Produttore

Produttore

Si definisce così chi produce vino. Ma è una definizione tanto polivalente da risultare vaga, ambigua: si applica all’artigiano che fa 30 mila bottiglie all’anno e all’industriale che ne sforna 30 milioni, al viticoltore che vinifica esclusivamente uve di proprietà e al commerciante che il vino lo acquista da terzi e si limita a imbottigliarlo. I francesi usano termini molto più precisi, come récoltant manipulant e négociant, ma neanche loro distinguono con parole diverse i produttori di differente dimensione. Eppure ce ne sarebbe bisogno. Lo sottolinea Angelo Gaja raccontando di quando Robert Mondavi gli propose di unirsi a lui in joint-venture per creare una nuova azienda insieme. «Siamo due produttori che si stimano reciprocamente e che concepiscono il vino allo stesso modo», gli disse per convincerlo. «È vero», rispose lui, «ma tu sei un elefante e io una pulce. Vedi, la joint-venture è un matrimonio, e se a fare l’amore con una pulce l’elefante rischia solo di non trarre nessuna soddisfazione, per la pulce può essere invece molto pericoloso».

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