Un parco eolico sulla Gironda? No grazie!

Un parco eolico sulla Gironda? No grazie!

Pale eoliche nelle vigne di Bordeaux e Borgogna? No, grazie! Il tema è di estrema attualità nelle due regioni vinicole francesi con punti di vista talvolta contrastanti. A Bordeaux però non hanno dubbi: il parco eolico con l’installazione di 30-40 turbine sull’estuario della Gironda non s’ha da fare!

È così che si sono espressi di recente i rappresentanti comunali locali e le associazioni ambientaliste, oltre all’industria vinicola in generale. In una lettera inviata il 24 giugno scorso alla prefettura della Gironda, Allan Sichel, presidente del Consiglio Interprofessionale dei Vini di Bordeaux (CIVB), ha affermato la volontà dei “prestigiosi vigneti di Médoc e Blayais” di preservare “una reputazione basata in particolare su un eccezionale patrimonio paesaggistico viticolo“.

Non si può deturpare il paesaggio del Médoc

Il motivo è molto semplice. Con le turbine eoliche alte 180 metri, si sostiene, l’effetto di un muro bianco di eliche sarebbe catastrofico per i turisti che frequentano la regione di Bordeaux e apprezzano i suoi vini. «Questo progetto», spiega Sichel, «genererebbe un cambiamento radicale della visione del paesaggio dell’estuario della Gironda che interesserebbe non soltanto la denominazione comunale Médoc e i suoi Grands Crus Classés, ma anche i vigneti del Blayais e il sito Unesco della cittadina di Blaye. Da notare che con la centrale nucleare di Blayais il settore già paga un prezzo elevato in termini di immagine ed economia per cui non vorremmo dover subire un nuovo attacco con questo progetto del parco eolico».

Un parco eolico sull’acqua

Si mobilitano anche le associazioni ambientaliste

Pieno appoggio, naturalmente, da parte dell’Associazione per la difesa delle paludi dell’estuario. «Se la terra è vergine e selvaggia», è il punto di vista di Jean-Loup Reverier, «è perché è stata accuratamente preservata». La zona, infatti, rientra tra le aree protette per la presenza delle sue zone umide e del suo corridoio di uccelli migratori. «È una cosa incredibile ed anche la Bird Protection League e le federazioni di caccia sono fianco a fianco con noi», ha spiegato Reverier.

Un’opposizione netta

E sempre nell’ambito del settore vitivinicolo ha preso posizione  contro il progetto anche il presidente del sindacato della denominazione Blaye Côtes de Bordeaux, Franck Jullion. «Al momento siamo ancora in fase di consultazione», ha detto, «ma vigileremo affinché il progetto non vada in porto».

Il parere dell’azienda energetica responsabile del progetto

Di parere contrario la EDF Renewables, il colosso energetico promotore del progetto. Per loro «questi argomenti non resistono alla prevista diversificazione del mix energetico. La creazione del solo parco eolico di Blayais aumenterebbe l’energia eolica nella regione della Nuova Aquitania di oltre il 10% rispetto al 2018».

Lo stesso problema si propone in Borgogna, a Chablis

Anche in Borgogna si è alle prese con un progetto analogo previsto nella campagna di Préhy, vicino a Chablis. «È insopportabile», spiega indignato Sylvain Frochot, portavoce del Associazione Vents contre air. «Siamo costretti a subire, senza consultazione, un progetto per l’istituzione di un nuovo parco di sette turbine eoliche nel cuore del vigneto Chablis. Alti 150 metri, saranno situati sulle pendici e saranno visibili dalla collina di Grands Crus, un grande circuito turistico, ma anche da molto lontano per cui tutti i comuni limitrofi saranno direttamente interessati».

Vigneto a Chablis

Non è il primo parco eolico della Borgogna

La stessa associazione, che rappresenta i residenti e i sindacati del vino, stima anche che la soglia di saturazione delle turbine eoliche sia già stata raggiunta, con un gran numero di parchi installati per la maggior parte nella parte viticola del dipartimento. «Altri settori, senza impatto visivo e meno strategici dal punto di vista economico», è il commento di Ftrochot, «avrebbero potuto essere più adatti!». La decisione finale sul caso si avrà probabilmente tra qualche mese. Finora i denuncianti hanno mobilitato la stampa e politici, deputati e senatori, per fare pressioni e fermare il progetto.

Ma a qualcuno, anzi a molti, l’eolico piace

Il paradosso è che un sondaggio condotto da Ifop (Institut d’Études Opinion et Marketing en France et à l’International), su richiesta della regione Languedoc-Roussillon, ha evidenziato come per molti francesi (il 60% degli intervistati) “l’installazione di turbine eoliche vicino a un vigneto ha effetti positivi sull’immagine del vino, anche se mina la bellezza del terroir”. Il Languedoc-Roussillon da solo produce metà dell’energia eolica francese e si prevede che ospiterà diversi nuovi parchi eolici nei prossimi anni, in particolare nell’Aude.

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© Riproduzione riservata - 06/08/2019

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