Il nuovo volto di Cantina Rottensteiner

Il nuovo volto di Cantina Rottensteiner

Lo stambecco, con la sua postura coraggiosa, il comportamento schivo, il legame con il territorio e il virtuosismo dei movimenti è protagonista delle nuove etichette di Cantina Rottensteiner, storica azienda nella provincia di Bolzano.

Fondata nel 1956 dal nonno Hans Rottensteiner, oggi la Cantina di famiglia è portata avanti dal nipote Hannes e dalla moglie Judith. Sono loro che da due anni ricercano una nuova immagine aziendale coerente con i loro principi guida: autenticità, tradizione e legame con il territorio. Attraverso la nuova veste grafica la Cantina vuole raccontare il suo lato più intimo. Il nuovo design della bottiglia, una via di mezzo tra il modello alsaziano e quello renano, è stato concepito da Hannes. Una linea longilinea, con lo stemma araldico dello stambecco marchiato sul vetro per evidenziare le origini della famiglia e anche il legame con la terra di appartenenza. In favore di un concetto di sostenibilità molto caro alla famiglia, la bottiglia ha un peso di 500 grammi invece di 750 come di solito avviene per gli altri contenitori personalizzati.

Hannes Rottensteiner

Un restyling quasi totale

Il restyling ha coinvolto sia le etichette della linea Classic, con l’immagine dello stambecco in primo piano, sia quelle della linea Cru, con i caratteristici masi. È rimasta invece inalterata per motivi affettivi l’etichetta dedicata al vino passito Cresta, ideata da Silvia, la sorella di Hannes.
La presentazione dal nuovo packaging è stata anche un’occasione per gli ospiti, riuniti presso il ristorante milanese Al Maggese, per degustare i nuovi vini dell’annata 2018, in bottiglia solo da una settimana. Il poco affinamento non ha però smentito l’eleganza del prodotto servito. L’importante nota sapida è il tratto distintivo con cui la Cantina trasmette le peculiarità del terreno in cui cresce e si sviluppa la vite in Alto Adige. In particolare è il porfido rosso che dona tratti di mineralità ai vini.

Judith Oberhuber Rottensteiner

La degustazione dei vini Rottensteiner

In degustazione c’erano nove vini accompagnati da piatti tradizionali provenienti da diverse tradizioni regionali italiane.

Kitz 2018

Uscito per la prima volta nel 2017 è il primo assemblaggio in bianco della Cantina. 35% Sauvignon blanc, 35% Pinot bianco, 15% Chardonnay e 15% Pinot grigio. Naso condizionato dall’aromaticità del Sauvignon con sentori fruttati e qualche piccola scia vegetale, in bocca lo Chardonnay dona quel pizzico di morbidezza che si dispone piacevolmente in contrasto con la marcata sapidità del prodotto.

Carnol, Alto Adige Pinot bianco Doc 2018

Pinot bianco della Linea Cru, prende il nome da Borgata San Pietro in Carnol nei dintorni di Bolzano. La vigna, a 800 m, ha esposizione a sud-ovest e presenta una forte componente porfidica che dona al vino note sapide ed eleganti. Delicati profumi floreali zagara e biancospino con sentori leggeri di mela verde.

La bottiglia di Carnol
Alto Adige Chardonnay Doc 2018

La morbidezza e la cremosità del vitigno rimangono ancora un po’ nascoste per la giovane età del vino, ma le caratteristiche note fruttate dello Chardonnay sono già ben presenti nel bicchiere. Un bel giallo paglierino cristallino appaga gli occhi dei commensali.

Alto Adige Pinot grigio Doc 2018

Ecco un altro vitigno simbolico dell’Alto Adige. Il Pinot grigio indossa una veste cremosa e sapida, con naso di erbe aromatiche, banana e una leggera vaniglia. La beva è facile e continua. Ottimo l’abbinamento con i carciofi brasati su crema di topinambour e bagna cauda.

Alto Adige Sauvignon Doc 2018

Nato da giovani vigne del 2001, il Sauvignon blanc si presenta giallo paglierino con un naso aromatico di salvia, sambuco, biancospino e peperone verde. Anche questo vino non manca di esaltare il tratto saporito dei porfidi rossi.

Cancenai, Alto Adige Gewürztraminer Doc 2018

Il Gewürztraminer della linea Cru esalta i tortelli di zucca con mostarda, nocciole e scalogno al vino rosso. Il tratto aromatico e complesso del vitigno, che viene allevato nei dintorni di Termeno, conquista per la presenza al naso di spezie dolci. In bocca ha una struttura e una persistenza importanti.

Vigna Premstallerhof, Alto Adige Santa Maddalena Classico Doc 2018

Proveniente da una delle zone più vocate per la Doc Santa Maddalena, da vigne in regime biodinamico della famiglia Vogel, che ormai da molti anni collabora con la Cantina Rottesteiner. Schiava 93% e Lagrein 7%, il vino è rosso rubino non troppo carico e svela sentori di ciliegia, fragola, rosa. Una gradevole sfumatura ammandorlata persiste anche all’assaggio. Il sorso è caldo con tannini morbidi e finale persistente.

Select Alto Adige Lagrein gries Riserva Doc 2016

Le perle preziose della Cantina sono racchiuse nella linea Select, vini di carattere forte. Le uve vengono raccolte manualmente da vigneti selezionati e l’affinamento avviene in piccole botti di rovere. Il Lagrein Gries Riserva è corposo e fruttato, i tannini sono ben domati dall’utilizzo del legno e il bouquet è ampio e in continua evoluzione. Frutti di bosco, mora, mirtillo, ciliegia, prugna attraversati da intriganti aromi speziati.

Cresta

La dolce chiosa della giornata è tutta per il passito Cresta, 100% Gewürztraminer. Al naso è un’esplosione: frutta secca, dattero, albicocca disidratata, buccia di arancia, miele. La degustazione risulta snella con una spina dorsale sapida e fresca che dona al vino la facilità dell’assaggio.

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© Riproduzione riservata - 18/03/2019

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