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Consorzio Vini Colli Piacentini: verso il riconoscimento della Docg Piacenza

24 Novembre 2022 Jessica Bordoni

L’ente consortile è impegnato in un percorso di aggiornamento dei disciplinari. Si punta ad una sola Igt (ora sono tre), un’unica Doc (contro le tre attuali), ma soprattutto alla creazione della Docg Piacenza per la Malvasia e il Gutturnio fermi. L’intervista al presidente del Consorzio Marco Profumo.

Val Tidone, Val D’Arda, Val Trebbia e Val Nure. Quattro vallate dal grande fascino paesaggistico e circa 3.500 ettari, per la stragrande maggioranza di collina, destinati all’enologia di qualità. È questa la fotografia dei vini dei Colli Piacentini, tutelati da un Consorzio attivo dal 1986. Per il distretto emiliano è tempo di grandi novità. È stato infatti avviato un percorso condiviso di aggiornamento dei disciplinari che verrà presentato al Mipaaf (tra non molto ufficialmente Masaf) del corso del 2023.

Abbiamo chiesto a Marco Profumo presidente del Consorzio Tutela Vini Doc Colli Piacentini e titolare della Casa Vinicola Mossi, di raccontarci nel dettaglio le tappe e gli obiettivi di questo iter.

Piacenza Docg
Il gruppo dei produttori dei Colli Piacentini con (al centro) il presidente del Consorzio Marco Profumo

Presidente, prima di ragionare sul futuro, inquadriamo il territorio e la sua produzione attuale.

Piacenza è stata terra di buon vino fin da epoche remote. Su questi colli hanno impiantato viti i paleoliguri, gli etruschi, i romani. Nei secoli successivi i vini piacentini sono arrivati alle mense di numerosi papi, re, signori e grandi artisti. Oggi il Consorzio tutela tre Doc, ovvero Colli Piacentini, Gutturnio e Ortrugo dei Colli Piacentini; a cui si aggiungono tre Igt, Val Tidone, Terre di Veleja ed Emilia.

In che direzione vuole andare la riforma dei disciplinari?

Il riordinamento prevede una piramide qualitativa composta da una sola Igt, dalla Doc Colli Piacentini e dalla nascita della Docg Piacenza, chiamata a esprimere i vini di maggiore personalità e valore prodotti nel territorio. Nel corso del 2021 abbiamo impostato una vasta consultazione che vede come protagonisti oltre 140 vignaioli e vinificatori, realizzata con la preziosa collaborazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, oltre che di tecnici agronomici ed enologici. Il primo passo è stato la realizzazione di un questionario rivolto agli associati per stimolare un confronto di idee utile al lavoro di messa a punto, correzione e riscrittura dei disciplinari, a cui è seguita una serie di incontri sul territorio con i produttori.

Quali i temi sotto la lente di ingrandimento?

Il confronto e l’approfondimento ha interessato tutti gli aspetti che compongono il processo produttivo dalla vigna (varietà antiche, portainnesti, sistemi di potatura, ecc.) alla cantina (tecniche di vinificazione, tempi e contenitori per l’affinamento, ecc.) nonché alcune scelte legate al cambiamento climatico in atto e alle tendenze attuali e future del mercato. A seguire, ci sono stati momenti di confronto e degustazione, che ci hanno permesso di focalizzare ulteriormente gli attuali punti di forza e criticità della produzione enologica territoriale, al centro anche del seminario “Dalla A alla Doc. Le prospettive vinicole dei Colli Piacentini” tenutosi nel giugno del 2022 con importanti esperti del mondo del vino.

In sintesi, quali saranno le principali novità del nuovo disciplinare?

La Malvasia e il Gutturnio fermi si sono dimostrati alla prova del calice vini di grande personalità, in grado di ambire a un posizionamento di alto livello sul mercato nazionale ed estero e alla costituzione di una specifica Docg. La volontà di elevare allo status della Garantita questi due vini prodotti nel territorio della Doc Colli Piacentini si accompagna all’intenzione di allargare “verso l’alto” lo stesso territorio della Doc, andando a comprendere alcune zone di alta collina. Sono aree che un tempo non erano vocate alla viticoltura, ma che oggi lo sono diventate a seguito dei cambiamenti climatici in atto; in chiave futura, offrono garanzie di elevata qualità enologica oltre a nuove opportunità di ripopolamento dell’entroterra piacentino.

Altri elementi chiave da ricordare?

Sicuramente una maggiore valorizzazione della produzione spumantistica e una razionalizzazione dei vini previsti all’interno della Doc Colli Piacentini. Dagli attuali 24 vini presenti ad oggi nel disciplinare saranno esclusi quelli contraddistinti prevalentemente da vitigni internazionali e da produzioni quantitativamente limitatissime e poco rappresentative. All’interno della rinnovata Doc rimarrà sempre centrale la produzione di vini frizzanti di alta qualità che fino a oggi ha rappresentato il vessillo identitario di un territorio capace di raggiungere su questo fronte elevati picchi di piacevolezza e grande apprezzamento anche per la facilità di abbinamento con i prodotti gastronomici di punta dell’Emilia-Romagna. Attualmente rappresentano il 75% del totale Doc prodotto.

Ci sarà spazio per qualche new entry?

Sì, per legittimare produzioni che nel tempo hanno saputo conquistarsi uno spazio interessante interpretando con coerenza alcune specifiche naturalistiche e culturali del territorio, come i vini macerati e i frizzanti rifermentati in bottiglia.

Riassumendo, quindi, quali sono gli obiettivi e le aspettative del Consorzio e dei produttori?

L’aggiornamento dei disciplinari permetterà innanzitutto di fotografare al meglio una produzione che già esprime prodotti di eccellenza capaci di ottenere riconoscimenti nazionali e internazionali. In secondo luogo contribuirà in modo significativo a veicolare una percezione più chiara e di valore di un territorio che ambisce a conquistare nuovi spazi di mercato sia in Italia, dove oggi registra le migliori performance tra Emilia Romagna, Lombardia e Liguria, sia all’estero, tra Europa, Russia, Cina e Stati Uniti. In questo senso abbiamo previsto dei progetti speciali di promozione di Malvasia e Gutturnio che porteremo avanti attraverso consolidate partnership territoriali.

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