Cifre record e nuove tendenze dell’export vinicolo in Cina

Cifre record e nuove tendenze dell’export vinicolo in Cina

Il consumo di vino in Cina ha raggiunto livelli da record nel 2011: secondo le cifre del China Worldwide Wine Summit, tenutosi per la prima volta lo scorso marzo a Hefei (capoluogo della provincia di Anhui), la Cina nel 2011 ha importato vino in bottiglia per 1,27 miliardi di dollari, ovvero +94% rispetto al 2010.

PIÙ BOTTIGLIE, MENO VINO SFUSO – Anche considerando la contemporanea diminuzione di vino sfuso importato, che per il 2011 ha registrato un calo del 20%, il volume totale delle importazioni vinicole è aumentato dell’80,9% nel 2011, secondo le statistiche fornite dalla China Culture Association of Poetry and Wine (Ccapw), che ha organizzato il convegno.

SI DIVERSIFICA IL GUSTO  – Parallelamente a questo aumento vertiginoso dei consumi, il gusto dei wine lovers del Sol Levante si sta diversificando: i trend d’acquisto stanno iniziando a premiare alcuni Paesi produttori emergenti – come Cile, ma anche Grecia o Nuova Zelanda – rispetto a storici esportatori come la Francia, che pur mantiene la maggioranza assoluta delle quote di mercato (il 51% dell’import cinese di vino imbottigliato nel 2010 era francese, per un valore di 340 milioni di dollari, secondo il sito inumeridelvino.it).

ALCUNI DEI PAESI EMERGENTI – L’ambasciatore cileno Luis Schmidt registra per il suo Paese una crescita annuale dell’export vinicolo in Cina intorno al 50%, dal valore di 83 milioni di dollari nel 2010 (61 milioni di litri), ma anche nazioni dal ruolo più marginale stanno ottenendo un buon consenso: è il caso della Grecia, con un valore di 2 milioni di euro per il 2011 (+4% dal 2010, ma +60% rispetto al 2006), e della Nuova Zelanda (+65%, pur con una quota di mercato molto ristretta).

Jenny Li, research manager di Wine Intelligence

VINCONO I VINI FRUTTATI – Jenny Li, research manager per l’istituto di ricerca Wine Intelligence, ha spiegato al sito Decanter.com che queste nuove tendenze derivano dall’incremento di una nuova fascia di consumatori, i giovani lavoratori cittadini tra 20 e 30 anni, che considerano il vino una bevanda alcolica più sana, da bere quotidianamente, senza limitarsi alle tradizionali zone di produzione. Questo perché l’inclinazione ad acquistare vini del Sudamerica o di altri Paesi produttori meno affermati, continua Jenny Li, deriva da una reale discrepanza tra i vini maggiormente presenti sul mercato cinese e il reale gusto dei clienti: «C’è un malinteso tra quello che bevono e quello che apprezzano realmente. Il Cabernet Sauvignon è stato per lungo tempo l’unica varietà reperibile sul mercato, ma questo non rispecchia il fatto che molti consumatori cinesi preferiscono vini più fruttati e meno tannici».

 

Tag: , , , , ,

© Riproduzione riservata - 18/04/2012

Leggi anche ...

Due onorificenze dalla Presidenza della Repubblica al mondo del vino
In Italia
Due onorificenze dalla Presidenza della Repubblica al mondo del vino

Leggi tutto

Cambi di poltrona: l’aggiornamento sulle ultime nomine
Wine business
Cambi di poltrona: l’aggiornamento sulle ultime nomine

Leggi tutto

50 anni di storia del vino: l’evoluzione del marketing
Wine business
50 anni di storia del vino: l’evoluzione del marketing

Leggi tutto