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Consorzio Franciacorta: nuovo mandato per Zanella e riduzione della produttività

8 Maggio 2012 Anna Rainoldi
«Senza un territorio di qualità, non esistono prodotti di qualità. Questo nuovo Consiglio ci stimola a proseguire nel nostro incarico, con determinazione e impegno, rappresentando tutte le molteplici realtà che costituiscono la Franciacorta vitivinicola». Con queste parole Maurizio Zanella, rieletto presidente del Consorzio Franciacorta, ha commentato la linea espressa dai soci nel corso dell’ultima Assemblea generale. IL NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE - Il 4 maggio l’Assemblea generale dei soci ha votato i membri del nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio, riconfermando in carica il presidente Maurizio Zanella e i vicepresidenti Silvano Brescianini e Maddalena Bersi Serlini. La nuova composizione del Consiglio vede invece un aumento della presenza femminile, con sette donne invece di quattro, e dei giovani, che passano da quattro a otto. QUALITÀ ASSOLUTA PER IL PRESIDENTE ZANELLA - La grande affluenza dei soci – si è espresso l’83% dei voti – è motivo di soddisfazione per la dirigenza soprattutto alla luce delle restrizioni recentemente proposte per migliorare la qualità della produzione, tra cui una significativa riduzione della produttività per ettaro. «Desidero ringraziare l’Assemblea per aver approvato le misure di restrizione della produzione, proposte per aumentare ulteriormente il livello qualitativo del nostro vino. Parola d’ordine, quindi, qualità assoluta», ha commentato il presidente Zanella. COSA CAMBIERÀRispetto al disciplinare di produzione del Franciacorta, la nuova proposta approvata in assemblea prevede di sperimentare per quattro vendemmie una riduzione della produzione da 8.600 bottiglie per ettaro (65 hl/ha) a 8.000 (60 hl/ha). Inoltre, per preservare la qualità delle uve nei vigneti giovani, fino al secondo anno di produzione non si potrà trasformare uva in Franciacorta, per il terzo e il quarto anno se ne trasformeranno solo 40 quintali per ogni ettaro, mentre dal quinto anno in avanti 95 quintali a ettaro; l’uva in eccesso potrà essere utilizzata per produrre Curtefranca.

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