Qualità/prezzo
Da quando il boom del vino italiano ha cominciato a rallentare, il rapporto qualità/prezzo è salito alla ribalta fino a diventare un tormentone. Si rischia ormai la crisi di rigetto, anche perché il concetto è ad altissimo tasso d’indeterminazione. Il calcolo del prezzo giusto, calibrato sulla qualità del vino, è più difficile della quadratura del cerchio. Lo si rivendica, di solito, in opposizione al prezzo scandalosamente elevato richiesto per vini appena nati, privi di storia ma ricchi di presunzione. Giustissimo, per carità, ma la soluzione non è difficile: basta non comprarli. Il problema è quello opposto: quand’è che il prezzo imposto dalla situazione fa scendere la qualità sotto il livello di guardia? La tragedia del metanolo è scaturita da un rapporto qualità/prezzo insostenibile. In questo paese dove tutti si proclamano liberisti sono pochi a essere sfiorati dall’idea che possa essere il libero mercato a equilibrare il rapporto qualità/prezzo. Forse perché bisognerebbe accertare prima quanto sia libero, questo mercato.
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