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L’ambiente al centro

L’ambiente al centro

La direzione è ormai certa: la Sicilia del vino punta verso la salvaguardia dell’ambiente e della diversità dei territori. È emerso durante l’ottava edizione di Sicilia en primeur, la manifestazione organizzata da Assovini che si è svolta a Ragusa dal 10 al 13 marzo.

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Il logo della manifestazione

Oltre 350 etichette in degustazione e 37 Cantine capitanate da Diego Planeta, presidente uscente di Assovini, sono state protagoniste dell’evento che raccoglie una settantina di giornalisti da tutto il mondo oltre che una buona rappresentanza della stampa italiana. «Le Cantine associate ad Assovini rappresentano il 20% della produzione regionale, ma sono ben l’80% dell’export del vino siciliano», ha precisato Planeta durante il faccia a faccia tra produttori e giornalisti nell’incantevole cornice del Teatro di Donnafugata a Ragusa Ibla. E poi il presiedente di Assovini è andato a bomba sull’attualità: «I produttori siciliani si sono accorti di essere elementi essenziali per la salvaguardia della Sicilia. Per questo è stato sancito un patto non ancora scritto tra le Cantine, le istituzioni e l’Università di Palermo per creare in Sicilia modelli di agricoltura sostenibile. È importante per noi caratterizzare le diversità dei nostri territori: le varietà sono come i bambini, tutti belli e buoni, ma ciascuna deve trovare il suo logo ideale, e proprio come un bambino, crescere tra le braccia del papà giusto».

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Attilio Scienza e Diego Planeta prima della relazione sulla sostenibilità ambientale

Se dunque lo scorso anno al centro delle riflessioni c’era la Doc Sicilia, oggi, ottenuto questo, l’attenzione si sposta dunque verso l’ambiente. Ma altri cardini sono la caratterizzazione territoriale ed esaltazione della diversità delle varie aree, le sperimentazioni di nuovi cloni di Nero d’Avola e di Grecanico e le orecchie tese in direzione di certe zone di grande interesse tra cui l’Etna e il Messinese, su alcuni vini tra i quali il Cerasuolo di Vittoria e su qualche vitigno: Frappato, Grecanico e Grillo specialmente. Una cosa è imprescindibile, per tutti: non slegare mai la varietà dal territorio. Ecco in sintesi cosa è emerso dall’incontro con i produttori siciliani che hanno presentato le loro anteprime al Donnafugata Golf Resort & Spa di Ragusa. I produttori hanno portato qui l’ultima annata tra poco in commercio, la 2010.

Comune denominatore, la particolare gradevolezza sul piano della freschezza e dell’aromaticità soprattutto per i bianchi. I rossi si sono presentati invece fruttati, con un buon colore, ma con una struttura forse non troppo forte. I dolci sono freschi e fruttati, e il Ph insolitamente basso li predispone per una buona longevità. Le gradazioni alcoliche sono piuttosto elevate per i bianchi: intorno al 14% vol. per Grillo e Zibibbo, 13% vol. per l’Insolia e 12% vol. per il Catarratto, ma l’acidità è buona, più alta rispetto alla media, e questo conferisce freschezza. Nelle varietà nere si segnala un buon tenore di alcol intorno al 14-15% vol. e Ph molto bassi per il Nero d’Avola, per i Merlot e i Syrah.

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Gianni Zonin intervistato da una collega della stampa americana

Ambiente dunque al primo posto. L’argomento è stato anche al centro della riflessione che il professor Attilio Scienza ha presentato durante la prima giornata di Sicilia en primeur. «Nessun territorio al mondo ha tanta varietà di vitigni, tipologie e paesaggi come la Sicilia, la viticoltura però modifica i tratti del paesaggio. Noi non vogliamo tornare alla viticoltura del passato, ma bisognerebbe impedire l’aggressione dell’uomo sulla natura. La riduzione disordinata dei vigneti è scorretta.Oggi siamo davanti a una svolta che riguarda soprattutto le nuove generazioni: l’ambiente e l’ecocompatibilità sono strumenti per creare alleanza tra il mondo rurale e i giovani».

Scienza ha messo in luce come le imprese capitalistiche siano in una fase di abbandono, mentre dall’altra parte siano in crescita le aziende che trasformano prodotti che arrivano poi a prezzi bassi sui nostri mercati. Questo provocherebbe un abbassamento del valore di un bene e l’agricoltore avrebbe sempre meno lavoro.

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Francesca Planeta

Quando il contadino lascia la campagna, con esso scompare anche il tessuto agricolo, però, come ha precisato Scienza: «Quella zona viene ricontadinizzata da chi arriva dalla città in cerca di vita quieta, ma spesso proprio queste persone usano gli agricoltori come fossero badanti che curano i fiori e puliscono le piscine. L’agricoltura diventa “da presepe”. Serve trovare un equilibrio. Oggi l’agricoltura deve diventare la prima tutelatrice del nostro ambiente. Solo 10 anni fa nessuno pensava di agire sul vigneto tenendo conto di tutte queste variabili».

Negli anni Sessanta si parlava di lotta integrata e poi si è passati al concetto economico della produzione integrata. «Solo nel 2004 si è iniziato a trattare di viticoltura di precisione e solo così possiamo ragionare di viticoltura sostenibile. Oggi non si vogliono prodotti innovativi dentro al bicchiere, ma il modo di fare vino deve essere innovativo». Scienza ha inoltre fatto un distinguo tra “marchio” inteso come nome, logo, garanzia, riconoscimento giuridico e protezione – Doc Sicilia, ad esempio – e “marca” intesa come alleanza, storia, cultura d’impresa, qualità. Sarebbe necessario difendere maggiormente la “marca” e per sostenere la tesi ha portato come esempio la Sustainable Winegrowing Alliance californiana, un’associazione di 1.156 Cantine che comprendono Gallo e Constellation.

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Antonio e José Rallo di Donnafugata, coadiuvati da Baldo Palermo, raccontano le loro anteprime al canadese Stuart Tobe e alla giornalista newyorkese Renée Restivo

E come promuovere i vini siciliani nel mondo? Pubblicizzando solo certi brand e in occasione di messaggi forti e facendo un uso integrato di tutti i sistemi di comunicazione, facendo diventare, insomma, il brand qualcosa di cognitivo.
E la Sicilia, in tutto questo? «L’isola mette a disposizione l’elenco completo dei suoi cloni, applica la viticoltura di precisione, considera l’importanza della cooperazione. In questi casi amo citare un proverbio cinese: “Quando il vento soffia alcuni alzano muri, altri costruiscono mulini a vento”. Ed è questo l’obiettivo della Sicilia».

Nel Ragusano esaltazione biodinamica

Il Ragusano è un’area che merita attenzione e che, a sua volta, presta attenzione. A cosa? Oltre alla qualità del vino, all’ambiente circostante. Ce lo hanno dimostrato i viticoltori che abbiamo visitato durante uno dei tour organizzati in tutta la Sicilia. Il nostro breve viaggio è cominciato da COS ad Acate. Qui, in 30 ettari di vigneto condotti seguendo i dettami della biodinamica, si coltivano soprattutto Frappato, Nero d’Avola, Insolia e Grecanico con un po’ di Merlot e di Cabernet. I vigneti sono tutti orientati seguendo l’andamento dei venti. I proprietari, Giusto Occhipinti e Gian Battista Celia, ci raccontano di aver scelto di non usare più le barrique e di essere passati all’anfora spagnola interrata nella sabbia. Oggi ne possiedono circa 150.

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Giusto Occhipinti e Gian Battista Celia di COS

Pochi chilometri ed eccoci a Vittoria, al Feudo Santa Tresa, nato nel 2001 dall’incontro di un siciliano, Massimo Maggio, e un trentino, Stefano Girelli. Si tratta di 35 ettari di vigneto ecocompatibili con l’ambiente e coltivati secondo i metodi della biodinamica. Le piante di Nero d’Avola, Frappato, Grillo e Viognier crescono tra alberi di alloro, pistacchi, favino, limoni, uliveti e aranceti. E se si è fortunati si possono scorgere le volpi e i conigli correre liberamente. La volontà principale è sostenere la biodiversità.

Tappa successiva del tour Feudo Arancio, del gruppo Mezzacorona. Protagonisti i 600 ettari dei vigneti di Acate. Matteo Covazzi, enologo del Gruppo, ha mostrato l’immensa proprietà in un unico appezzamento dove si coltivano soprattutto Nero d’Avola, Grillo e Insolia tra gli autoctoni oltre che alcuni internazionali. Gli spazi sono così ampi che qui c’è anche il filare più lungo d’Italia: tre chilometri ininterrotti. Oggi anche in questa grande proprietà si sta molto lavorando per il rispetto dell’ambiente: riduzione al minimo dei trattamenti di natura chimica, uso corretto di rame e zolfo, introduzione nel vigneto di insetti positivi e impiego del sistema della “confusione sessuale” per combattere i danni degli insetti nocivi. L’azienda fa uso anche di pannelli solari e pannelli fotovoltaici oltre che dell’acqua piovana raccolta da sette laghi artificiali e sistemi di irrigazione a goccia.

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Massimo Maggio del Feudo Santa Tresa mostra una delle storiche botti dove si conservava il Nero d’Avola

Infine, abbiamo visitato Avide, a Comiso. Marco Calcaterra ci narra dei 60 ettari vitati distribuiti in diversi appezzamenti che danno vita, tra gli altri vini, al Cerasuolo di Vittoria. La Casa vinicola oggi è molto export oriented e spedisce le sue etichette in oltre 30 Paesi del mondo.

Come trovare le 37 Cantine

Agrigento
Baglio del Cristo di Campobello: www.cristodicampobello.it – mail@cristodicampobello.it – 0922.87.77.09 – Cantine Settesoli: www.cantinesettesoli.it – info@cantinesettesoli.it – C.S. Viticultori Associati-Canicattì: www.viticultoriassociati.it – info@viticultoriassocia-ti.it – 0922.82.93.71 – Feudo Arancio: www.feudoarancio.it – visite@feudoarancio.it – 0925.57.90.00 – Feudo di Santa Tresa: www.santatresa.it – info@santatresa.it – 0461.96.10.10 – Planeta: www.planeta.it – vittoria.gatto@planeta.it – 0925.80.009

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Matteo Covazzi, enologo di Mezzacorona, accoglie gli ospiti nel baglio di Feudo Arancio

Caltanissetta
Feudo Principi di Butera: www.feudobutera.it – info@feudobutera.it – 0934.34.77.26 – Masseria del Feudo: www.masseriadelfeudo.it – 0934.56.97.19

Catania
Benanti: www.vinicolabenanti.it – benanti@vinicolabenanti.it – 095.78.93.438 – Cottanera: www.cottanera.it – staff@cottanera.it – 0942.96.36.01 – Etna Rocca d’Api: www.etnaroccadapi.it – info@etnaroccadapi.it – 095.70.82.594 – Feudi del Pisciotto: www.castellare.it – info@castellare.it – 0577.74.29.03 – Graci: www.graci.eu – info@graci.eu – 095.38.63.72 – Tenuta di Fessina: www.cuntu.it – silviamaestrelli@tenutadifessina.com – 345.72.30.176 – Terre di Giurfo: www.terredigiurfo.it – info@terredigiurfo.it – 338.90.87.276

Messina
Palari: www.palari.it – info@palari.it – 090.63.01.94

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Marco Calcaterra di Avide. Il suo impegno nei confronti del Cerasuolo è notevole

Palermo
Alessandro di Camporeale: www.alessandrodicamporeale.com – 0924.37.038 – Baglio di Pianetto: www.bagliodipianetto.com – info@bagliodipianetto.com – 091.85.70.002 – Castellucci Miano: www.castelluccimiano.it – info@castelluccimiano.it – 0921.54.23.85 – Cantina Centopassi: www.cantinacentopassi.it – gianlucafaraone@liberaterramediterraneo.it – 091.85.77.655 – Cusumano: www.cusumano.it – cusumano@cusumano.it – 091.89.08.713 – Tasca d’Almerita: www.tascadalmerita.it – info@tascadalmerita.it – 091.64.59.711 – Tenute Rapitalà: www.rapitala.it – rapitala@giv.it – 0924.37.233

Ragusa
Arianna Occhipinti: www.agricolaocchipinti.it – info@agricolaocchipinti.it – 339.73.83.580 – Avide: www.avide.it – avide@avide.it – 0932.96.74.56 – Cos: www.cosvittoria.it – info@cosvittoria.it – 0932.87.61.45 – Maggio Vini: www.maggiovini.it – maggiovini@tnet.it – 0932.98.47.71 – Valle dell’Acate: www.valledellacate.net – info@valledellacate.it – 0932.87.41.66

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Gaetana Jacono di Valle dell’Acate con il conte Paolo Marzotto, proprietario del Baglio di Pianetto

Siracusa
Feudo Maccari: www.feudomaccari.it – tenutasetteponti@tenutasetteponti.it – 0575.47.78.57 – Marabino: www.marabino.it – info@marabino.it – 335.52.84.101 – Pupillo:  solacium@tin.it – 0931.49.40.29

Trapani
Abraxas: www.abraxasvini.com – info@abraxasvini.com – 091.61.16.832 – Cantine Rallo: www.cantinerallo.net – 0923.72.16.33 – Caruso e Minini: www.carusoeminini.it – info@carusoeminini.it – 0923.98.23.56 – Donnafugata: www.donnafugata.it – info@donnafugata.it – 0923.72.42.06 – Fazio: www.faziowines.it – info@faziowines.it – 0923.81.17.00 – Firriato: www.firriato.it – 0923.88.27.55


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© Riproduzione riservata - 12/04/2011

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