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Alle radici del vino. Quale acqua beve la vite?

17 Aprile 2020 Civiltà del bere
Alle radici del vino. Quale acqua beve la vite?

L’uso efficiente delle risorse idriche è alla base di una produzione vitivinicola di qualità. Come migliorarlo? Al via lo studio condotto da un team di ricercatori italiani e sloveni, nei vigneti del Carso, del Collio e nella valle slovena del Vipacco.

Dove trova le sue risorse idriche la vite? Un team di ricercatori italiani e sloveni studierà lo stato e le possibili strategie di miglioramento dell’irrigazione dei vigneti, analizzando il reperimento dell’acqua della vite in tre aree vocate, ma con contesti geo-morfologici e climatici diversi: il Carso, l’area isontina del Collio e la Valle del Vipacco, in Slovenia.

L’idea di partenza è che l’uso efficiente delle risorse idriche è alla base di una produzione vitivinicola di qualità. Da qui nasce il progetto di ricerca Acquavitis di Interreg Italia-Slovenia, un programma di collaborazione tra i due Paesi confinanti, approvato dalla Commissione europea.

Lo studio in sei vigneti sperimentali

Nei sei vigneti sperimentali coinvolti dal progetto Acquavitis, gli scienziati raccoglieranno l’acqua da diverse sorgenti da cui attingono le viti: le precipitazioni meteoriche, l’acqua superficiale, l’acqua nel suolo a diverse profondità, l’acqua di infiltrazione nelle regioni carsiche e l’acqua d’irrigazione. Successivamente, analizzeranno la composizione isotopica di questi campioni nei laboratori del Campus Scientifico di Ca’ Foscari per poi confrontarla con quella misurata nella linfa estratta da foglie e fusti dalle viti.

Giù giù, fin dove arrivano le radici

«Tra gli obiettivi della ricerca ci sono la valutazione dello stato idrico dei vigneti e la stima della quantità d’acqua accessibile alle viti», spiega Barbara Stenni, professoressa di Geochimica e coordinatrice del team dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. «Analizzeremo la composizione isotopica dell’acqua estratta dalla linfa dalle viti e da altre matrici ambientali per valutare da dove proviene quella assorbita dalle piante e stimare la profondità a cui attingono le radici».

Come si scopre la provenienza dell’acqua?

«L’acqua subisce molteplici processi fisici durante tutte le fasi del ciclo idrologico», precisa Mauro Masiol, ricercatore di Geochimica e membro del team che si occuperà delle analisi. «Questi processi portano al frazionamento isotopico delle molecole d’acqua. Analizzando i rapporti degli isotopi stabili dell’ossigeno e dell’idrogeno dell’acqua si ricostruisce l’origine e si identificano le aree di ricarica di bacini idrografici, fiumi, acquiferi e sorgenti».

L’obiettivo: creare modelli per ottimizzare le risorse idriche

Il progetto Acquavitis permetterà di risalire alla profondità delle radici, analizzando tutte le fonti idriche a cui le viti attingono. Le attività di ricerca sono partite dal versante sloveno, dove gli studiosi hanno installato dei pluviometri tra i filari per raccogliere i campioni di precipitazioni da analizzare. I primi risultati sono attesi tra circa un anno. Al termine dei due anni di studio, sarà possibile definire sia la quantità d’acqua che arriva alla vite in un determinato momento, sia la sua provenienza. In seguito, i risultati raccolti serviranno a elaborare modelli di circolazione idrica.

Una collaborazione transfrontaliera

Il progetto Acquavitis: Soluzioni innovative per l’uso efficiente dell’acqua in viticoltura transfrontaliera è stato finanziato dalla Commissione europea. Rientra nel programma Interreg Italia-Slovenia, che mira a promuovere lo sviluppo e la sperimentazione di tecnologie verdi e di soluzioni innovative per migliorare la gestione delle risorse idriche in aree viticole transfrontaliere tra Italia e Slovenia. Il finanziamento ha una durata di 2 anni (2020-2021). Vi partecipano 6 partner tra università ed istituti di ricerca italiani e sloveni: il Kmetijski inštitut Slovenije (coordinatore), l’Università di Trieste, l’Università di Udine, il Geodetski Inštitut Slovenije, il Zavod Nova Gorica e Ca’ Foscari.

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