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Ipa, Pils e dintorni: è una questione di stile

Ipa, Pils e dintorni: è una questione di stile

I modelli internazionali degli stili di birra sono garantiti dal Beer Judge Certification Program. Dall’origine dei due generi più celebri, nati in Boemia e nel Regno Unito, alla rivoluzione craft americana, fino alle sperimentazioni dei birrifici italiani.

Il concetto di stile birrario è uno dei più importanti nella cultura brassicola mondiale. Il riferimento universalmente riconosciuto è il Beer Judge Certification Program, associazione no profit statunitense nata nel 1985. Come il nome lascia intendere, lo scopo principale del BJCP è quello di formare e certificare giudici per le competizioni birrarie: oggi conta quasi 7 mila assaggiatori in più di 40 Paesi al mondo. In realtà però sono soprattutto le loro Style guidelines – liberamente scaricabili dal sito ufficiale – ad essere diventate un punto fermo, un vocabolario necessario per comprendere il complesso universo delle birre.

La definizione di Michael Jackson

Il termine beer style si deve al grande autore inglese Michael Jackson (omonimo della popstar americana, ndr) che lo usa per la prima volta nel 1977 nel suo The World Guide To Beer: la prima opera in cui le birre di tutto il mondo (principalmente di Belgio, Germania e Regno Unito) vengono descritte in base alle caratteristiche organolettiche, alla loro storia e alle curiosità. Un libro che cambierà per sempre l’approccio alla birra, attribuendole il valore culturale, identitario e territoriale che le compete.
Nelle descrizioni di Jackson di allora, così come nelle definizioni degli stili del BJCP di oggi, si dedica molto spazio alle note descrittive (esame visivo, sentori olfattivi, gusto, sensazioni di bocca), senza tralasciare gli elementi storici, le materie prime tipicamente utilizzate e il confronto con gli stili simili.

I luppoli hanno un ruolo centrale nella definizione gusto-olfattiva della birra

Le Pils, amare e poco alcoliche

Prendiamo ad esempio due stili molto noti e diffusi: le Pils e le Ipa. Se chiedete a qualunque appassionato, vi saprà dire senza problemi che le prime sono birre a bassa fermentazione, intorno ai 5 gradi alcolici in volume, di colore paglierino, con schiuma fine e compatta e un profilo olfattivo sottile, in equilibrio tra le note mielate del malto e quelle erbacee del luppolo, dove l’amaro è ben presente (almeno 33 Ibu), complice anche un corpo piuttosto esile.

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© Riproduzione riservata - 24/11/2019

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