Villa Russiz, Volpe Pasini e Livon vincitori del “Friulano migliora invecchiando”

Villa Russiz, Volpe Pasini e Livon vincitori del “Friulano migliora invecchiando”

Eletti i migliori vini della Selezione “Il Friulano migliora invecchiando… non solo il vino”, il concorso dedicato alla produzione enologica del Friuli Venezia Giulia organizzato dall’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale Ersa in collaborazione con il Consorzio delle Doc – FVG e le principali associazioni di settore: Assoenologi, Ais e Onav. La cerimonia di premiazione si è svolta a Milano il 9 maggio nelle sale dell’Hotel Principe di Savoia e ha incoronato 3 bottiglie (su 19 finalisti e 89 vini partecipanti) per altrettante categorie.

VILLA RUSSIZ, VOLPE PASINI E LIVON ON TOP – Il premio per il miglior bianco del secolo scorso va al Sauvignon de La Tour, Collio Doc 1993 della Fondazione Villa Russiz mentre il Sauvignon Zuc di Volpe, Colli Orientali del Friuli Doc 2004 di Volpe Pasini merita il titolo di migliore bianco ottenuto da uve vendemmiate tra il 2000 e il 2006.  Infine, per la sezione Tocai (oggi Friulano) dalla vendemmia 2000 alla vendemmia 2006 plauso al Friulano Ronc di Zorz, Collio Doc 2002 della Cantina Livon.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSORZIO DELLE DOC – FVG – « Più che un obbligo a produrre vini da destinare all’invecchiamento» ha spiegato Giorgio Badin, presidente del Consorzio delle Doc – FVG « questa Selezione vuole essere una strategia di comunicazione a supporto di quei vignaioli che decidono di percorrere questa strada. La naturale vocazione del nostro territorio alla produzione di grandi vini, soprattutto bianchi, conduce per forza ad ottenere vini straordinari, anche dopo 5, 10 anche 20 anni di invecchiamento. La produzione dei vini invecchiati inoltre ci consentirebbe di raggiungere anche il mercato estero che non si può pensare di affrontare con vini giovani più facilmente destinati ad un mercato interno».

LA POSIZIONE DEL DIRETTORE DI ERSA MIRKO BELLINI – «I risultati della Selezione», ha commentato Mirko Bellini, direttore generale di Ersa «hanno evidenziato come queste etichette siano l’anima di un territorio che può dare anche grandi vini da invecchiamento. Sono molte in Italia le zone che producono bianchi freschi e di pronta beva, l’acquisizione di una coscienza, da parte dei produttori friulani, di avere nel dna proprio e delle proprie vigne, il potenziale innato per produrre grandi vini da invecchiamento costituisce un’opportunità unica per un’intelligente diversificazione dell’offerta di prodotto e un ampliamento dei mercati, puntando sempre e costantemente ad aumentare l’offerta qualitativa delle nostre aziende».

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