontato Priscilla. «Insieme siamo i guardiani di una realtà composita – oltre al vino, ci sono anche i cavalli e la natura che ci circonda – di cui dobbiamo prenderci cura nell’ottica di chi verrà dopo di noi. Questi valori familiari vanno combinati con il nostro progetto finanziario, per una visione unica che comprenda anche un circolo virtuoso di sostenibilità».

Foto di apertura: Marilisa Allegrini, Albiera Antinori, Priscilla Incisa della Rocchetta (Tenuta San Guido), Chiara Boschis, Alison Napjus di Wine Spectator, Stevie Kim di Vinitaly International, Elisabetta Foradori, Elena Fucci e Arianna Occhipinti

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© Riproduzione riservata - 16/05/2022

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