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Chianti Classico Collection, edizione record per il Gallo nero

4 Marzo 2023 Aldo Fiordelli

750 vini in degustazione e 2.500 operatori accreditati. La storica denominazione toscana cresce in valore grazie al traino della Gran Selezione e la valorizzazione delle Uga, che dal 1° luglio possono essere ufficialmente inserite in etichetta.

Il Gallo nero spicca il volo. Dati positivi di mercato, impressioni ottime dalla critica degustando le nuove annate, ma anche un cortometraggio che racconta la leggenda di come è nato il simbolo più antico del mondo del vino. Questo, in estrema sintesi, è quanto emerso dalla due giorni del Chianti Classico Collection 2023 alla Stazione Leopolda di Firenze il 13 e 14 febbraio. Un’edizione record con 2.500 operatori accreditati, 260 giornalisti e 750 vini in degustazione.

Nel 2022 +30% per la tipologia Gran Selezione

Nel 2022 le vendite di Chianti Classico Docg sono rimaste pressoché sugli stessi livelli del 2021, «che però fu un anno record» ha ricordato il presidente del Consorzio Giovanni Manetti. Si parla di circa tre punti percentuali persi, ma a fronte di un +17% di crescita del fatturato. Al netto dell’inflazione, dell’aumento delle materie prime e dell’energia, un salto significativo in valore. A sostegno di questi numeri c’è la crescita della Gran Selezione. La categoria più recente della storica denominazione toscana e all’apice della stessa è cresciuta nel 2022 del +30%. Riassumendo, l’anno scorso è stata consumata la stessa quantità di Chianti Classico, ma si è bevuto meglio.

Ottime performance negli States

Ci sono altri dati che provano l’ottima performance in valore della denominazione. Ad esempio il +10% del prezzo delle uve e del vino sfuso, questo sì proporzionato all’inflazione. Guardando ai mercati del Chianti Classico, sono proprio gli Usa che nel 2022 hanno registrato un boom di vendite di Gallo Nero, confermandosi ancora una volta al primo posto; il 37% delle bottiglie di Chianti Classico sono state infatti vendute su questo mercato contro il 33% dell’anno precedente (+12%). Complice il dollaro forte, ma anche la continua crescita in notorietà della denominazione. Pressoché stabile, al secondo posto, il mercato interno dove oggi viene venduto il 19% del totale dei vini Chianti Classico commercializzati. 

Si punta a crescere ancora in valore

Segue il Canada al terzo posto (10%), che negli ultimi anni ha regalato grandi soddisfazioni e per cui il Consorzio intravede ottime potenzialità di crescita.
«In pratica sommando Usa e Canada, una bottiglia su due di Gallo Nero va in Nord America», prosegue il presidente Manetti. A chi volesse vedere il bicchiere più mezzo vuoto che mezzo pieno, osservando cioè la mancata crescita in volume dell’ultimo anno con un velo di preoccupazione, risponde il produttore Duccio Corsini: «La crescita in valore è quella che ci interessa e che conta. Oggi a mio avviso la denominazione ha la possibilità di continuare in un graduale aumento dei prezzi con buone possibilità che il mercato recepisca correttamente lo sviluppo qualitativo dal 2018 a oggi».

Le Uga sono sempre più centrali

A sostenere l’ottimismo è arrivato anche l’annuncio che il Comitato nazionale vini ha approvato le ultime richieste da parte del Consorzio. Dal 1° luglio di quest’anno la Gran Selezione del Chianti Classico potrà riportare in etichetta il nome delle Unità geografiche aggiuntive. Quindi nelle migliori bottiglie di Gallo Nero non leggeremo più soltanto Chianti Classico, ma anche Panzano, Greve, Montefioralle, Lamole, Radda, Castellina, Vagliagli, San Donato, Castelnuovo Berardenga, Gaiole e San Casciano.
«Il progetto delle Uga è molto importante per noi», continua Manetti. «Fra i suoi obiettivi principali vi è infatti quello di rafforzare la comunicazione del binomio vino-territorio e aumentare la qualità in termini di identità e territorialità. L’attenzione alla qualità da noi non è mai mancata e per i produttori di Chianti Classico cercare di produrre vini sempre più “trasparenti”, ovvero capaci di esprimere sempre di più il territorio in cui sono prodotti, è di vitale importanza ed è quello che richiede anche il mercato».

Foto di apertura: alla Chianti Classico Collection erano presenti 2.500 operatori accreditati, 260 giornalisti e 750 vini in degustazione

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