Il Piano Pedron per rilanciare la viticoltura in Trentino

Il Piano Pedron per rilanciare la viticoltura in Trentino

Una società industriale per Cavit, che raggruppi anche le attività della cantina di La Vis, un consorzio-ombrello con Mezzacorona e i vignaioli privati per la promozione comune, un piano di riassetto finanziario da 70 milioni di euro, una serie di indicazioni su aggregazioni tra cantine e dismissioni di attività non strategiche. Con una parola d’ordine chiave: stop alla concorrenza interna al Trentino.

Emilio Pedron

Emilio Pedron

Sono questi i capitoli principali del piano Pedron, la proposta messa a punto dal pool guidato dall’ex amministratore delegato di Giv per il rilancio del settore vinicolo trentino. La bozza è in questi giorni all’esame della Federazione della cooperazione, committente dello studio, della Provincia, del Consorzio vini, delle cantine. Entro il mese di maggio è prevista l’approvazione, con le eventuali modifiche introdotte nella discussione. Il pool comprende, oltre a Emilio Pedron, gli esperti e docenti di economia e finanza Alessandro Berti, Cino Ripani e Rinaldo Sassi.

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