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È l’anno peggiore di sempre per vini e spirits italiani

30 Novembre 2020 Civiltà del bere
È l’anno peggiore di sempre per vini e spirits italiani

Il 2020 sarà ricordato come l’anno nero degli alcolici italiani. Nei consumi fuori casa i vini perdono il 39% delle vendite in valore, gli spirits il 43%, mentre le previsioni di dicembre toccano rispettivamente il -87% e -93%, secondo lo studio TradeLab per Federvini.

Nel 2020 vini e spirits hanno quasi dimezzato il proprio valore nel fuori casa, che costituisce il principale sbocco di mercato. E l’ultimo lockdown sta procurando l’ennesima batosta al settore. Secondo le previsioni dello studio che Federvini ha affidato a TradeLab, questo è l’anno peggiore di sempre per gli alcolici italiani. “Due dei settori a più alto valore aggiunto del made in Italy sono in ginocchio”, sottolinea Sandro Boscaini, presidente di Federvini.

Il crollo dei consumi fuori casa

In quest’anno segnato dal Covid, il consumo di vino fuori casa vale circa 1,4 miliardi, il -39% del 2019 (oltre 2,3 miliardi). Ancora peggio per gli spiriti, che vedono una perdita del -43% in valore (poco più di 540 milioni di euro contro i 960 milioni dello scorso anno). E sono drammatiche le previsioni degli ultimi due mesi dell’anno: a novembre i vini chiuderanno con un -84%, a dicembre -87%. Per gli spiriti parliamo addirittura di un -91% e -93%.

Serve il “piano Marshall” del vino

“Ci sono in gioco due interi settori produttivi che necessitano di essere rilanciati con politiche serie e di ampio respiro, partendo da una decisa sburocratizzazione amministrativa per poi pensare ad una sorta di Piano Marshall che preveda investimenti strutturali massicci per la digitalizzazione e la promozione“, prosegue Boscaini. “Non è il momento di personalismi. Dobbiamo fare squadra, aziende e decisori politici, per salvare un intero comparto”.

La situazione peggiore è in Lombardia

Differenze significative sussistono tra regione e regione: per i vini, si va da un -42% annuo per la Lombardia a un -34% del Molise, mentre per gli spiriti risulta essere ancora la Lombardia la più penalizzata con -48% per chiudere con la Puglia che si assesta a un -38%. Ma è tutto il mondo del fuori casa, il cosiddetto horeca (hotel, bar, ristoranti), a vivere una crisi profonda: rispetto al 2019, il cosiddetto Away From Home è letteralmente crollato di oltre il 40%, passando da 85 a 50 miliardi nel 2020.

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