Dall'Italia Dall'Italia Jessica Bordoni

Dove cenare a Milano. Le nuove mete gastronomiche.

Dove cenare a Milano. Le nuove mete gastronomiche.

Quali sono le ultime novità della ristorazione (aperture, spostamenti, cambi al vertice…) nelle 20 città più popolose d’Italia? Ecco cosa vale davvero la pena provare se vi trovate a Milano.

Abbiamo individuato alcuni locali dove suggeriamo di mangiare nel 2019. Perché sono nuovi o aperti da un paio d’anni, profondamente rinnovati nell’ambiente, nella cucina o nella gestione, guidati da giovani o che hanno vissuto da poco cambi generazionali che li hanno rivoluzionati. Insomma buone tavole (non necessariamente solo “creative”, ma anche ottime trattorie o locali etnici) consigliate a chi è in cerca di novità e vuole anche bere bene.

[bu:r]

Eugenio Boer ©M. Varoli

Scordatevi il menu: qui si ordinano “concetti di degustazione”, graficamente disposti in maniera circolare per rievocare la forma del piatto e la ciclicità dell’esistenza. Waste don’t waste, Think green, Il mare, Il viaggio, La cuisine du marché sono solo alcune delle “suggestioni” proposte dallo chef italo-olandese Eugenio Boer, che si è formato in Sicilia, Germania, Toscana, per poi approdare alla brigata di Norbert Niederkofler. A Milano Boer si era già fatto conoscere con Enocratia ed Essenza, dove nel 2017 aveva guadagnato la stella. [bu:r] ha aperto i battenti nel giugno 2018, ma molti piatti sono già di culto, come il risotto alla cenere, salmerino di montagna e le sue uova; e il macaron di cuore e fegato di piccione ricoperto di grué di fave di cacao. In carta circa 250 etichette, tra volti noti e piccole Cantine. Il nome del locale è la trascrizione fonetica del cognome Boer: lo chef era stufo che tutti lo storpiassero.

via Mercalli, ang. via San Francesco d’Assisi – 02.62.06.53.83
www.restaurantboer.com

Gastronomia Yamamoto

Quando si pensa alla ristorazione giapponese, la prima parola che viene alla mente non è certo gastronomia. Ma l’obiettivo di Aya Yamamoto e sua madre Shih Chy era aprire un locale oltre i cliché, per far conoscere un’altra faccia della cucina nipponica, in antitesi agli all you can eat di sushi e sashimi. La centralissima insegna di via Amedei, aperta nel settembre 2017, offre piatti della tradizione giapponese casalinga (“quelli che i bambini mangiano a casa delle loro nonne”, precisa Aya), fatta di verdure e cibi cotti. Qualche esempio? Lo stufato di alghe hijiki con tofu fritto secco e lo sgombro cotto in miso e zenzero, senza dimenticare il panino con la cotoletta di maiale e salsa tonkatsu. Chi non sceglie la formula asporto dei bento box, può sedersi nella saletta interna stile retrò giapponese. E il beverage? In carta vini nazionali più una selezione di sake, whisky, distillati e liquori del Paese del Sol levante.

via Amedei 5 – 02.36.74.14.26
Facebook Gastronomia Yamamoto

Nebbia

Marco Marone, Mattia Grilli e Federico Fiore © S. Fiorini

Un po’ osteria d’antan un po’ bistrot parigino, Nebbia ha alzato la claire a fine novembre ed è già un must della scena meneghina. Merito dei tre soci, tutti classe 1984, con importanti “precedenti” alle spalle. Gli chef Federico Fiore e Mattia Grilli si sono fatti le ossa al Piazza Duomo di Crippa e all’Armani di Gozzoli. In sala il sommelier Marco Marone, 10 anni all’enoteca N’Ombra de Vin, propone una cinquantina di etichette dai ricarichi contenuti. Non manca un bancone e l’obiettivo è potenziare la formula bar à vin rendendola indipendente dall’offerta ristorativa. La cucina è apparentemente semplice, golosa, con un menu che cambia (in parte) tutti i giorni, seguendo stagionalità e disponibilità dei prodotti. Da non perdere il pan brioche, fegatini d’anatra e cipolle di Tropea, i primi di pasta fresca e i secondi, spesso da materie “povere”, come lampredotto, trippa e merluzzo.

via Evangelista Torricelli 15 – 02.82.78.15.57
www.nebbiamilano.com

Pescatore Lobster Bar

Cristian Ardu

Attiva dal 1976, la Trattoria del Pescatore di Giuliano Ardu è un’istituzione per i milanesi che amano l’astice alla catalana e la cucina di mare. Qualche mese fa accanto al ristorante ha aperto il suo spin-off: il Pescatore Lobster Bar. Questo piccolo locale, direttamente collegato alla casa madre, si propone come la sua versione più snella e informale, coprendo la fascia dall’aperitivo al dopocena. A gestirlo c’è Cristian, figlio di Giuliano, che ha voluto un ambiente dalle luci soffuse, con rivestimenti in sale rosa dell’Himalaya. L’astice alla catalana resta il piatto forte, accanto ai crudi di pesce e ai crostacei. La lista include la ventresca di tonno con peperoni caramellati, la tartare di ricciola, zenzero e pompelmo rosa, il baccalà mantecato alla veneziana. No alle prenotazioni, sì alle mezze porzioni e agli assaggi. In drink list vini al calice o in bottiglia, i vermouth di Silvio Carta e cocktail a base vodka e gin.

via Atto Vannucci 5 – 02.58.32.04.52
www.trattoriadelpescatore.it/pescatorelobsterbar

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© Riproduzione riservata - 16/05/2019

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