Amarone Gioè, da cinquant’anni simbolo di Santa Sofia

Amarone Gioè, da cinquant’anni simbolo di Santa Sofia

L’azienda Santa Sofia di Pedemonte celebra quest’anno il primo mezzo secolo di storia per Gioè, Amarone della Valpolicella Classico Doc: l’etichetta di punta della casa vinicola veronese. Un passito rosso prodotto solo in 17 vendemmie in 50 anni, a testimonianza dell’opera di selezione accurata che la famiglia Begnoni ha svolto sin dal 1964, in epoca pre-denominazione di origine controllata, quando le scelte di qualità non erano disciplinate da rigide norme ed erano poco ovvie ma molto lungimiranti.

ALTA QUALITÀ: UN IMPEGNO PER LA VITA – Gioè è un nome utilizzato con un significato preciso, “gioia per il palato”, e non a caso. «Il Gioè» ci dice Giancarlo Begnoni «rappresenta l’impegno di tutta la mia vita: quello di produrre vini di pregio, in quantità limitata, che sappiano dare piacere a chi li beve. Oggi commercializziamo il 2007, la prossima annata sarà il 2011». Questo salto di 4 anni non è nuovo alla famiglia Begnoni per un vino che mantiene intatta nel tempo la propria cifra stilistica, e oggi sfiora il traguardo delle 15.000 bottiglie.

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Vinitaly 2014 ha ospitato una degustazione verticale di Gioè Santa Sofia

L’EVOLUZIONE DEL LEGNO – L’Amarone Gioè viene da sempre ottenuto da uve Corvina (intorno al 70%) con eventuale presenza di Corvinone, Rondinella (25%) e Molinara (5%) nei vigneti delle zone vocate di Fumane, San Pietro in Cariano e Negrar. Una continuità produttiva che ha visto variare negli anni l’uso dei legni per l’invecchiamento: «All’inizio utilizzavo soltanto botti in rovere di Slavonia per tutti i 5 anni di maturazione, poi ho introdotto i legni piccoli, tarando via via la lunghezza della permanenza del vino in questi contenitori in base all’annata» ricorda Giancarlo Begnoni. «Quindi la maturazione in botti di rovere di Slavonia è passata dai 5 anni a 36 mesi seguita da un anno in botticelle da 225 litri di rovere francese. Successivamente, a partire dai millesimi degli anni 2000, il Gioè matura per 24 mesi in botti di rovere e per 18 in barrique».

IL TRAGUARDO DEI CINQUANTA – Oggi si può acquistare il 2007, l’annata del 50esimo, contrassegnata dall’etichetta speciale a ricordo della ricorrenza che, spiega il figlio Luciano Begnoni, «richiama le colonne della villa palladiana sede della nostra azienda, mentre il logo del cinquantenario rimanda a un particolare del fregio della copertina dei Quattro libri dell’architettura di Andrea Palladio, ripreso nelle etichette dei nostri vini più pregiati».

I DONI DEL TEMPO – Tra le note distintive del 2007, annata caratterizzata da inverno mite e da una primavera-estate con temperature sopra la media, segnaliamo una vivace ciliegia marasca e uno speziato che lasciano presupporre interessanti evoluzioni nel tempo. Ipotesi non casuale, dopo aver degustato anche il 2000, 1998, 1995 e il 1977 a Vinitaly: nell’excursus a ritroso nel tempo, le note sono risultate sempre più balsamiche, fino all’inedito 1977, con eleganti note di fiori appassiti e chinotto. Evoluzione nella coerenza di uno stile preciso e radicato nella tenacia di una famiglia.

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© Riproduzione riservata - 02/05/2014

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