In Italia

In Italia

Pino Khail nel ricordo di Ezio Rivella

6 Aprile 2011 Civiltà del bere
Riceviamo in redazione e pubblichiamo un testo di Ezio Rivella sul nostro direttore Pino Khail. "Pino Khail era un professionista del mondo della comunicazione e della pubblicità delle bevande alcoliche. Triestino  trasferito a Milano, seppe coalizzare attorno alla sua Rivista Civiltà del bere i principali produttori vinicoli,  le cosiddette ‘Grandi Marche’. In pochi anni, Civiltà del bere è divenuto il catalogo della evoluzione  e dei successi delle più importanti  famiglie del  mondo vitivinicolo. Ma Pino Khail merita un posto in primo piano tra gli apostoli del vino italiano nel mondo: egli ha contribuito in maniera determinante al posizionamento dei nostri vini negli Usa e negli altri principali mercati. Negli anni  Settanta, il nostro settore vinicolo riscontra ancora profondamente della propria estrazione agricola e della improvvisazione che caratterizza ogni fase di transizione. Pino Khail ha saputo catalizzare attorno a sé  e a Civiltà del bere lo spirito di rinnovamento dell’epoca, organizzando le prime iniziative promozionali collettive negli Usa prima e sugli altri mercati poi. Nessuno, prima di lui, era riuscito a mettere su un aereo 40-50 tra i più importanti produttori italiani, molti dei quali si guardavano in cagnesco e neppure si salutavano, per farli diventare un gruppo di amici tesi a uno scopo comune: l’affermazione del vino italiano nel mondo. Ha stabilito il principio che la promozione si deve fare insieme! Eravamo sulla fine degli anni Settanta (1977-78) e tutti guardavano al travolgente successo dei Lambruschi frizzanti sul mercato Usa: la competenza di P.K. ci ha portato a presentare e promuovere su quel mercato i nostri vini di maggiore lignaggio, senza però sminuire, come invece facevano alcuni incompetenti, il valore dei Lambruschi, come strumento di penetrazione. Ci fu, all’epoca, una fattiva collaborazione da parte dell’Ice, e particolarmente del suo funzionario a New York Lucio Caputo. Professionale organizzatore, rigido e inflessibile, P.K. costringeva i pur qualificati  titolati a provare, davanti a tutti,  e a ripetere i discorsi ufficiali, cronometrando i tempi;  prodigo di consigli e di suggerimenti, con l’intento che la manifestazione sortisse in uno splendido successo. Dopo i primi eccellenti risultati, abbiamo imparato tutti a  riporre grande fiducia nel nostro  “asburgico”  condottiero, e poiché eravamo sempre, più o meno,  le stesse persone,  si è cominciato a parlare di  “ Circo Khail”, che si spostava qua e là nel mondo, condotto dal suo “Grande Domatore” come affettuosamente abbiamo preso a chiamarlo! Dopo New York, S. Francisco, Los Angeles, Montreal, Toronto, Vancouver, ci sono stati i mercati asiatici (Hong Kong, Tokyo, Osaka,  Bangkok) e le principali città d’Europa. Per tutti gli anni ’80,  prima e dopo il metanolo, l’iniziativa di P.K. si è mantenuta ovunque  ci fosse una potenzialità di mercato  per il nostro vino. E l’attività è proseguita anche dopo, negli anni di grande affermazione delle nostre marche. E poi ci sono state le manifestazioni durante le Fiere,  Vino Vip Cortina: ogni evento curato da Khail è stato partecipato e seguito, poiché la sua ormai indiscussa professionalità è stata sempre garanzia di successo; la sua organizzazione maniacale ha sempre portato al risultato. Non vorrei altresì trascurare i suoi meriti come giornalista e come direttore di Civiltà del bere, rivista che ha veramente rappresentato un’epoca, con la collaborazione di importanti giornalisti (Vincenzo Buonassisi, Alfredo Ferruzza, ecc.).  I suoi predicozzi, sempre centratissimi, sui problemi del momento, erano un punto fermo. Persona leale e corretta, poneva i trasporti emotivi sempre nell’ambito di una professionalità e di una chiarezza esemplare.  Caro Pino, noi che ti abbiamo stimato e seguito (ed amato)  serberemo di te un grande ricordo. Le vigne del cielo saranno in festa per il tuo arrivo, e ti riserveranno certamente l’accoglienza che ti sei meritato con la tua vita di lavoro e di impegno speso in questo settore. Il tuo contributo all’affermazione e alla valorizzazione del vino italiano nel mondo è stato fondamentale e merita attestazione imperitura. Le leggi della vita sono inesorabili, ed  è giunto purtroppo il momento di dirti addio, unendoci al cordoglio dei tuoi familiari.  Ti valga la riconoscenza di ognuno, per il tuo lavoro, che non è trascorso invano!"

In Italia

Luigi Veronelli, vita spericolata di un enoico giornalista

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

La cucina italiana, in divenire e aperta alle contaminazioni

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

“Moscato? Secco per favore”. Analisi di una tendenza

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

I vincitori del XLV Premio Masi

Il Premio Civiltà Veneta all’imprenditore Luigi Carlon, allo scienziato Nello Cristianini e […]

Leggi tutto

WOW! The Italian Wine Competition 2026. I premi speciali

Ecco i vini più meritevoli per tipologia, denominazione e tipicità, che hanno […]

Leggi tutto

La cucina italiana, condivisione delle diversità

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

Meregalli, 170 anni di storia nel mondo del vino

Top player nazionale nella distribuzione di fine wines e spirits, nel 2026 […]

Leggi tutto

Ascesa, caduta e rinascita dello Chardonnay italiano affinato in legno

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

Con RPS Uno di Adami la Glera prende un’altra strada

Nella nuova cuvée della storica Cantina di Valdobbiadene l’uva principe del Prosecco […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati