Dall'Italia Dall'Italia Jessica Bordoni

Da Montelvini un nuovo Protocollo di vinificazione per il Prosecco Asolo Docg

Da Montelvini un nuovo Protocollo di vinificazione per il Prosecco Asolo Docg

Dici Montelvini e pensi Prosecco Superiore Asolo Docg. La storica Cantina di proprietà della famiglia Serena, da sempre impegnata sotto il profilo della ricerca e della sperimentazione, ha messo a punto un nuovo Protocollo di vinificazione e spumantizzazione aziendale per conferire ancora maggiore finezza e sapidità alle etichette della sua linea top Serenitatis. Il progetto è stato presentato alla stampa lo scorso 6 giugno in occasione di un pranzo-degustazione al ristorante fusion Iyo di Milano.

La cultura nipponica: rigore e cura per i dettagli

Alberto Serena, che insieme alla sorella Sarah guida il marchio dopo il passaggio di consegne dal padre Armando (da poco rieletto per la terza volta presidente del Consorzio di tutela Vini Asolo Montello) ha spiegato che «la scelta del ristorante non è casuale. Il Giappone è un mercato molto importante per noi. La cucina inoltre si sposa bene ai nostri Prosecco Docg. Della cultura nipponica amiamo l’estremo rigore e la grande cura per i dettagli, due principi che muovono il nostro lavoro in vigna, in cantina, ma anche nel marketing e nelle vendite».

I tre capisaldi

Per l’occasione Montelvini ha preso in prestito anche la parola giapponese “san”, che significa “tre”. «Il numero indica i cardini del nuovo Progetto di vinificazione, che punta a sviluppare la struttura, gli aromi fruttati e la sapidità dei vini. Si tratta di caratteristiche intrinseche nei nostri spumanti, che il nuovo iter produttivo riesce a imprimere in maniera ancora più evidente, valorizzando l’uva Glera di partenza e le singole declinazioni della collezione Serenitatis», precisa Sarah Serena.

I cinque parametri sotto controllo

Il protocollo prevede una rigorosa selezione dei migliori vigneti e delle migliori uve, ponderando attentamente il momento della raccolta. La tecnologia d’avanguardia si avvale di presse di ultima generazione. Disponiamo inoltre di un laboratorio di alto livello che consente di effettuare oltre il 90% delle analisi di routine all’interno dell’azienda. Tra gli altri esaminiamo il grado zuccherino, l’acidità e il pH. Particolare attenzione è dedicata alla riduzione dell’arricchimento di ossigeno durante l’iter di produzione, che viene preservato molto basso, così come l’andidride solforosa, per garantire la massima longevità ai prodotti.

Extra Dry: struttura e armonia

Ogni tipologia necessita di particolari caratteristiche. Così ad esempio, per il Prosecco Superiore Asolo Extra Dry ,si ricercano uve dall’acidità più spiccata, in grado di compensare la maggiore presenza zuccherina, che si attesta intorno ai 15 grammi per litro. All’assaggio colpisce l’equilibrio tra la dolcezza e l’acidità e la mineralità, unite ad una struttura decisa, senza però essere invadente.

 

 

Brut: note fruttate in primo piano

La tipologia Brut, con i suoi 10 grammi di zucchero per litro lascia emergere maggiormente le note fruttate, e in particolare agrumate, che caratterizzano la produzione di Asolo, anche grazie alle escursioni termiche tra giorno e notte dell’ambiente collinare. Il risultato è una bollicina sorprendentemente ricca e fragrante al naso.

 

 

Extra Brut: sapidità e mineralità

La versione Extra Brut (con 5 grammi di zucchero) rivela la vera essenza della Glera spogliata da tutti i “fronzoli”. Qui troviamo una maggiore sapidità e mineralità, legata anche al particolare suolo di medio impasto composto da marne e argille.

 

Le novità sul Vigneto ritrovato

Durante l’appuntamento milanese è stato fatto il punto su un altro importante progetto, il recupero del “Vigneto ritrovato” in collaborazione col il CREA-VE (Centro di Ricerca per la Viticoltura e l’Enologia). «Si tratta dell’unico piccolo vigneto – già presente nelle mappe napoleoniche – nel cuore della cittadina di Asolo, all’interno del giardino all’italiana della splendida Villa De Mattia. All’inizio del prossimo anno, sarà impiantato un clone di Glera tipico dell’area, praticamente scomparso negli anni perché poco produttivo. Attendiamo le prime bottiglie per il 2023».

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