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Vino italiano in Messico: qualche strategia per crescere

Vino italiano in Messico: qualche strategia per crescere

C’è margine di crescita per il vino italiano in Messico? Sicuramente sì: negli ultimi 10 anni il consumo dei prodotti made in Italy è triplicato. Ma conoscere i nostri punti di forza (e debolezza) sul mercato è indispensabile per conquistare i winelover centroamericani. Facciamo il punto con Giuseppe Manenti, direttore di Ice Agenzia in Messico.

Quanto pesa il vino italiano sul mercato vinicolo del Paese? «Il Messico è un mercato relativamente piccolo, ma in crescita», spiega Giuseppe Manenti. «Nel 2017 l’import totale di vini nel Paese è stato di 220 milioni di euro, di cui 36 milioni dall’Italia (per più di 13 milioni di litri)». Nell’ambito delle attività di valorizzazione del vino italiano nel mondo, Ice Agenzia organizza ogni anno la Borsa Vini Messico: un evento fra i più efficaci e dinamici per promuovere la nostra enologia nel Paese, in cui acquisire nuovi contatti commerciali e consolidare rapporti già in essere con gli operatori messicani. L’edizione 2018 – in programma martedì 9 ottobre a Città del Messico – è un’utile occasione di analisi del mercato centroamericano contemporaneo, in cui l’Italia si confronta con altri importanti partner commerciali del Paese.

 

Giuseppe Manenti, direttore di Ice Agenzia in Messico

 

I nostri competitor sul mercato messicano

«In Messico il principale fornitore di prodotti vinicoli, per evidenti ragioni storiche e di costume, è la Spagna. La produzione iberica copre circa il 29% dell’import complessivo, seguita dai vini francesi, che pesano il 18%, e dal Cile (17%). L’Italia si attesta in quarta posizione, coprendo il 16% delle importazioni enologiche in Messico», aggiunge il direttore di Ice Agenzia. Ma una cosa ci distingue dai nostri principali competitor. «La presenza del vino di casa nostra in Messico ha avuto una crescita esponenziale. Se pensiamo infatti che nel 2008 l’export italiano si aggirava intorno agli 11 milioni di euro e che nel 2017 abbiamo raggiunto i 36 milioni, i valori si sono triplicati». Con un aumento nel decennio del +208%, nettamente superiore all’incremento medio (+77%), e in particolare a quello dei principali competitor: Spagna (+62%), Francia (+62%) e Cile (+60%) .

Chi beve vino in Messico?

Per conquistare questo mercato in rapida evoluzione è indispensabile conoscere le inclinazioni dei potenziali consumatori. «Il Messico è un Paese di 120 milioni di abitanti, di cui circa il 50% sotto i 25 anni. Per motivi sociali, culturali ed economici, il vino è diffuso esclusivamente tra le classi medio-alte e specialmente giovani che seguono le tendenze internazionali, che viaggiano e che consumeranno sempre più vino in futuro».

Dalla Baja California (e non solo) cresce la cultura vinicola

Nel Paese sta crescendo la cultura vinicola: «Merito di una interessante produzione locale, e non solo della Baja California, che ha permesso che il vino entrasse a tutti gli effetti tra le abitudini di consumo di una parte della popolazione. Sebbene infatti il consumo pro capite ufficiale sia molto basso (circa 0,75 l), la fascia dei wine lover abituali è circoscritta a non più di 10 milioni di persone: il loro consumo reale è nettamente superiore».

Lambrusco, Prosecco e vitigni autoctoni

Quali sono i vini italiani più apprezzati? Le preferenze dei consumatori sono in evoluzione. «Accanto al classico Lambrusco, che si conferma il prodotto più consumato, si è aggiunto il Prosecco (anche grazie al suo utilizzo per lo Spritz). Ma assistiamo anche alla crescente domanda di vini da vitigni autoctoni provenienti da tutto lo Stivale. Oggi la distribuzione regionale è più estesa rispetto agli inizi degli anni 2000, quando era prevalente la presenza di vini del centro-nord Italia».

I punti di forza del vino italiano (e le sfide da affrontare)

«La forza della presenza italiana risiede senza dubbio nella ristorazione, che copre oltre due terzi del consumo di vino italiano in Messico», conferma il direttore di Ice. «Questo, se da una parte certifica una consolidata qualità della nostra produzione, riconosciuta dagli addetti ai lavori, dall’altra evidenzia la scarsa presenza delle nostre etichette sugli scaffali della grande distribuzione e delle catene specializzate di alcolici. La nostra sfida sarà diffondere la conoscenza del vino italiano nel consumatore medio e allo stesso tempo ampliare la nostra presenza nei punti vendita, dove ci sono grandi opportunità per i vini con un buon rapporto qualità/prezzo.

Due eventi in uno alla Borsa Vini

La promozione del vino italiano nel Paese si traduce in un impegno su più fronti. «La Borsa Vini è l’attività principale che svolgiamo in Messico per il settore enoico. Alterniamo un’edizione riservata ai produttori italiani che desiderano introdurre o rafforzare il proprio marchio fra importatori e distributori, a un’altra, l’anno successivo, dedicata agli importatori locali, che presentano il proprio portfolio di vini italiani a ristoratori, sommelier e operatori della Gdo».

Ice Agenzia per il vino italiano in Messico

Di vino si parla anche in altre iniziative che vedono la presenza di Ice Agenzia: «Partecipiamo alla fiera Expoalimentaria-Antad di Guadalajara in marzo, fiera focalizzata sulla grande distribuzione. Insieme alla locale Ambasciata organizziamo anche la Settimana della Cucina italiana, con attività principalmente didattiche e di divulgazione. Infine, e invitiamo importatori e giornalisti messicani ai principali eventi del settore in Italia, come Vinitaly», conclude Manenti.

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