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Censimento delle Vecchie Vigne: l’Alto Adige

7 Febbraio 2022 Roger Sesto

In Alto Adige si trova un patrimonio di ceppi secolari, come l’antica pianta di Versoaln, varietà unica al mondo, che vanta 350 anni d’età. Ma non è la sola della zona a superare il secolo di vita. Per segnalare vecchie vigne di oltre i 30 anni d’età scrivere a redazione@civiltadelbere.com.



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Anche una regione di confine come l’Alto Adige offre interessanti e quasi inaspettati esempi di archeo-viticoltura. Uno per tutti è senza dubbio la vite di Versoaln. Ma, a parte questo caso unico al mondo, sono tante le realtà altoatesine che credono nei concetti di vigna vecchia e di cru; siano esse Cantine private o cooperative.

Castel Trauttmansdorff 

Versoaln

I Giardini di Castel Trauttmansdorff di Merano nel 2006 hanno assunto la paternità di un monumento naturale unico: la vite più grande e antica del mondo, che cresce presso Castel Katzenzungen a Prissiano. Una pianta esposta a nord, a ridosso di un muro, il cui fogliame si estende per 300 mq, giacente a 600 m slm su un terreno porfidico e povero. Il Centro di sperimentazione Laimburg ha commissionato nel 2004 un’analisi scientifica dove si è stimata in 350 anni l’età di questa vite. Ma la sorpresa è che il ceppo è ancora produttivo, generando un vitigno unico al mondo, il Versoaln, da cui si ricava l’omonimo vino.

Hofstätter

Barthenau Vigna S. Urbano, Alto Adige Pinot nero Doc e Ludwig Barth Von Barthenau Vigna Roccolo, Alto Adige Pinot nero Doc

Due i cru vetusti di questa realtà: Vigna Sant’Urbano, vitata a Pinot nero e impiantata nel 1962, e Vigna Roccolo (sempre Pinot nero), risalente al 1942. Entrambe si trovano a Mazon, culla del vitigno, incluse nella tenuta Barthenau. La prima dimora su di un suolo di argilla e ghiaia, densa 5.000 ceppi/ha; la seconda su arenaria, per 3.500 piante/ha. Sant’Urbano, originariamente allevata a Guyot, dati i costi elevati per l’epoca, è stata poi convertita a pergola altoatesina. Vigna Roccolo invece è nata come doppia pergola trentina. I vini che ne derivano, come da tradizione Hofstätter, prendono il nome delle parcelle: Barthenau Vigna S. Urbano e Ludwig Barth Von Barthenau Vigna Roccolo.

Nals Margreid

Galea, Alto Adige Schiava Doc

Questa piccola cooperativa modello di Nalles si è via via affidata a viti sempre più antiche, facendone un punto di forza. Il 70% degli impianti sono allevati a pergola, con un’età tra i 70 e i 100 anni. Due aspetti che gli agronomi della Cantina ritengono determinanti per la qualità dei vini. Tra i vitigni spiccano Pinot bianco, Chardonnay e Schiava. Quest’ultima proviene da ceppi ultrasecolari, dando origine all’Alto Adige Doc Schiava Galea; per non perdere la profondità che tale vecchiezza infonde al mosto, tutta la filiera produttiva è votata alla tradizione: come l’affinamento, che avviene in antiche grandi botti di acacia.

Tenuta Untermoserhof 

Alto Adige Santa Maddalena Classico Doc

Nel cuore della zona classica di Santa Maddalena dimora questo antico maso, nei pressi di Bolzano. La storicità della tenuta è dimostrata da un documento del 1630. La Cantina è gestita dalla quarta generazione della famiglia Ramoser, nel solco di una filosofia improntata all’identitarietà dei vini e all’ecosostenibilità. Dalle vigne più vecchie, si ottiene il Santa Maddalena Classico, blend di Schiava (95%) e Lagrein (5%). Le viti, esposte a mezzogiorno, hanno un’età compresa tra i 40 e i 60 anni; crescono su terreni porfirici, leggeri e ricchi di scheletro, derivati da morene glaciali. Il tutto per un vino di grande finezza e armonia.

Foto di apertura: si stima che la vite di Castel Katzenzungen, a Prissiano (Bolzano), abbia ben 350 anni d’età

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