Il Piano Pedron per rilanciare la viticoltura in Trentino
Una società industriale per Cavit, che raggruppi anche le attività della cantina di La Vis, un consorzio-ombrello con Mezzacorona e i vignaioli privati per la promozione comune, un piano di riassetto finanziario da 70 milioni di euro, una serie di indicazioni su aggregazioni tra cantine e dismissioni di attività non strategiche. Con una parola d’ordine chiave: stop alla concorrenza interna al Trentino.
Sono questi i capitoli principali del piano Pedron, la proposta messa a punto dal pool guidato dall’ex amministratore delegato di Giv per il rilancio del settore vinicolo trentino. La bozza è in questi giorni all’esame della Federazione della cooperazione, committente dello studio, della Provincia, del Consorzio vini, delle cantine. Entro il mese di maggio è prevista l’approvazione, con le eventuali modifiche introdotte nella discussione. Il pool comprende, oltre a Emilio Pedron, gli esperti e docenti di economia e finanza Alessandro Berti, Cino Ripani e Rinaldo Sassi.
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