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Ecosostenibili e, quindi, competitivi. Se ne è parlato a Veronafiere

Ecosostenibili e, quindi, competitivi. Se ne è parlato a Veronafiere

Ecosostenibilità come tema cruciale dei prossimi anni e come strumento per rafforzare il vantaggio competitivo nelle imprese vinicole. Se ne è parlato nel convegno organizzato a Veronafiere il 23 febbraio da E.On Energia, importante società di energia e gas a capitale privato, e da Vinitaly. «Nel 2020 il settore delle energie rinnovabili sarà molto sviluppato», ha detto Fabio Renzi, segretario generale della Fondazione Symbola (associazione che promuove la cosiddetta soft economy). «Se la prima sostenibilità si realizza in vigna, di fatto oggi è più che mai necessario dare vita a progetti complessi che coinvolgano tutta la filiera». Un concetto che ha sottolineato anche Giacomo Mojoli, docente universitario al Politecnico di Milano e socio fondatore di Slow Food: «La grande sfida è coniugare economia con ecologia», ha affermato Mojoli, «Basti pensare che per produrre un litro di vino occorrono 8-12 litri di acqua. Guardando inoltre al mercato estero, la sostenibilità è sempre più legata alla qualità dei prodotti».

Foto Ennevi - Veronafiere - 002

I relatori del convegno: Fabio Renzi, segretario generale della Fondazione Symbola, Katy Mandurino, giornalista de Il Sole 24 Ore, Enrico Morandi, direttore sales large clients di E.On Energia, Giacomo Mojoli, socio fondatore di Slow food, e Riccardo De Gobbi della direzione agroambiente della Regione Veneto

L’Italia si è già attivata in questo senso, lo hanno dimostrato i responsabili di alcune aziende: Renzo Cotarella, amministratore delegato di Marchesi Antinori, Lorenzo Biscontin, direttore marketing del Santa Margherita Wine Group, Filippo Carletti, direttore generale dell’azienda agricola Arnaldo Caprai, Alessio Planeta, amministratore delegato della Planeta, Arturo Ziliani del gruppo Berlucchi e Lorenzo Barbero, chief enologist di Sella & Mosca.

Dagli esempi alle testimonianze istituzionali. «Applicando tecniche di valutazione dello stato del vigneto di tipo prossimale e quindi poco costose», ha detto Attilio Scienza, professore ordinario di Viticoltura presso la facoltà di Agraria dell’Università di Milano, «è possibile ridurre l’impiego di antiparassitari e di fertilizzanti fino al 50% ottenendo anche, attraverso un riequilibrio vegeto-produttivo della vite, un miglioramento della qualità dei vini». E il consumatore sembra gradire. Tra le curiosità, gli esiti del sondaggio effettuato il 17 febbraio dal sito WineNews con Vinitaly, da cui risulta che su 1.200 enonauti ben il 55% ha affermato che la presenza di un “bollino verde” a testimonianza dell’impegno ecologico della Cantina rappresenterebbe un motivo in più per acquistare una bottiglia di vino. Non solo: il 48% degli enoappassionati ritiene anche che l’impegno ecologico delle aziende possa favorire l’affermazione del vino italiano all’estero.

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© Riproduzione riservata - 25/02/2011

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