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Ruffino Cares, bere significa elevarsi

Ruffino Cares, bere significa elevarsi

Il progetto Ruffino Cares del noto marchio toscano trasmette i valori della tradizione, della convivialità e dello stare insieme gustando un buon fiasco di vino, lontano dagli eccessi. Tra le iniziative educative che hanno animato l’estate fiorentina, speciali biciclette dedicate e visori per simulare l’ebbrezza durante il movimento.

Poggio Casciano, Montemasso, Santedame, Gretole, Greppone Mazzi e La Solatia. Gli intenditori di vino toscano avranno sicuramente riconosciuto in questi toponimi sei località particolarmente vocate per la produzione di Chianti, Brunello e SuperTuscan d’eccezione. E sono anche i nomi delle Tenute di Ruffino, storico marchio fondato nel 1877 a Pontassieve, sulle colline di Firenze, che dal 2011  fa parte del Gruppo statunitense Constellation Brands.

Da sempre creatori di valore

Fin dagli albori la Cantina si è distinta a livello internazionale come simbolo della viticoltura italiana di qualità. Oggi rappresenta un modello aziendale impostato su un impiego responsabile e innovativo delle risorse, il cui fine principale è creare valore per il territorio, l’ambiente e le persone che lo abitano. In quest’ottica si inserisce Ruffino Cares, l’ambizioso progetto di sensibilizzazione al bere responsabile promosso la scorsa estate insieme al Comune di Firenze e al media partner The Florentine.

Ruffino Cares per il bere responsabile

«L’idea su cui si sviluppa Ruffino Cares è di educare a gustare il vino ancorandolo ai sistemi relazionali che ci appartengono quasi geneticamente e per i quali, come italiani, siamo invidiati e imitati in tutto il mondo. Penso in particolare  alla convivialità, alla condivisione affettuosa, alle saporite tavolate, ai pranzi della domenica, a un fiasco di vino da spartire con i propri amici», spiega l’amministratore delegato Sandro Sartor. «Secondo Ruffino bere vino significa elevarsi nel piacere dello stare insieme e non isolarsi negli eccessi. Siamo convinti che il vino sia una delle più alte espressioni del vivere italiano. Tuttavia lo si deve sempre trattare e rispettare in quanto bevanda a base alcolica: potenzialmente dannosa se consumata in modo irresponsabile».

Chiacchierate culturali nel cuore di Firenze

Ogni mercoledì sera da fine giugno a inizio settembre, il format Ruffino Cares ha coinvolto il grande pubblico con una serie di “chiacchierate intorno a un calice” nella Piazzetta dei Tre Re di Firenze, scrigno verde nel cuore del centro storico. «Le degustazioni, accompagnate da racconti e confronti sul rapporto vino-eros, ma anche vino-arte e più in generale vino-cultura, erano funzionali a collocare il suo assaggio in contesti conviviali e “naturalmente responsabili”», precisa Sandro Sartor.

 

Una bicicletta Ruffino Cares

 

Bici e simulatori di ebrezza per sensibilizzare il pubblico

Nella Piazza dei Tre Re e in altre varie location cittadine che hanno ospitato gli eventi dell’Estate Fiorentina (come il Florence Folks Festival presso l’ex Manifattura Tabacchi e il Firenze Jazz Fringe Festival nell’Oltrarno fiorentino) abbiamo posizionato alcune speciali biciclette contraddistinte dall’hashtag #ruffinocares. All’interno dei panieri sono stati collocati dei visori, ovvero degli occhiali che simulano lo stato di ebbrezza durante il movimento. Il pubblico è stato invitato a prendere parte a piccoli giochi ed esperimenti – come pedalare cercando di percorrere una linea dritta o tentare di fare canestro con un pallone – per far capire in maniera empirica quanto l’eccesso di alcool comprometta la nostra lucidità e capacità di interazione nello spazio, anche se spesso non se ne ha autocoscienza. Sono stati distribuiti anche opuscoli informativi sulle buone pratiche di approccio al vino.  Le persone potevano inoltre comprendere il funzionamento degli etilometri e fare il test.

Un successo da incrementare

«Siamo molto soddisfatti del successo di Ruffino Cares. Vogliamo che sia un contenitore sempre aperto, che si arricchisca con il tempo di nuove idee e spunti. E non solo riguardo alla sensibilizzazione al bere consapevole. Per il futuro, infatti, l’obiettivo è comunicare anche gli altri pilastri della responsabilità sociale aziendale: la beneficenza e la produzione sostenibile. Ancora, per noi è importante veicolare ciò che Ruffino desidera incarnare nella sua essenza di marchio: l’italianità di gusto e stile, il sapersi divertire senza eccessi o sguaiatezze, la condivisione di affetti semplici. Non ultima, la bellezza che, come dicevano gli antichi, può essere buona e sociale», conclude Sandro Sartor.

La novità del Chianti Classico Gran Selezione Romitorio di Santedame

Chianti Classico Riserva Ducale e Chianti Classico Riserva Ducale Oro, Brunello di Montalcino Greppone Mazzi. Ma anche gli Igt Toscana Modus e L’Alauda: sono solo alcune delle etichette iconiche di Ruffino. All’elenco si aggiunge la new entry Romitorio di Santedame, Chianti Classico Gran Selezione Docg che uscirà nei prossimi mesi sul mercato, con l’annata 2015, prodotta in sole 6.500 bottiglie. Sangiovese 90% e Colorino 10%, nasce dalle migliori uve della tenuta di Santedame, una delle zone più prestigiose del Chianti Classico: la celebre Conca d’Oro nel comune di Castellina in Chianti.

 

Il vigneto di Santedame

 

Romitorio di Santedame, in vigna

I terreni, di media e alta collina, sono ricchi in scheletro e galestro, molto ben drenati. Il vigneto è ubicato su un singolo poggio con caratteristiche oro-morfologiche e un microclima unico. Siamo a 400 metri di altitudine, con esposizione a sud in posizione ventilata e un bosco circostante che garantisce una costante escursione termica giorno-notte. Le piante hanno un’età compresa tra i 15 e i 25 anni, allevate a cordone speronato con una densità di 5.000 ceppi per ettaro e una resa di circa 50 quintali.

… e in cantina

La fermentazione alcolica si svolge in acciaio inox a 28° C con macerazione sulle bucce di 10 giorni. Dopo la conclusione della malolattica il vino affina per circa 30 mesi, di cui 24 in botti grandi di rovere. Il 2015 è stata un’annata da ricordare che si caratterizza per eleganza dei tannini, notevole struttura e complessità.

Nella foto Sandro Sartor, AD Ruffino, e Dario Nardella, sindaco di Firenze, tra Francesco Sorelli, pr manager Ruffino, e Cecilia Del Re, assessore allo Sviluppo economico e turismo, con la bicicletta #ruffinocares

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 5/2018. Se sei un abbonato digitale, puoi leggere e scaricare la rivista effettuando il login. Altrimenti puoi abbonarti o acquistare la rivista su store.civiltadelbere.com (l’ultimo numero è anche in edicola). Per info: store@civiltadelbere.com

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© Riproduzione riservata - 29/10/2018

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