Friulano
Tra gli eventi degni di nota del 2009 è da ricordare la reincarnazione del Tocai nelle vesti di Friulano. La rinuncia al nome storico, imposta dalla Comunità Europea per il 31 marzo 2007, è sempre stata considerata dai friulani la condanna a morte del loro bianco più importante e contro di essa si sono perciò battuti a lungo. Inutilmente. Forse adesso cominciano però a rendersi conto che può rappresentare una favorevole opportunità: “Bisogna farsene una ragione e andare avanti”, ha scritto Bruno Pizzul nella prefazione del volumetto intitolato Un Friulano da amare, che Walter Filiputti ha curato per Via dei Sapori, un consorzio di 20 ristoranti friulani che si propone di promuovere il territorio regionale. Farsene una ragione non dovrebbe essere difficile: col nuovo nome il vino vende di più, com’era già emerso alla degustazione organizzata da Civiltà del bere al VinoVip di Cortina. A sorpresa il diktat dell’Unione Europea, tanto osteggiato, sta trasformando il Tocai, amatissimo nella regione d’origine ma sconosciuto altrove, in un Friulano da esportazione.
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