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Franco Biondi Santi – Il Greppo: Cantina “da consultazione”

Franco Biondi Santi – Il Greppo: Cantina “da consultazione”

Annate storiche di vini mitici (15): Toscana II parte

La fama di Montalcino arriva a fine Ottocento grazie all’“invenzione”, da parte di Ferruccio Biondi Santi, del Brunello. Egli selezionò un particolare clone di Sangiovese (il Sangiovese grosso) nella sua tenuta Greppo e vinificò le uve senza l’aggiunta di altre varietà (una vera rivoluzione per l’epoca). Il figlio Tancredi poi “protocollò” il Brunello, gettando le basi per il disciplinare che solo molti anni dopo sarebbe stato formalizzato. Ma l’aspetto più sorprendente è la straordinaria capacità di sfidare gli anni da parte di questo vino, fra i più longevi al mondo.

Brunello Biondi Santi

IL BRUNELLO BIONDI SANTI – «Naturalmente», ci spiega Franco Biondi Santi, «il segreto del Brunello Biondi Santi non sta solo nel clone a suo tempo individuato. La Tenuta del Greppo gode di un microclima e di un suolo ideali. Essa è nata grazie a un’organica e razionale gestione di mio nonno Ferruccio, che ha scelto terreni galestrosi e ricchi di scheletro. La densità dei ceppi è di 2.500-6.000 piante per ettaro. Bassissime le rese, 30-50 quintali di uva. Per una produzione di circa 70.000 bottiglie di Brunello base e 10.000 di Riserva, solo nelle annate eccezionali. La fermentazione delle uve destinate a Riserva avviene in grandi tini di rovere di Slavonia. Per la vinificazione si usano solo lieviti selezionati; per la maturazione botti di rovere di Slavonia medio-grandi. Le bottiglie sono conservate in condizioni ideali: l’affinamento è fondamentale».

LE ANNATE MIGLIORI – Quasi tutte le annate di Brunello di Montalcino Riserva sono acquistabili presso la cantina, con la garanzia di periodiche ricolmature e sostituzione del tappo. A parte la prima edizione, la 1888, di cui restano solo due bottiglie, già la 1891 (in cinque esemplari) è in vendita, millesimo che lo stesso Franco Biondi Santi ci descrive come entusiasmante ancora oggi, capace di evolvere parecchie ore nel calice. L’edizione che è entrata nella storia è stata la 1955, giudicata tra i 12 migliori vini mai prodotti nel XX secolo. Altri capisaldi sono la monumentale 1964, quindi la 1970, la 1975, la 1988, l’ancor giovane ma già strepitosa 1997, la neonata 2004, e molte altre.

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© Riproduzione riservata - 26/06/2012

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