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Aganis, il nuovo progetto friulano dei fratelli Cecchetto

1 Giugno 2022 Civiltà del bere
Aganis, il nuovo progetto friulano dei fratelli Cecchetto

Simone, Fabio e Alessio Cecchetto, la nuova generazione alla guida di Ca’ di Rajo lanciano un nuovo progetto in Friuli, ai piedi delle Alpi Giulie. Grande attenzione alle varietà locali, a cominciare da Refosco e Friulano, e alla valorizzazione del paesaggio in cui sorge la Cantina.

 
I fratelli Simone, Fabio e Alessio Cecchetto, già titolari della Cantina trevigiana Ca’ di Rajo, sbarcano in Friuli per dar vita ad Aganis, un nuovo progetto enologico votato alla sostenibilità ambientale, anche in chiave enoturistica. La proprietà si trova a Treppo Grande, in frazione Borgo Salariis, in provincia di Udine. Ci troviamo ai piedi delle Alpi Giulie, a ridosso dei Colli Orientali.

Il focus sugli autoctoni Refosco e Friulano

Una stima di 5 milioni di euro per i prossimi 5 anni. È questo l’impegno economico preventivato per l’avvio della nuova Cantina, il cui focus saranno i vini da varietà autoctone a cominciare dal Refosco (che vede la famiglia Cecchetto già impegnata nella “casa madre” con la salvaguardia dell’antica forma di allevamento della bellussera) e dal Friulano.
«La proprietà include 22 ettari di vigneti, tutti reimpiantati su terreni di arenaria e marna, a cui si aggiungono 15 ettari di bosco», spiegano i fratelli Cecchetto. «Il progetto prevede la produzione di una linea di monovarietali come appunto il Refosco e il Friulano, ma anche Malvasia e Ribolla Gialla. Tra gli internazionali, invece, Merlot, Cabernet, Sauvignon e Chardonnay. Stiamo lavorando anche a due spumanti, una Ribolla gialla e un Rosé da uve 100% Pinot nero».

Il forte legame con il territorio

Qual è il significato del nome? «Aganis è il termine friulano che indica le agane; sono figure femminili della mitologia alpina, particolarmente note in Carnia, che abitano attorno ai corsi d’acqua e li proteggono». L’ispirazione arriva in particolare dal fiume Cormor, che scorre accanto ai vigneti.
«Sin dalla scelta del nome questa azienda esprime la nostra volontà di dare vita a vini che sappiano parla­re di territorio e di tradizioni in chiave moderna, facendo entrare in scena la ninfa pro­tagonista del marchio e di una parte delle linee di etichette».

L’impegno sostenibile ed enoturistico

Tra gli aspetti chiave c’è il tema della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente collinare in cui è collocata la tenuta con l’obiettivo di preservare un ecosistema virtuoso in cui la viticoltura si integra compiutamente a un habitat naturale di grande fascino, circondato dai boschi e dalle montagne.
«Vogliamo fare di Aganis un’azienda da vivere. Ai piedi delle vette della Carnia e vicino a San Daniele vogliamo creare un luogo dove fermarsi a contemplare la natura, che rappresenti una sosta piacevole per i ciclisti che percorrono la vicina Ciclovia Alpe Adria che collega Salisburgo a Grado, e che offra un’evasione sensoriale a chi visita l’Ippovia e il parco botanico del Cormor». Nel prossimo futuro è prevista la realizzazione di una struttura alberghiera con una formula che consenta anche di dormire tra i filari.

Foto: da sinistra Simone, Alessio e Fabio Cecchetto

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