Dall'Italia Dall'Italia Jessica Bordoni

Vinitaly 2018 si chiude sempre più internazionale

Vinitaly 2018 si chiude sempre più internazionale

Mercoledì 18 aprile è calato il sipario sulla 52esima edizione di Vinitaly e Veronafiere ha reso note le prime stime ufficiali riguardo alle presenze nei padiglioni. Secondo gli organizzatori, il Salone del vino italiano si è chiuso con 128 mila visitatori provenienti da 143 nazioni. Ma più che il dato quantitativo, a fare la differenza è stata la qualità.

Buyer stranieri in crescita

I buyer esteri accreditati hanno registrato, infatti, un +6% sul 2017, per un totale di circa 32 mila ingressi, che rivelano un’impostazione decisamente più business rispetto al passato. «Il numero crescente di professionisti», ha commentato il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani «testimonia il consolidamento del ruolo b2b di Vinitaly a livello internazionale, con buyer selezionati e accreditati da tutto il mondo«.

Usa, Germania e Uk, ma anche Cina

«La top ten delle presenze assolute vede primi gli Stati Uniti d’America, seguiti da Germania e Regno Unito. Seguono Cina, Francia, Nord Europa (Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca), Canada, Russia, Giappone, Paesi Bassi e Belgio», ha precisato Mantovani. Entrando nel dettaglio, i buyer americani hanno segnano un +11% rispetto all’anno scorso, mentre nel caso di quelli cinesi la percentuale è salita del +34%.

Aumentano anche gli espositori

Cresce anche il numero di espositori: in tutto 4.380, ovvero 130 in più rispetto al 2017. Per i produttori italiani Vinitaly si conferma una vetrina imprescindibile per interfacciarsi con i propri partner commerciali nazionali ed esteri. La parola chiave è per tutti programmazione: vince chi arriva preparato. La pianificazione degli appuntamenti che comincia molti mesi prima della manifestazione veronese.

 

 

Produttori nel complesso soddisfatti

Il bilancio è nel complesso positivo. La maggior parte dei produttori a cui abbiamo chiesto una valutazione dell’edizione 2018 “in tempo reale” si è detta soddisfatta degli incontri realizzati: molti ristoratori ed enotecari sono passati per riconfermare gli ordini. Anche i buyer storici non sono mancati, così come nuovi possibili acquirenti, soprattutto da Usa, Asia e Germania. Qualche voce fuori dal coro, tuttavia, ha sottolineato come il gap tra Vinitaly e ProWein, in termini di professionalità, resti evidente. C’è persino – come capita da anni – chi auspica una chiusura delle porte al pubblico generico, “colpevole” di distogliere le aziende dalle occasioni di business per dedicarsi full time alla mescita.

Crescono anche le aziende espositrici dal mondo

Le aziende straniere sembrano credere sempre di più nelle potenzialità della fiera veronese. I Paesi esteri rappresentati a Vinitaly 2018 ammontavano a 36, contro i 29 della scorsa edizione. Tra le nazioni new entry citiamo Etiopia, Danimarca e Santo Domingo. Nuove aziende hanno invece arricchito il panorama degli stand di Francia, Spagna, Croazia, Georgia, Portogallo, Ungheria, Azerbaijan, Usa, America del Sud, Australia e Giappone.

L’International Wine Hall (spirits compresi)

Questo exploit è certamente legato alla nascita di una nuova area ad hoc, l’International Wine Hall, che ha sostituito il vecchio Vininternational. Un giro tra gli stand ci ha permesso di constatare la buona affluenza di pubblico. Notevole anche la presenza di numerose aziende con referenze dedicate agli spirits e ai superalcolici, più che al vino in senso stretto. È il caso, ad esempio, del grande corner consacrato al Sakè giapponese, alle postazioni del Pisco peruviano e della Vodka russa.

Il successo dei padiglioni alternativi

Il padiglione 8, storicamente associato alla regione Sardegna, riunisce da qualche anno anche le cosiddette aree “alternative” o “green” come VinitalyBio, ViViT e Fivi, ormai tappe irrinunciabili per moltissimi visitatori. Con l’edizione 2008 lo spazio occupato dalla Fivi è stato incrementato, passando da 640 a 830 metri quadrati. Questo ha permesso l’ingresso a 42 nuove aziende associate. Ma il problema dell’affluenza permane e anche per VinitalyBio e ViViT cresce l’esigenza di allargare la propria superficie espositiva, vista anche la lunga lista di attesa di Cantine interessate a partecipare.

Alcuni problemi di servizio e logistica

Le note dolenti di Vinitaly 2018 sono legate soprattutto alla logistica e agli spostamenti per raggiungere la fiera la mattina o allontanarsene dopo la chiusura. Le file per uscire dai parcheggi, nonostante la riqualificazione dell’area antistante al complesso, restano una costante, così come le attese per salire sui taxi e sulle navette. Si sono registrati purtroppo anche alcuni furti di cartoni di bottiglie (ma è giusto informare i lettori che ciò è accaduto anche a Düsseldorf, ndr) e di computer che hanno portato alcuni produttori a criticare l’efficienza dei servizi di vigilanza.

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