Dall'Italia Dall'Italia Anna Rainoldi

Stop impianti per il Pinot grigio delle Venezie

Stop impianti per il Pinot grigio delle Venezie

Dopo la Valpolicella, anche il Consorzio Doc delle Venezie ha deciso di bloccare nuovi impianti di Pinot grigio per i prossimi tre anni. Una scelta necessaria per “governare la crescita della denominazione che ha registrato tra i più alti tassi di sviluppo viticolo del nostro paese negli ultimi anni”, spiega il presidente Albino Armani.

Negli ultimi cinque anni il vigneto Doc delle Venezie è aumentato del +60%. L’attuale estensione di circa 26 mila ettari vitati (2.800 ettari in Trentino, 7.816 ettari in Friuli Venezia Giulia e 15.194 ettari in Veneto a luglio 2018) è ulteriormente destinata a crescere. Con i vigneti già piantati e presto in produzione, non interessati dal blocco, il Pinot grigio delle Venezie raggiungerà a breve i 30 mila ettari. “Per dimensione totale è la prima varietà in Trentino e Friuli e solo seconda in Veneto, dopo la Glera”, ricorda Valerio Cescon, vicepresidente del Consorzio e Presidente de La Marca. Questo trend in pieno sviluppo ha imposto una serie di misure preventive per gestire la crescita nel modo più equilibrato possibile.

Albino Armani, presidente del Consorzio delle Venezie Doc

Governare la crescita e costruire il valore del prodotto

La scelta di bloccare nuovi impianti di Pinot grigio per i prossimi tre anni è stata annunciata dal Consorzio in accordo con le organizzazioni di categoria. “Insieme alla filiera abbiamo voluto attivare un processo virtuoso per gestire la crescita dell’offerta in relazione all’evolversi della domanda mondiale di Pinot grigio”, precisa Albino Armani, presidente del Consorzio delle Venezie Doc. “Il nostro impegno strategico è orientato su altre direzioni tese a costruire dinamiche strutturali di valore del prodotto“.

Blocco impianti di Pinot grigio: la misura per tre anni

La possibilità di iscrivere allo Schedario viticolo nuove superfici vitate a Pinot grigio (piantate e/o innestate a partire dal 1° agosto 2019) ai fini della rivendicazione con la Doc delle Venezie sarà sospesa dal 1 agosto 2019 al 31 luglio 2022. La richiesta di blocco temporaneo dell’iscrizione di nuovi impianti è stata accolta (e ratificata con propri provvedimenti) dalle tre amministrazioni competenti nell’area a denominazione: la Provincia autonoma di Trento, la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e la Regione Veneto.

Serve una strategia corale per il Triveneto

La produzione di Pinot grigio va governata “condividendo le strategie di sviluppo con le altre 20 denominazioni che coesistono nel Triveneto e hanno il Pinot grigio nel disciplinare, dal Trentino Doc al Collio e Colli orientali, ai confini con la Slovenia”, sottolinea Goffredo Pasolli, vicepresidente del Consorzio e Direttore tecnico dell’azienda vinicola Lechthaler. In tutto, nel 2019 saranno immesse nel mercato circa 260-270 milioni di bottiglie di Pinot grigio prodotte nel Triveneto per le diverse denominazioni.

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© Riproduzione riservata - 23/07/2019

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