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Pordenone: un successo il primo “festival” del vino

24 Novembre 2011 Alessandro Torcoli
Certo, non si chiamava proprio "festival", termine confinato oramai a musica italiana e letteratura, ma "Pordenone Wine Love", l'iniziativa della provincia friulana che da sola produce il 52% del vino regionale e il 43% di quello a Doc. Purtroppo però, nonostante questo peso, rappresenta soltanto il 19% dell'imbottigliato regionale. Scopo del gioco, dunque? Alzare il livello di attenzione di tutta la filiera sulla qualità della produzione locale, forte in quantità, ma meno riconosciuta per la qualità. Il distretto pordenonese, invece, ha tutte le carte vincenti per presentarsi sui mercati internazionali: le Grave del Friuli, ad esempio, sono una terra particolare, difficile e sassosa, è vero, ma dove l'interazione uomo-natura può dare ottimi risultati, di tipicità e riconoscibilità, qualità oggi massimamente ricercate. Inoltre, Pordenone è intrisa di un "sapere enologico diffuso", secondo la definizione di Gianfranco Bisaro, produttore di macchine per l'enologia, naturalmente autoctono. Non è un caso che a Rauscedo si trovi uno dei principali vivai del mondo, la culla della gran parte dei capolavori in bottiglia realizzati in varie terre enologiche di tutto il mondo. A valle della filiera... Maniago è la piccola patria dei coltelli e dei cavatappi. Insomma tutto qui parla di vino, ma pochi fuori provincia - e talvolta purtroppo anche all'interno - parlano dei vini di Pordenone. Ecco perché il "Pordenone Wine Love", con convegni, degustazioni, cene e visite nelle Cantine locali, ha sortito un buon effetto sin dalla sua edizione numero "zero", perché ora nessuno tra i protagonisti dell'enologia locale potrà dire "io non sapevo" e può attrezzarsi per dare valore al proprio prodotto in vista delle prossime edizioni della manifestazione. Non è vero che il mercato del vino è in crisi. E' in crisi il vino comune, ma cresce di continuo - globalmente - il mercato del vino di alta qualità, che però richiede originalità, comunicazione, unicità. Si può vincere la partita solo aumentando l'imbottigliato di pregio, aprendosi ai nuovi consumatori, com'è emerso al convegno di venerdì 11 novembre intitolato "Pordenone: sapere di vino, sapore di vino nuovo".

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