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Civiltà del bere a Ortinfestival con i Vignaioli Indipendenti

Civiltà del bere a Ortinfestival con i Vignaioli Indipendenti

Quattro giorni per riscoprire l’universo agricolo, imparando e gustando i prodotti della terra in un grande orto contemporaneo. Venerdì alla Venaria Reale comincia la prima edizione di Ortinfestival. Fra broccoli, carote, antiche varietà ed erbe spontanee – ma anche workshop e incontri in salotto, piatti gourmet, street food, show cooking e merende sull’erba… non poteva mancare la vite, con il suo più nobile rappresentante! Vi presentiamo il wine bar di Civiltà del bere, con un’antologia di etichette firmate da 27 vignaioli indipendenti.

Si tratta di una selezione di Cantine aderenti alla Fivi (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti): aziende familiari “integrali” che curano personalmente tutto il percorso produttivo, dal vigneto alla bottiglia, vinificando le loro uve e limitando l’uso di additivi. Tante storie interessanti da raccontare emergono da questi vignaioli, nomi non sempre noti, che ci accompagnano alla scoperta di varietà inconsuete, tecniche insolite e sperimentazioni. Ecco quali etichette troverete nella Cantina del festival da venerdì 30 maggio a lunedì 2 giugno, accanto al Beer Garden (5 euro per 5 assaggi con calice Italesse in omaggio).

CHI GIOCA IN CASA – Partiamo dal nord. La Valle d’Aosta arriva a Ortinfestival con il Muscat Petit Grain Vallée d’Aoste Doc 2013 di Lo Triolet, un bianco secco, fruttato e persistente. Dalla regione che ci ospita, il Piemonte, provengono diverse etichette. Fra i bianchi, Tenuta Santa Caterina presenzia con il sapido Salidoro, Monferrato Bianco Doc 2012 (Chardonnay 75% e Sauvignon blanc 25%), accanto al Timorasso Colli Tortonesi Doc 2011 di Cascina I Carpini. I rossi passano dal rubino tenue di °G, Grignolino del Monferrato Casalese Doc 2012 di Vicara, alla succosa, giovane Lia Vì, Barbera d’Asti Doc 2013 di Carussin, oltre a 3 Utin, Nebbiolo Langhe Doc 2012 di Ciabot Berton, affinato 12 mesi in botti di rovere, e due Dolcetto: Maioli, Dolcetto di Dogliani Superiore Docg 2011 di Anna Maria Abbona, di buon corpo e fine tannino, e l’intenso Campot, Dolcetto d’Alba Doc 2012 di Castello di Verduno. Per concludere in dolcezza con Piasa Sanmaurizio, Moscato d’Asti Docg 2013 di Forteto della Luja.

DALLE DOLOMITI ALLA FLORIDA EMILIA ROMAGNA – Tre bianchi ci portano a nordest. Dalle montagne del Trentino arriva Cesconi con una fine ed elegante Nosiola Vigneti delle Dolomiti Igt 2012. Passiamo poi al Friuli e alle note di fiori di campo e mela renetta con Tàlis, Pinot Bianco Collio Doc 2013 di Venica & Venica; mentre il Donna Francesca, Veronese Bianco Igp 2011 di Giovanni Éderle (Chardonnay e Garganega) ci fa sognare un Veneto di miele e mandorla. Scendendo in Emilia Romagna ci accolgono le note accese e vivaci di due rossi: Trebbiolo, Emilia Rosso Igt 2012 di La Stoppa e Tournesol, Gutturnio Frizzante Doc 2011 di Lusenti, accompagnati dal morbido e floreale Pratobianco, Emilia Igt 2012 di Torre Fornello (Sauvignon 50%, Malvasia di Candia aromatica 30%, Chardonnay 20%).

ROSSI, IL DOMINIO (QUASI) INCONTRASTATO – La Toscana si fregia di un trittico di Sangiovese, ma accanto al Chianti Classico Docg 2010 di Fontodi, morbido e strutturato, e l’elegante Cavaliere, Toscana Igt 2006 di Michele Satta, si presenta l’insolita versione spumantizzata di Tenuta del Buonamico: Spumante Particolare, Brut Rosé (Sangiovese e Syrah). Campione marchigiano è Moroder con il suo Conero Riserva Docg 2011, setoso e di buon corpo. Infine l’Abruzzo chiude il centro Italia con Giulia, Pecorino Terre Aquilane Igt 2013 di Cataldi Madonna, prodotto sull’altipiano a ridosso del Gran Sasso.

QUALCHE CHICCA DEL SUD – Porta a Venaria le suggestioni della viticoltura campana la Falanghina Sant’Agata dei Goti Doc 2013 di Mustilli, che per primo riscoprì il bianco autoctono. La Puglia, invece, parla il linguaggio fruttato e incisivo del Negroamaro con Alba Nera, Negroamaro Salento Igp 2013 di Alba Nera e Filimei, Salento Rosso Igp 2011 di L’Astore Masseria; ma anche i sentori speziati del vino liquoroso Pathos, Primitivo Salento Igp di Attanasio. Dalla Basilicata un inaspettato brio con La Stipula, VSQ Brut Millesimato 2011 di Cantine del Notaio: un Metodo Classico 100% Aglianico del Vulture. Ma ecco infine le isole, con due rossi che concludono il nostro viaggio ideale: prugna, liquirizia e spezie dalla Sicilia con Vigna del Core, Perricone Terre Siciliane Igt 2012 di Feudo Montoni; una Sardegna mediterranea con le note balsamiche di Corona Majore, Cannonau di Sardegna Doc 2010 firmato Tenute Soletta.

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© Riproduzione riservata - 27/05/2014

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