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MondoMerlot: conosciamo i vincitori del concorso

MondoMerlot: conosciamo i vincitori del concorso

Non basta dire Merlot. Il vitigno cittadino del mondo non è mai uguale a sé stesso e, se è vero che nel nostro Paese ha trovato casa, è altrettanto vero che ama gironzolare da Nord a Sud della penisola, cambiandosi d’abito e diventando di volta in volta un vino completamente nuovo. MondoMerlot, la manifestazione nata ad Aldeno (Trento) quattordici anni fa e ora migrata con alcuni eventi di grande importanza anche a Trento e Rovereto, ha il compito di tenere alta l’attenzione su questo vitigno, mostrandone l’estrema varietà. In Mostra al teatro Comunale di Aldeno, ben 156 diversi Merlot da tutta Italia, oltre che tasting e degustazioni che vi racconteremo nei prossimi giorni insieme a una cronaca dettagliata di una verticale strapitosa di Fojaneghe, il primo taglio bordolese dei conti Bossi Fedrigotti.

UN’OCCASIONE UNICA DI CONFRONTO – «Il Merlot è una barbatella che esce dallo stesso vivaista, abita una terra e cambia», ha detto il sindaco di Aldeno Emiliano Beozzo, inaugurando la manifestazione il 24 ottobre. «Questa è la magia del vino. Ecco perché l’amministrazione comunale continua a credere nel valore di questa manifestazione nonostante le sempre maggiori difficoltà finanziarie che ci impone la spending review; e per questo, dobbiamo essere grati ai tanti sponsor privati che ci aiutano e ci sostengono». Dello stesso parere è il primo cittadino di Trento, Alessandro Adreatta, che anche quest’anno ha ospitato la premiazione dei Merlot vincitori del Concorso allo splendido Palazzo Geremia. «È un’occasione per confrontarsi su un tema particolarmente caro al nostro territorio. Significa ospitare tanti luoghi d’Italia nel nostro Trentino e, attraverso i vini, imparare a conoscerli».

LA DEGUSTAZIONE DEI VINCITORI – A Trento, ad Aldeno dove si svolta la Mostra dei Merlot e a Rovereto, sede di una verticale sul Fojaneghe della Bossi Fedrigotti, sono arrivati enotecari, ristoratori, appassionati studenti Masters of Wine. L’occasione è ghiotta: in un colpo solo si può fare un viaggio attraverso 156 referenze da tutta Italia, assaggiare i classici bordolesi trentini o i “Top Merlot”. Da non dimenticare, la degustazione dei vini vincitori del Concorso Nazionale del Merlot d’Italia, che ha incoronato Riverbero Langhe Doc 2005 de Le Vigne di Ca’Nova di Roddino (Cuneo), il Migliore d’Italia e Crea, Trentino Doc 2011 dell’Agraria Riva del Garda, il Miglior Trentino. Lo show, condotto da Adua Villa, nota sommelier, e da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere, ha mostrato a un centinaio di ospiti pregi e caratteristiche delle 14 etichette premiate, mettendole a confronto fra loro per individuare stili e tendenze.

Nicola Bianchi di Ca' Nova

UNO SVIZZERO CHE BAROLEGGIA – Le Vigne di Ca’ Nova (www.vignedicanova.it): Riverbero Langhe Doc 2005, Miglior Merlot d’Italia. Per la prima volta a vincere è un vino delle Langhe. Nicola Bianchi e famiglia sono di origine svizzera, o meglio ticinese, trapiantati nelle Langhe, e Riverbero è stato incoronato Migliore anche al concorso svizzero del Mondial du Merlot. «Questa non è certamente tra le varietà più diffuse delle Langhe, ma noi abbiamo deciso di portare in Piemente le nostre passioni, piantando il Merlot dopo l’alluvione del 1994 in un vigneto protetto, da una parte, dalla grossa frana che ci aveva colpiti in quell’occasione», ha detto Bianchi spiegando i motivi della scelta. «I terreni sono straordinari, 2 ettari a 4601 metri sul livello del mare, bianchi con venature di tufo blu; l’escursione termica giorno/notte è altissima e questo ci garantisce sanità delle uve». Nel bicchiere il vino racconta la sua età con un bel colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, profumi di frutta rossa e liquirizia (e non sentori vegetali tipici invece del ticinese, come ha precisato) e, in bocca, rivela un gusto pieno, in armonia tra struttura e acidità. «Volevamo ottenere un Merlot che fosse molto piemontese», ha detto Bianchi, «per questo la fermentazione alcolica avviene in tini di legno, e si svolgono parecchi rimontaggi e delestage che estraggono colore e tannini. Il vino fa la malolattica e sosta per 20 mesi in barrique di rovere francese». Riverbero, il Merlot dedicato a un grande fuoriclasse dell’ippica, costa 35 euro in enoteca.

Furio Betterini di Riva del Garda

LA SFUMATURA D’ELEGANZA – Riva del Garda  (www.agririva.it): Crea, Trentino Doc 2011, Miglior Merlot Trentino. Trecento soci viticoltori danno vita al migliore dei trentini. Crea ha colpito per le sfumature, il frutto maturo, una potenza controllata che regala eleganza. Non è la prima vittoria per un Merlot del Garda trentino, segno di una particolare vocazione di questa terra. Furio Betterini, della Cantina, racconta: «Siamo in un territorio differente dal resto del Trentino, fra il rigore delle Alpi e l’influenza del lago di Garda; in pochi chilometri si passa da terreni pesanti e ricchi di argilla, a 100 metri di quota, ai suoli calcarei dei 500, dove nelle notti estive scendono le correnti fresche delle Dolomiti». I vigneti a pergola trentina semplice e doppia che danno vita a Crea, crescono sulla collina del Piscolo e alle pendici del monte Brione. Zone esposte a sud che godono di molte ore di luce e di eccellenti condizioni microclimatiche. Crea, dal nome che evoca il terreno argilloso, vanta un ottimo rapporto qualità/prezzo (11 euro in enoteca). Il passaggio attraverso tre legni diversi, nuovi e vecchi (botte, tonneaux e barrique) dona autorevolezza al palato, con una bella morbidezza e una piacevole vena fresca. Un vino capace d’evoluzione, ma anche, volendo, già pronto per dare grandi soddisfazioni.

Rudolf Endrizzi della Cantina Produttori di San Paolo

L’AVANGUARDIA ALTOATESINA – Cantina Produttori San Paolo (www.kellereistpauls.com): Huberfeld, Alto Adige 2011, 1° classificato Doc e Docg annate 2012/2011. La versione del Merlot a Nord, in Alto Adige, regala profumi di vegetale, piccoli frutti rossi e marasca sotto spirito, oltre che raffinate note evanescenti di cipria. Huberfeld, presentato da uno dei soci, Rudolf Endrizzi, ha come obiettivo rispecchiare la sua zona di provenienza. Le vigne sono collocate al riparo delle Alpi, a 250 metri sul livello del mare, in pendii benedetti da 1.800 ore di sole annue con giornate molto calde e notti fresche. «Per noi, la produzione di Merlot rappresenta solo una piccola parte: siamo una cantina che fa un milione di bottiglie. Eppure proprio il Merlot ci sta regalando grandi soddisfazioni», ha precisato Endrizzi. La Cantina era già considerata nel 1907 all’avanguardia, costruita su quattro piani perché le uve fossero lavorate per caduta; questo ancora oggi valorizza al meglio il carattere dei singoli vitigni. Huberfeld è un vino interessante anche per il prezzo molto competitivo, 9 euro in enoteca.

Innocente Della Valle di Ca' Biasi

DA UN TERRITORIO EMERGENTE – Ca’Biasi: Merlot, Braganze Doc, 2° classificato Doc e Docg annate 2012/2011. Siamo davanti a un Merlot del vicentino, che non proviene quindi, da zona particolarmente blasonate, ma da un territorio che possiamo considerare ancora emergente. Breganze è un francobollo di territorio da 700 ettari di vigna su colline vulcaniche di minerali e di tufo; è una terrazza naturale dove crescono bene Merlot, Cabernet e Groppello. Innocente Dalla Valle, il titolare, lo sa bene e altrettanto conosce però il valore che proprio questa terra regala al suo Merlot: grande concentrazione, note di frutta e di cioccolato, un lieve residuo di dolcezza. «La mia azienda è eco-compatibile, abbiamo vigneti di 15 anni con un sesto di impianto fitto, di 4 mila piante per ettaro». Parlando di dolcezza di dice: «Concediamo all’uva la possibilità di svolgere una leggera surmaturazione in pianta e vinifichiamo con tino aperto». Prezzo medio in enoteca: 10 euro.

Enrico Corsi di La Cura

IL GRANDE MAREMMANO – La Cura (www.cantinalacura.com): La Cura, Maremma Toscana Doc 2011, 3° classificato Doc e Docg annate 2012/2011. Dodici ettari nel cuore della Denominazione Monteregio di Massa Marittima, sulle Colline Metallifere per una produzione complessiva di 30 mila bottiglie, trattate… con cura! Il Merlot già campione d’Italia al Concorso del Merlot, partecipa nuovamente alla gara e si posiziona bene. Segno di continuità di intenti e di obiettivi per Enrico Corsi, titolare de La Cura. Colpisce, prima di tutto la gradazione alcolica di questa bottiglia, 16,5 % vol. e, nonostante questo, l’eleganza, la trama viva. «Ogni anno, codifichiamo le procedure con le quali abbiamo fatto il Merlot e, puntualmente, dopo ogni vendemmia, le ricambiamo!», ha detto Corsi. «Per la qualità dei miei vini è stata fondamentale la consulenza con l’Università di Pisa; grazie a loro, ho capito, ad esempio che i sesti di impianto troppo fitti non vanno bene ovunque perché la scarsità di acqua è un limite. Il nostro è di 3 metri per 1». La Cura, solo 3 mila bottiglie, trascorre 12 mesi in barrique e 8 in bottiglia. Al pubblico costa 30 euro.

Giordano Figheli di Villa Russiz

IL CUORE, PRIMA DI TUTTO – Fondazione Villa Russiz (www.villarussiz.it): Graf de La Tour, Collio Doc 2009, 2° classificato Doc e Docg annate precedenti. Giordano Figheli, responsabile tecnico della Fondazione Villa Russiz, ha spiegato la particolarità di questa cantina del Collio friulano: «Tutti i proventi vanno a sostenere la casa famiglia voluta nel 1894 da Ervine Ritter che dopo la morte del marito, il conte De La Tour, volle dedicarsi interamente alle orfane e alle bambine abbandonate. Oggi la Casa vinicola mantiene l’impegno: assistere, educare e dare una casa ai bimbi meno fortunati». Graf de La Tour nasce da vigneti di 25 anni ubicati su una collina esposta a Sud, in un terreno marnoso. «Il Collio è una terra baciata da Dio per quanto riguarda i vini bianchi; per questo vincere un premio per un rosso è per noi elemento di grande gratificazione», ha detto Fideri. «In vigna effettuiamo un importante diradamento, riducendo il peso medio del grappolo: ci resta “il cuore” del Merlot, circa 700-800 grammi di uva per pianta». Il vino non si produce ogni anno, ma solo quando le uve sono ritenute di qualità sufficiente; il 2010, ad esempio, non sarà in commercio. Prezzo al pubblico: 50-60 euro.

Barbara Tamburini di Gualdo del Re

L’IDEA DI BARBARA TAMBURINI – Gualdo del Re (www.gualdodelre.it): I’Rennero, Val di Cornia Suvereto Doc 2009, 3° classificato Doc e Docg annate precedenti. Un Merlot in purezza nato dalla mente e dall’esperienza di Barbara Tamburini che ha dimostrato le grandi potenzialità della Val di Cornia, in Toscana. Il vino è già stato il Migliore d’Italia al Concorso del Merlot nel 2012. L’appassionata famiglia Rossi conduce con impegno la Cantina. I’Rennero nasce in terreni argillosi, sabbiosi e pietrosi a 100 metri sul livello del mare; le uve sono allevate a guyot e cordone speronato con una densità di impianto di 6.000-6.500 piante. Il vino svolge la fermentazione alcolica in inox e la malolattica in barrique dove matura poi per 15 mesi. Trascorre poi un altro anno in bottiglia. Alla degustazione si sentono note di caffè verde tostato che precedono quelle di prugna, lampone, rabarbaro e china. Un Merlot concepito per affermarsi su un mercato internazionale, che costa al pubblico 45 euro.

Michael Toniolo di Parco del Venda

IL LEGNO NO, GRAZIE – Parco del Venda (www.parcodelvenda.com): Merlot, Igt Veneto 2012, 1° classificato Igt annate 2012/2011. Michael Toniolo guida con la sua famiglia questa bella azienda sui Colli Euganei. Cinquanta ettari in una zona non nuova alle eccellenze del Merlot, che come ha detto: «Non è però così conosciuta e apprezzata come dovrebbe». Questo è vero, eppur il suo Merlot è un’espressione forte del territorio. Nel bicchiere rivela un carattere molto particolare, inconfondibile dovuto anche a una scelta precisa in termini di cantina: «Non facciamo legno e, per questo, si sente fortemente l’espressione varietale del Merlot». Profumi ampi, note di violetta, di viola mammola, gusto aromatico e buona persistenza sono le sue caratteristiche principali. In enoteca lo si compra a 8 euro.

Antonello Lupo di Cantine Lupo

ALLA PORTATA DI TUTTI – Cantine Lupo (www.cantinelupo.com): PrimoLupo, Igt Lazio 2011, 2° classificato Igt annate 2012/2011. «Abbiamo avuto fiducia nel Lazio e nelle sue potenzialità», ha detto Antonello Lupo ribadendo la filosofia di questa azienda: esplorare le caratteristiche enologiche di un giovane territorio, l’agro Pontino, delimitato a Nord dall’ultimo lembo dei Colli Albani e dai vicini monti Ausoni e Lepini. PrimoLupo è il primo vino con il quale l’azienda ha debuttato sui mercati e la prima vendemmia imbottigliata è stata la 2008. I terreni sono depositi alluvionali su pendici vulcaniche che danno al Merlot sentori terziari intrisi di freschezza, balsamo e avvolgenza. «Il vino matura parte in vasche d’acciaio e parte in piccoli fusti di rovere e affina alcuni mesi in bottiglia», ha concluso Lupo, ricordando al pubblico il prezzo davvero interessante, 10 euro. «La nostra è una scelta precisa: essere alla portata di tutti con un vino di classe».

Graziella Cescon dell'omonima Cantina

TRANQUILLO COME IL PIAVE – Italo Cescon (www.cesconitalo.it): Chieto, Igt Veneto 2011, 3° classificato Igt annate 2012/2011. Chieto, quieto, tranquillo; questo è il significato del nome scelto dalla famiglia Cescon per questo vino che con il Merlot, ospita un 10% di Cabernet. Siamo nell’area della Doc Piave, in Veneto, in terreni di sabbia, ghiaie e argille tipici della Marca Trevigiana. Graziella Cescon ci spiega: «Chieto, ci è sembrato il nome più adatto per definire il nostro vino dal sapore avvolgente e vellutato. Il vino arriva da vigneti allevati a Sylvoz e cordone speronato con molti ceppi per ettaro, ma poca uva per pianta, solo due o tre grappoli. Dopo la macerazione pre-fermentativa condotta a freddo per quattro giorni, segue la macerazione tradizionale con completamento della fermentazione alcolica e malolattica per 25 giorni a una temperatura non superiore ai 28 °C. Il vino trascorre poi 13-15 mesi in barrique e botti di rovere da 42 ettolitri e 10 mesi in bottiglia». Colpisce per la freschezza e le lievi note di lampone. Prezzo in enoteca: 15 euro.

Il produttore Giovanni Valentini

BELLEZZA MASCHILE – Valentini (www.agricolavalentini.it): Atunis, Igt Maremma Toscana 2010, 1° classificato Igt annate precedenti. Il podere di Giovanni Valentini è immerso nelle colline della Doc Monteregio, in Maremma. Atunis 2010 si chiama così perché prende il nome di una divinità etrusca che rappresenta la bellezza maschile. Il Merlot che da vita ad Atunis proviene da terreni argillosi, calcarei e ricchi di scheletro che discendono verso il mare Tirreno con esposizione Sud, Sudovest. «Il sistema di allevamento è a cordone speronato con una densità di impianto di 5.300 piante per ettaro e una resa di 60-70 quintali di uva», ha detto Valentini. E nel vino si sente molto questo terreno che regala tannini dolci, ma decisi, note di liquirizia e vegetale nel finale. Il vino affina in barrique per 18 mesi e costa 18-20 euro.

Marco Colombo di Cantina Sant'Andrea

FIGLIO DEL LAZIO – Cantina sant’Andrea (www.cantinasantandrea.it): Sogno, Igt Lazio 2009, 2° classificato Igt annate precedenti. Terracina è il luogo dove sorge questa Cantina guidata dalla famiglia Pandolfo che ancora oggi, continua a scrivere il diario della sua vita lavorativa. Sogno è un Merlot che nasce con una piccola percentuale (15%) di Cesanese e dopo un lungo affinamento in botte. Figlio del Lazio, insomma, elegante e fascinoso; ce ne parla Marco Colombo, in rappresentanza dell’azienda. Prezzo medio in enoteca 12 euro.

Federico Graziani di Feudi di San Gregorio

L’UNICO STRANIERO – Feudi di San Gregorio (www.feudi.it): Patrio, Igt Campania 2010, 3° classificato Igt annate precedenti. Patrimo è l’unico vino della Feudi di San Gregorio che nasce da vitigni internazionali. «Questo Merlot proviene da un Sud che non è Sud», ha precisato Federico Graziani, brand ambassador. «Dimenticate le coste; questa Campania è terra di nebbie e nocciole. Patrimo, inoltre, arriva un po’ per caso. Nasce perché anni fa è stata ritrovata una vigna piantata a Merlot che abbiamo deciso di preservare e vinificare». Con il passare degli anni Patrimo sta cambiando un po’ il suo volto e si sta alleggerendo diventando sempre di più espressione della sua terra. Fermenta e mecera in serbatoi di acciaio per tre settimane; matura per almeno 18 mesi in barrique di rovere francese di media tostatura e trascorre 10 mesi in bottiglia. Rosso rubino limpido, profuma di confettura di piccoli frutti neri, spezie dolci, eucalipto, vaniglia e caffè. I tannini solo dolci, fini e morbidi. Le 10 mila bottiglie di Patrimo costano ciascuna 80 euro.

I giurati del Concorso all'opera

UN CONCORSO AUTOREVOLE –  Il Concorso del Merlot è particolarmente apprezzato a livello nazionale grazie alla serietà con cui viene condotto da 11 edizioni. L’enologo Paolo Grigolli è da sempre il presidente della Commissione d’assaggio, ma per il prossimo anno è previsto un cambio di guardia, come lui stesso ha serenamente annunciato durante la premiazione dei Merlot vincitori: «Sono convinto della necessità di un rinnovamento. Prenderà il mio posto Salvatore Maule, una persona seria e competente che assicurerà continuità al concorso. Dopo tanti anni, è necessario farsi da parte». Perché la competizione è così ambita da convincere, quest’anno, 80 Cantine a presentare ben 115 vini (un record per MondoMerlot)? Prima di tutto, la partecipazione è gratuita. In secondo luogo per la serietà in fase d’esame, come ha spiegato Grigolli: «Per garantire imparzialità, i campioni sono valutati da 30 assaggiatori: 18 enologi, 6 giornalisti enogastronomici e 6 sommelier provenienti da tutta Italia. Ogni etichetta è assaggiata da 10 persone diverse, che ne conoscono solo l’annata e la categoria». A partecipare sono spesso Cantine che hanno già vinto negli anni passati, che però, come ci hanno raccontato alcuni dei produttori, trovano utile confrontarsi con altri prodotti. Non solo. Ogni campione viene schedato dalla commissione con una sorta di carta d’identità, con le indicazioni tecniche date dai giurati: diventa utile, e molto, soprattutto per i piccoli produttori, ricevere un giudizio e potersi così mettere alla prova. L’alta qualità dei vini ricevuti è un ottimo segnale, dice Grigolli: «Vuol dire che chi decide di partecipare al Concorso ha fra le mani vini di valore. Resto sempre stupito e affascinato dalla varietà che ci si presenta; quest’anno abbiamo assaggiato etichette provenienti da 31 province e 15 regioni diverse».

I produttori vincitori del Concorso con la sommelier Adua Villa e Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere

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© Riproduzione riservata - 31/10/2013

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