Sughero

Sughero

Le interrogazioni alla Commissione europea dei deputati Luis Manuel Capoulas Santos e Jamila Madeira per sollecitare un sistema di etichettatura che permetta di distinguere con che tipo di tappo sono sigillate le bottiglie, induce a riflettere sulle conseguenze che avrebbe la scomparsa del turacciolo tradizionale se fosse eliminato dalla concorrenza delle chiusure in plastica, metallo o vetro. È la produzione di tappi a fornire il 70 per cento del fatturato del sughero, e ad assicurare quindi la sopravvivenza di boschi e foreste che svolgono un’importante funzione per la regolazione idrologica e la conservazione dei suoli. Sapendo com’è sigillata la bottiglia, sostengono gli interroganti, i consumatori potrebbero esercitare consapevolmente il loro diritto di scelta anche in materia ambientale. I due eurodeputati glissano però sul tallone d’Achille del turacciolo tradizionale. Sono sicuramente animati da sincera coscienza ecologica ma il loro cognome iberico dice che si preoccupano soprattutto dell’economia portoghese. Il che è legittimo, ma non va occultato. Altrimenti si sente odore di tappo.

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