Colline Teramane da scoprire. Le iniziative del Consorzio di tutela

Colline Teramane da scoprire. Le iniziative del Consorzio di tutela

Una grande casa per tre produzioni di qualità. A cominciare dalla punta di diamante rappresentata dai vini Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo Docg, senza dimenticare le etichette della Doc Controguerra e dell’Igt Colli Aprutini. Il Consorzio di tutela vini Colline Teramane Docg è stato fondato nel 2003 con l’obiettivo di salvaguardare e promuovere il patrimonio vinicolo abruzzese e, in particolare, le etichette che si fregiano della Garantita, l’unica a livello regionale. In questi primi 15 anni di attività, l’ente consortile ha saputo imporsi su scala italiana e internazionale e oggi il numero di bottiglie prodotte supera il milione ogni anno.

Qui il vino è di famiglia

Il merito è soprattutto delle 43 aziende socie che, oltre a contribuire alla ricchezza economica e produttiva locale, svolgono un lavoro costante nella valorizzazione della provincia nel suo complesso. Il Consorzio di tutela è composto prevalentemente da realtà di medie e piccole dimensioni, molte con una lunga storia familiare alle spalle, e questo rappresenta un ulteriore elemento indentitario dei vini Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo Docg, senza dubbio l’anima enologica più  vera e più profonda della regione Abruzzo.

Un contesto naturalistico unico

Alla base di questo successo c’è il legame indissolubile con il territorio. Le Colline Teramane si trovano lungo la fascia settentrionale dell’Abruzzo, incastonate tra il mare e la montagna: da un lato le vette del Gran Sasso, dall’altro le coste dell’Adriatico. Si tratta di un contesto naturalistico unico, impreziosito da borghi della storia millenaria e vigneti curati come fossero dei giardini nobiliari. La struttura dei terreni e il microclima particolarmente favorevole, con brezze marine e forti escursioni termiche giorno-notte, rendono questa zona assai vocata alla nascita di vini di carattere e capaci di vincere la sfida nel tempo.

Vietato imbottigliare fuori zona di produzione

Tra le mission consortili c’è quella di arginare un’anomalia italiana e in particolare abruzzese, ossia la possibilità d’imbottigliare il Montepulciano d’Abruzzo anche fuori dalla zona di produzione. Il Consorzio di tutela Colline Teramane si batte contro questa pratica che, di fatto, impoverisce il territorio. Per farlo si avvale di un rigido disciplinare che obbliga a vinificare e imbottigliare all’interno del Teramano. Così si garantisce lo sviluppo dell’economia locale, potenziando allo stesso tempo il ‘brand’ Montepulciano d’Abruzzo, che all’estero appare ancora sottostimato rispetto ai livelli qualitativi raggiunti sotto il profilo enologico.

Filosofia green ed enoturismo: così si premia tutto il territorio

I vignaioli teramani sono mossi dal forte amore della propria terra, dal rispetto dell’ambiente e dei tempi stagionali. A testimonianza di ciò, oggi sempre più cantine decidono di produrre seguendo i principi dell’agricolturagreen, eliminando l’utilizzo di prodotti chimici e di sintesi. Si stima che, negli anni a venire, la conversione biologica riguarderà più dell’80% delle aziende. Nel corso del 2018, grazie al finanziamento previsto dal Psr, (Piano di sviluppo rurale), il Consorzio di tutela colline Teramane si è impegnato a organizzare una serie di eventi sul territorio per promuovere la Docg e le singole cantine, rafforzando al tempo stesso il rapporto con la ristorazione regionale mediante la collaborazione con il Consorzio Qualità Abruzzo. L’obiettivo è sensibilizzare gli attori locali alla valorizzazione dei prodotti tipici e fare sistema per una relazione di vantaggio reciproco.

La nuova sede a Montepagano

Tra gli appuntamenti che hanno cadenzato la prima metà dell’anno, ricordiamo in particolare l’inaugurazione della nuova sede del Consorzio nel borgo di Montepagano, a Roseto degli Abruzzi. Come spiega il presidente Enrico Cerulli Irelli, eletto dopo il mandato di Alessandro Nicodemi: “Durante la cerimonia, lo scorso 31 maggio, è stato organizzato anche uno spazio di riflessione e confronto sulla Docg Abruzzese alla presenza dei principali attori del settore vinicolo regionale e delle istituzioni di riferimento, quali il Presidente del Consorzio Vini d’Abruzzo Valentino di Campli e l’assessore all’Agricoltura Regione Abruzzo Dino Pepe”.

I prossimi eventi in calendario

Un altro caposaldo del Psr è rappresentato dall‘incoming della stampa, sia di nazionalità italiana sia estera. “Nel mese di novembre sono previste due giornate di degustazione in occasione della festa di Colline Teramane. La prima è rivolta ai giornalisti da tutto lo Stivale e ad alcuni operatori di settore selezionati, per i quali saranno organizzati due o più laboratori a tema volti a mostrare le peculiarità dei vini tutelati dal Consorzio. Il secondo giorno è invece destinato al pubblico generalista, con l’intento di far avvicinare anche i semplici appassionati e curiosi al mondo delle Colline Teramane. L’occasione permetterà alla stampa di visitare alcune aziende consorziate e di conoscere più da vicino le attività delle realtà vinicole del territorio”, precisa il presidente Cerulli Irelli. Nel Marzo 2019, l’evento sarà ripetuto per i professionisti della stampa estera, chiamati a prendere parti a interessanti tour tra le vigne e in cantina a degustare vini da un grande banco di assaggio.

Il fattore identitario dell’unica Docg abruzzese

Da segnalare anche la partecipazione del Consorzio a eventi trade e di piazza, quali la Mostra del vino di Montepagano e la festa di Controguerra (entrambe in programma nel periodo estivo) per promuovere il brand Colline Teramane sul territorio regionale, sensibilizzando alla cultura enologica abruzzese come fattore indentitario. Il vino Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo Docg, prodotto dall’omonimo vitigno Montepulciano, è l’unica Denominazione di origine controllata e garantita della regione Abruzzo. L’areale produttivo comprende un’ampia fascia della collina litoranea e interna della provincia di Teramo, che nella parte centro-settentrionale si spinge fino ai piedi del massiccio del Gran Sasso e dei monti della Laga.

Un disciplinare a garanzia della qualità

Il consorzio di tutela si è dotato di un rigido disciplinare che prevede rese non superiori ai 95 quintali per ettaro, divieto del sistema di allevamento a tendone per i nuovi impianti non superiore a 3.300 ceppi per ettaro, obbligo di vinificazione e imbottigliamento nella zona di produzione e, infine, immissione sul mercato non prima di un anno per la versione base e di tre anni per la Riserva. Sotto il profilo organolettico, il Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo Docg si presenta di colore rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee. Al naso il bouquet è intenso e complesso; in bocca è asciutto, pieno, robusto ma armonico e vellutato, con sentori di frutta rossa matura e spezie.

L’articolo è tratto da Civiltà del bere 3/2018. Per continuare a leggere acquista il numero sul nostro store (anche in digitale) o scrivi a store@civiltadelbere.com

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© Riproduzione riservata - 18/08/2018

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