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Chianticentrismo. La politica (vincente) di Ruffino

29 Novembre 2013 Civiltà del bere
"Stiamo chiudendo un anno molto positivo per la nostra azienda con una crescita del fatturato del +10%". Sandro Sartor, direttore generale della Ruffino, cantina di Pontassieve (Firenze), ha scelto di salutare così la stampa invitata all'Hotel Parigi di Milano, per un brindisi pre-natalizio. "Cresciamo soprattutto in Asia, dove abbiamo realizzato addirittura +50% sul 2012, Nordamerica ed Europa e, dato confortante, non decresciamo in Italia. Si tratta per noi di un risultato davvero soddisfacente, un segnale di come la nostra strategia "chianticentrica" sia vincente". LA FILOSOFIA - L'azienda ha fatto una scelta precisa: consolidare la sua leadership come cantina radicata in Toscana con il Chianti nel cuore. Per dimostrarlo, poco tempo fa è uscita sul mercato la riedizione contemporanea dello storico fiasco, è stata introdotta una nuova linea, Momenti pensata per un pubblico giovane e adatta, ad esempio, al momento dell'aperitivo e ha visto la luce un Prosecco dedicato ai mercati esteri, in particolar modo, Stati Uniti e Canada. Ovviamente l'azienda dedica una grande attenzione ai portabandiera: la Riserva Ducale e la Riserva Ducale Oro, due Chianti che hanno scritto la storia dell'enologia iatliana e a Modus, un Toscana Igt particolarmente apprezzato perché insolita espressione del Sangiovese. LE STRATEGIE - La crescita dell'azienda è determinata anche dall'accordo strategico con le azioni della casa madre, la Constellation Brands che dal 2011 detiene Ruffino, unica Cantina in Italia nella sua orbita. Tra qualche mese Pontassieve comincerà a imbottigliare in Toscana alcuni prodotti di Constellation e a distribuirli in Europa e la cantina diventerà un nuovo hub logistico. "Ci stiamo attrezzando per raggiungere questi risultati. Siamo, infatti, tra le pochissime az\iende in Italia che in questo momento sta assumendo personale, e questo, per noi, è ulteriore fonte di soddisfazione", ha concluso Sartor.

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