La tavola rotonda di “Un vino per l’estate” dedicata ai trend di consumo

La tavola rotonda di “Un vino per l’estate” dedicata ai trend di consumo

Non solo wine-tasting a Un vino per l’estate. La riuscita festa estiva organizzata il 21 giugno da Civiltà del bere con il patrocinio del Comune di Milano e lo sponsor tecnico Italesse alla Cascina Cuccagna è stata l’occasione per fare il punto sulle ultime tendenze. Dalle 17 alle 18 è andata in scena la tavola rotonda “Bere d’estate, nuovi stili di consumo”, moderata dal direttore di Civiltà del bere Alessandro Torcoli con relatori quattro donne impegnate a vario titolo nel mondo dell’enologia italiana: Elena Amadini, brand manager wine & food di Veronafiere, Silvia Allegrini, produttrice dell’omonima Cantina di Fumane di Valpolicella (Verona), l’enologo toscano Barbara Tamburini e la giornalista enogastronomica milanese Maria Cristina Beretta.

Durante gli indirizzi di saluto direttore Torcoli si è detto soddisfatto dell’attenzione mediatica suscitata dall’evento (e poi confermata dalla grande affluenza: oltre 500 persone) e  della partecipazione dell’amministrazione pubblica comunale, che ha riconosciuto in questa iniziativa l’impegno a valorizzare il cosiddetto “bere responsabile”, moderato, “informale ma informato”, da condividere e trasmettere soprattutto ai più giovani.

Entriamo ora nel vivo del dibattito. La brand manager di Veronafiere Elena Amadini ha spiegato come, in un momento di difficoltà come quello attuale: «I produttori devono parlare non solo agli enoappassionati ma cercare di proporsi e sedurre anche i non bevitori. E per farlo non bisogna certo spiegare i concetti di barrique, fermentazioni o solfiti, bensì comunicare una storia, proporre un racconto che parte da un’occasione di consumo e si fa stile di vita. Con un linguaggio più fresco, immediato, in grado di suscitare curiosità, a cui si lega ovviamente la garanzia di qualità che ai nostri prodotti certamente non manca». 

Silvia Allegrini ha precisato come il consumo oggi non è più stagionale: non è più vero che in estate non si bevono vini importanti; a cambiare è l’abbinamento gastronomico, che si adatta al periodo dell’anno. «Captare i trend è indubbiamente difficile. Allegrini cerca di seguirli, promuoverli, ma mantenendo salde le proprie radici e la propria territorialità. E questo senza però chiudersi dietro ad un progetto affermato: tutto è costantemente in divenire e bisogna riuscire a capire il passato per anticipare il futuro». 

L’enologo Barbara Tamburini ha introdotto il concetto di dealcolazione, spiegando come oggi in Italia sia ancora visto, e a torto, come un fantasma da cui tenersi lontano. «Io credo molto nell’equilibrio. bisogna saper mediare dove possibile, magari ricorrendo ancora al taglio – anche perché i macchinari che consentono la dealcolazione hanno dei prezzi decisamente proibitivi e la legge prevede che si possa scendere al massimo di due gradi con la gradazione – o cercando di produrre un grappolo in più per pianta».

Infine, la giornalista Maria Cristina Beretta, ha presentato i risultati dell’inchiesta Un vino per l’estate, che sarà pubblicata sul numero di luglio-agosto di Civiltà del bere. Protagoniste, 22 Cantine del bel Paese con i loro vini adatti alla stagione del solleone. Se il re dei vini dell’estate è ancora il bianco fermo, seguono a ruota gli spumanti, con la nuova tendenza dei rosé decisamente in crescita.

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