Dall'Italia Dall'Italia Emanuele Pellucci

La Ribolla di Oslavia chiede la Docg

La Ribolla di Oslavia chiede la Docg

La Ribolla vuol tornare alle origini, e per arrivarci ha scelto la strada più ostica ma più esaltante, quella cioè di puntare decisamente al riconoscimento della Docg. E lo fa in virtù del suo territorio ristretto, ancorché storico, della collina di Oslavia nel cuore del Collio goriziano.

Un percorso iniziato nei giorni scorsi quando nel castello di Gorizia l’associazione Apro, che riunisce i principali produttori di Ribolla gialla del territorio, ha presentato ufficialmente alla stampa la proposta di disciplinare della “Ribolla di Oslavia”, consegnando il documento direttamente nelle mani del presidente del Consorzio Tutela Vini Collio, Robert Princic.

Oslavia, culla degli orange wines

«Il nostro obiettivo principale», ha spiegato il presidente di Apro, Martin Figelj, «è di ottenere il riconoscimento della sottozona Ribolla di Oslavia all’interno del futuro disciplinare della Docg Collio oppure, in alternativa, anche una denominazione specifica per il nostro vino. L’aspetto più importante per noi è evidenziare la parola “Oslavia” perché questa tipologia di vino ha avuto origine proprio nel nostro territorio. Quelli che nel mondo sono oggi conosciuti come orange wines derivano tutti dalla tradizionale lavorazione che si è sempre praticata sulla collina di Oslavia».

 

Oslavia (foto Fabrice Gallina)

 

Identikit della Ribolla macerata

La proposta di disciplinare avanzata dai sei produttori che costituiscono l’Apro (Fiegl, Primosic, Princic, Radikon, Il Carpino, La Castellada) si basa infatti sul riconoscimento della Ribolla cosiddetta “macerata”, il vino ottenuto cioè con le uve lungamente a contatto con le bucce. Un prodotto finale dal colore ambrato (da qui il termine orange), moderatamente invecchiato e con caratteristiche organolettiche non riconducibili a quelle richieste dall’attuale disciplinare dei vini del Collio Doc. Un vino, non c’è dubbio, “difficile” per la maggior parte dei palati, ma che trova grandi consensi soprattutto nei mercati asiatici, Giappone e Corea del Sud in primis, grazie agli ottimi abbinamenti gastronomici della loro tradizione, ed anche in Canada e Stati Uniti.

Ribolla Oslavia Docg: la proposta di disciplinare

Questi i principali punti presenti nella proposta di disciplinare della Docg “Collio Ribolla di Oslavia” o “Ribolla di Oslavia”:

  1. 100% di uve del vitigno Ribolla gialla
  2. densità minima d’impianto 4 mila ceppi/ha
  3. resa massima di uva 90 quintali/ha
  4. nessun diserbo chimico né utilizzo di lieviti selezionati
  5. macerazione di almeno due settimane a contatto con le bucce
  6. invecchiamento minimo di 12 mesi in contenitori di legno superiori ai 5 ettolitri e un minimo di 6 mesi in bottiglia a partire dal 1° novembre dell’annata di produzione delle uve
  7. uscita in commercio (nella prima decade di ottobre) dopo 24 mesi dalla vendemmia.

Quanto alle caratteristiche organolettiche, il vino deve presentare un colore dorato intenso, ambrato (fino al pantone 159/C), odore e sapore tipici, volume alcolometrico minimo 12%, acidità totale minima 4 g/l ed estratto non riduttore minimo 17 g/l.

 

Sei Ribolla di Oslavia in degustazione

 

Un compromesso fra convenzionale e lunga macerazione

«La proposta di disciplinare così strutturata», ci dice il presidente Figelj, «nasce dalla volontà di trovare una via di mezzo tra le caratteristiche della Ribolla convenzionale e quella molto macerata, anche perché ci rendiamo conto che quest’ultima è meno richiesta dal consumatore italiano». In ogni caso è importante sottolineare come la Ribolla di Oslavia rappresenta uno straordinario prodotto di nicchia nel vasto panorama dell’enologia del Friuli Venezia Giulia.

Riconoscere l’unicità di questa produzione di nicchia

Attualmente la superficie vitata non arriva a 150 ettari, con una produzione media di circa mezzo milione di bottiglie, un quinto delle quali di Ribolla, sia macerata che convenzionale. In zona, infatti, vi sono aziende che producono entrambe le tipologie dove quella “macerata” è prodotta in quantitativi minori rispetto all’altra. La volontà di Apro (Associazione produttori Ribolla di Oslavia) è tuttavia quella di vedere riconosciuta finalmente una particolarità unica che affonda le radici nel tempo perché fino agli anni ’50 del secolo scorso l’intera produzione di vino Ribolla gialla di queste zone seguiva questa lavorazione.

 

L’evento RibolliAmo, dedicato alla Ribolla di Oslavia

 

Il terroir unico di Oslavia

Oslavia (Oslavje in sloveno) è una frazione di Gorizia di poco meno di duecento abitanti. Sviluppata sulla sponda opposta dell’Isonzo rispetto alla città, Oslavia è caratterizzata da un microclima con un’escursione termica elevata e notevole ventilazione. Il colle è stato scenario di battaglie cruenti durante la prima guerra mondiale, in quanto valico e terreno di confine fra Podgora e Sabotino. A testimoniarlo, il Sacrario ubicato al centro della frazione. L’economia di Oslavia si basa, da secoli, sulla viticoltura. Molte le generazioni che si sono susseguite nella produzione di vino, fin dai tempi in cui lo si faceva per l’impero austriaco. Oggi, filosofie e tipologie di produzione trovano la loro massima espressione nel vitigno della Ribolla gialla divenuta negli anni emblematica del territorio.

La proposta al varo dell’assemblea del Consorzio Collio

Adesso sarà interessante seguire gli sviluppi dell’iniziativa promossa da Apro nell’ambito di “RibolliAmo”, un evento voluto per valorizzare il territorio a beneficio della stampa nazionale. Toccherà infatti al Cda del Consorzio Collio valutare se la proposta sarà accettata e il disciplinare inserito in quello della futura Docg Collio. «Da parte mia», ci ha detto il presidente del Consorzio Collio, Robert Princic, «penso che sia un’operazione da fare per fare chiarezza. Sarà poi l’assemblea a decidere se inoltrare la richiesta al ministero. Non c’è dubbio che si tratti di un argomento molto particolare. Ne sapremo di più tra qualche mese. Non dobbiamo dimenticarci che la Ribolla è un patrimonio non solo del Collio, ma dell’intero Friuli Venezia Giulia».

 

Olsavia è ufficialmente il paese della Ribolla

 

Intanto, a voler ribadire che Oslavia è “il paese della Ribolla”, sono stati apposti due cartelli stradali ai limiti del territorio di produzione. Rigorosamente bilingue, naturalmente…

Sei esempi di Ribolla di Oslavia (leggi tutte le tasting notes)

Ecco le nostre note di degustazione delle sei etichette di Ribolla gialla prodotta a Oslavia secondo il protocollo proposto come disciplinare Docg:

  • Venezia Giulia Ribolla gialla Igt 2016 di Fiegl leggi
  • Venezia Giulia Ribolla gialla Igt 2015 di Dario Princic leggi
  • Venezia Giulia Ribolla gialla Igt 2012 di Radikon leggi
  • Collio Riserva Ribolla gialla Doc 2011 di Primosc leggi
  • Collio Selezione Ribolla gialla Doc 2011 de Il Carpino leggi
  • Collio Ribolla gialla Doc 2011 de La Castellada leggi
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