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La Camera approva il Testo unico del vino

La Camera approva il Testo unico del vino

Una sola norma per regolamentare tutto il settore vitivinicolo italiano. Ieri sera il tanto atteso Testo unico del vino è stato approvato all’unanimità alla Camera: 8 Titoli e 90 articoli complessivi, un risultato che qualcuno già definisce storico. A mettere d’accordo maggioranza e opposizione è l’obiettivo della proposta di legge, chiaro quanto urgente: semplificare la pesante burocrazia che grava sul comparto vino, tra i più rilevanti per l’economia nazionale, accorpando in un’unica legge tutte le normative esistenti in materia. Prima di diventare definitivo, il testo dovrà passare al vaglio del Senato. Ma l’orizzonte sembra già più roseo a chi, per anni, ha chiesto un intervento del governo in merito.

Finalmente un Testo unico del vino

Questa proposta di legge unica sul vino razionalizza le normative già esistenti in merito, ponendosi come unica legge di riferimento. Positivo il commento del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, riportato da Ansa: «Il Testo unico è frutto di un lavoro parlamentare approfondito e condiviso, che dà alla filiera nuovi strumenti operativi. Avere in una sola norma di 90 articoli tutte le disposizioni, unificando, aggiornando e razionalizzando le leggi esistenti, rappresenta un risultato storico».

Antonio Rallo: risposta adeguata alle attese

Lo confermano anche le dichiarazioni di Antonio Rallo, presidente di Unione Italiana Vini. «Il settore chiedeva da tempo una rivisitazione complessiva delle norme, con l’obiettivo di eliminare sovrapposizioni e conflitti legislativi, semplificare gli adempimenti burocratici a carico delle aziende, assicurando comunque tracciabilità e controlli efficaci, rivedere il sistema sanzionatorio al fine di renderlo più equo anche attraverso l’introduzione, per la prima volta in agricoltura, di due importanti istituti, la diffida e il ravvedimento operoso. Il Testo Unico risponde adeguatamente a queste attese».

Sandro Boscaini: non dimentichiamo l’innovazione

Sandro Boscaini, presidente Federvini, aveva recentemente ribadito l’urgenza di questa normativa. Ora precisa a Repubblica.it: «Qualche compromesso era inevitabile. Tuttavia ci aspettavamo uno snellimento ancora maggiore degli aspetti burocratici per i produttori. È comunque un passo avanti: speriamo che nell’attuazione concreta della legge venga lasciata aperta una porta all’aggiornamento e all’innovazione tecnologica».

Novità per vigneti storici ed enoturismo

Il Testo unico prevede disposizioni a tutela dei vigneti eroici o storici. Tocca il tema enoturistico, disciplinando le attività di accoglienza e ospitalità presso le aziende vitivinicole. I vini Dop e Igp potranno apporre in etichetta la denominazione di qualità (autorizzati dal Mipaaf con la regione competente). Stabilisce, inoltre, che solo le varietà di uva da vino iscritte al Registro nazionale potranno essere impiantate, reimpiantate o innestate: il Mipaaf istituirà uno schedario viticolo con informazioni aggiornate sul potenziale produttivo di ognuna di queste varietà.

Meno burocrazia

Alcune delle innovazioni più importanti riguardano però la semplificazione delle pratiche burocratiche che gravano sulle cantine, dalle comunicazioni all’Ufficio territoriale dell’Icqrf in merito alla planimetria degli stabilimenti enologici, all’introduzione del ravvedimento operoso, che riduce le sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni riguardanti comunicazioni formali.

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