Dal mondo Dal mondo Emanuele Pellucci

Il colosso australiano Accolade Wines passa al Gruppo Carlyle

Il colosso australiano Accolade Wines passa al Gruppo Carlyle

È di pochi giorni fa la notizia che il Gruppo Carlyle ha acquisito la proprietà dell’australiana Accolade Wines, finora detenuta dal Champ Private Equity (per l’80%) e da Constellation Brands (per il restante 20%). Un’operazione del valore di un miliardo di dollari australiani (pari a oltre 623 milioni di euro) che interessa principalmente il mercato del Regno Unito dove l’azienda australiana, soprattutto attraverso gli storici marchi Hardys e Banrock Station, la fa da padrone.

In Gran Bretagna c’è aria di grandi cambiamenti

L’operazione è giunta al termine di una settimana turbolenta nel commercio britannico del vino: sia per la fama di cui da tempo gode la società australiana, sia per le notizie che la Brown Brothers, altro colosso australiano, avrebbe ritirato il suo marchio dalla rete di vendita nel Paese. Una decisione, questa, dovuta a una serie di fattori tra cui l’incertezza Brexit, i tassi di cambio sfavorevoli, le tendenze del consumatore, l’aumento dei costi operativi e l’elevato livello di concorrenza.

Cos’è il gruppo Carlyle

Tornando ai nuovi acquirenti di Accolade Wines, Carlyle Group è stato fondato nel 1987 da William E. Conway Jr, Daniel A. D’Aniello e David M. Rubenstein. Si tratta di una società internazionale di asset management, con un patrimonio complessivo di circa 203 miliardi di dollari Usa in gestione, ripartiti in 129 fondi e 141 fondi di fondi che operano su scala globale.

Il parere di John Haddock

Da sottolineare come Champ Private Equity avesse pagato nel 2011, per la propria quota dell’80%, circa 290 milioni di dollari australiani. John Haddock, il suo amministratore delegato, ha spiegato che «Accolade rappresenta il meglio della proprietà privata. Bisogna prendersi il tempo per sviluppare un’attività, investire in più aree dell’azienda e orientarla verso un’opportunità di crescita con molti anni di anticipo». Haddock ha aggiunto che l’azienda «è orgogliosa di avere “ringiovanito” il marchio Hardys». Ha ribadito inoltre che che il gruppo di private equity ha permesso ad Accolade Wines di esportare circa 350 milioni di dollari australiani di vino all’anno.

 

 

Accolade Wines ha quasi due secoli di storia

Fondata nel 1853 con il nome di Thomas Hardy & Sons, Accolade Wines è una delle aziende più antiche del continente australe. Nel tempo si è evoluta in una realtà vinicola globale producendo alcuni dei marchi più famosi al mondo. Con sede a Old Reynella, nel sud dell’Australia (e con filiali nel Regno Unito, Sudafrica, California, oltre a Mosca, Varsavia, Shanghai, Singapore, e Pechino), è la più grande impresa vinicola per volume e valore nel Regno Unito e in Irlanda e conta circa 1.700 dipendenti in tutto il mondo.

Il quinto gruppo vinicolo del mondo

Grazie ai suoi 51 marchi provenienti dalle proprietà distribuite tra Australia, Nuova Zelanda, California, Cile, Sudafrica, Regno Unito e Italia (Da Luca e Mezzomondo), Accolade Wines vende ogni anno oltre 38 milioni di casse in più di 140 Paesi. Tutto ciò la posiziona al quinto posto tra le più importanti Case vinicole del mondo.

Un portfolio di prestigio

Nell’ampio portafoglio della società australiana figurano Cantine prestigiose. Tra queste le sudafricane Flagstone e Kumala (marchio numero uno sul mercato del Regno Unito), la californiana Atlas Peak e la cilena Viña Anakena, oltre naturalmente a realtà locali come Hardys, Petaluma, Houghton e House of Arras. Non mancano anche alcune etichette del Regno Unito, in particolare Echo Falls (terzo marchio di vino più grande dell’isola) e Stowells, il marchio di vino numero uno nel commercio on-premise.

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